Il dibattito sul bike sharing a Genova continua ad animare cittadini e istituzioni. Dopo settimane di segnalazioni sui social e da parte dei residenti per biciclette lasciate sui marciapiedi, in prossimità degli attraversamenti pedonali o in altre aree considerate d’intralcio, il tema è approdato anche in Consiglio comunale. Da Palazzo Tursi è arrivata una risposta* che, pur riconoscendo l’esistenza del problema, invita a guardare il fenomeno nel suo complesso.

“Il problema esiste, ma non riguarda solo le bici”
A rispondere alle interrogazioni è stato l’assessore alla Mobilità Emilio Robotti, che ha riconosciuto come i parcheggi scorretti delle biciclette in sharing rappresentino una criticità già prevista dall’amministrazione. Il Comune ricorda di aver introdotto nuove regole per gli operatori, tra cui il divieto di lasciare le biciclette sui marciapiedi e l’obbligo di fotografare il mezzo al termine del noleggio, proprio per limitare gli abbandoni irregolari.
Allo stesso tempo, però, l’amministrazione invita a non isolare il fenomeno del bike sharing. Secondo Robotti, infatti, le segnalazioni relative alle biciclette sono numerose, ma fanno parte di un quadro più ampio che comprende anche scooter, moto e auto parcheggiati in modo irregolare, per i quali vengono elevate quotidianamente sanzioni. L’obiettivo, secondo il Comune, resta quello di migliorare il rispetto delle regole da parte di tutti gli utenti della strada, senza attribuire il problema esclusivamente ai nuovi servizi di mobilità condivisa.
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Un tema che continua a far discutere
Le polemiche arrivano proprio mentre il Comune continua a rivendicare i risultati del nuovo sistema di bike sharing. Nelle scorse settimane la sindaca Silvia Salis ha parlato di un vero e proprio “boom” del servizio, citando oltre 17.700 corse nel primo mese e definendo le biciclette condivise un tassello fondamentale della strategia per una mobilità più sostenibile e integrata con il trasporto pubblico.
È proprio in questo contesto, però, che continuano a emergere le segnalazioni di biciclette lasciate sui marciapiedi o in punti ritenuti d’intralcio, alimentando il dibattito sull’efficacia dei controlli e sul rispetto delle regole da parte degli utenti.
Il Comune, dal canto suo, ribadisce che il bike sharing rappresenta uno strumento importante per incentivare la mobilità sostenibile e ridurre l’utilizzo dell’auto privata, ma riconosce che il successo del servizio dipende anche dal comportamento degli utenti. Per questo motivo il confronto resta aperto: da una parte c’è chi chiede misure più severe contro i parcheggi selvaggi, dall’altra chi ricorda che il rispetto delle regole deve valere per ogni categoria di veicolo e che il fenomeno della sosta irregolare non può essere ricondotto esclusivamente alle biciclette condivise.
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