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Copertoni gravel: guida alla scelta

Bdc, Bikelife, Gravel • di

Quando si parla di gravel bike, una certa confusione può nascere sulla scelta delle ruote e soprattutto dei copertoni gravel. Scorrevoli o artigliati? Da ciclocross o da bici da corsa? Da 28,30,35,40 o ancora più larghi? Tubeless o con camera d’aria? Tante sono le domande che angustiano gli appassionati e in questo articolo cercheremo di sciogliere tutti i dubbi riguardanti i copertoni della vostra (prossima) gravel bike.

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Indice
Necessità di cui tenere conto
Scelta dei copertoni
Concludendo

Copertoni gravel: le necessità di cui tenere conto

bici con copertoni gravel

Quando si parla di copertoni gravel, prima di addentrarci e parlare di tpi e tassellature, è bene analizzare quali sono le necessità da soddisfare nella scelta delle coperture per le gravel bike. Questa fase di analisi è essenziale, perché bisogna sempre effettuare acquisti mirati per ottenere i massimi risultati e non fermarsi solo al nome della marca o alla leggerezza del componente. Quindi cerchiamo di analizzare le esigenze che nascono dall’uso di una gravel bike.

Una gravel bike può essere usata come una normale bici da corsa, magari per partecipare a lunghe granfondo, oppure come una bici da ciclocross per sguazzare nel fango. Nel mezzo tra l’asfalto e il fango ci sono chilometri di brecciolino, strade bianche e sterrati.

La soluzione giusta è un sistema ruota-copertone che offra reattività sull’asfalto, che non apporti troppo peso in più ma che allo stesso tempo sappia resistere all’uso su terreni sconnessi, al limite della mtb. In sostanza bisogna scovare un assetto che faccia un po’ di tutto, che vada bene su asfalto, nel fango e sullo sterrato, che sia affidabile senza appesantire il mezzo. Sembra un’utopia, ma con i consigli giusti ce la si può fare.

Copertoni gravel, come sceglierli

Quando si parla di copertoni anche il mondo delle bici gravel offre innumerevoli possibilità. Gli aspetti di cui tener conto sono i seguenti:

Copertoni Gravel


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Larghezza

E’ uno degli aspetti fondamentali della scelta. Le coperture per le gravel bike di solito variano da un minimo di 32 a copertoni capaci di raggiungere i 55mm di sezione e poi c’è tutto quello che si trova nel mezzo. La prima cosa da controllare è la luce tra i foderi della forcella e del telaio, per capire quale sia la massima sezione ammissibile. Per farlo potete misurare con il metro la luce tra i foderi oppure andare sul sito del produttore, che deve indicare quale sia la larghezza massima ammissibile.

Acquistare un copertone gravel senza prima controllare la sezione può tradursi nell’impossibilità di montarlo sulla bici, con perdita di tempo e soldi. Dopo aver visto quale sia la massima sezione ammissibile, dobbiamo scegliere quella giusta per noi. Se volete fare del ciclocross con la vostra bici gravel, il limite massimo consentito è 35mm, sopra i quali non è consentito andare. Se invece volete spaziare, potete usare un 28mm se prevedete di partecipare alle granfondo con la gravel, mentre una soluzione che ben si pone tra resistenza al rotolamento e scorrevolezza su fondi sconnessi è il 40mm di sezione.

dettaglio di un copertone da gravel

Disegno dei tasselli

Il disegno intende la forma, l’altezza e il numero di tasselli. Una ruota con tasselli fitti, piccoli e bassi offrirà meno grip sui terreni accidentati, donando però scorrevolezza nei tratti dove il terreno è duro. Tasselli radi e molto alti invece riescono a penetrare nel terreno e a donare aderenza ma aumentano la dispersione di energia sui terreni duri.

Anche qui la scelta dipende da cosa si debba fare con la bici gravel. Per usarla come una bici da corsa più comoda, è meglio scegliere coperture lisce o con al massimo delle scanalature per evacuare l’acqua. Se fate del ciclocross in mezzo al fango è meglio optare per delle coperture proposte appunto per tale disciplina, che presentano tasselli alti e pronunciati per donare stabilità nel fango. Se invece si vuole fare un po’ di tutto (quindi passare da asfalto a sterrato, come avviene nelle gravel race) la soluzione perfetta sono le coperture da ciclocross per terreni duri, che solitamente hanno dei tasselli poco pronunciati ma molto fitti, per limitare la dispersione di energia sull’asfalto ma donare grip sul brecciolino.

Ruota bici gravel

Mescola

Quello che viene chiamato compound, indica la composizione chimica del copertone. Infatti le coperture vengono prodotte mescolando il polimero con degli additivi chimici e fatto vulcanizzare in autoclave, secondo procedimenti ben definiti. La mescola può essere dura o morbida ed è indicata secondo una durezza detta Shore. In sostanza si fa cadere un pezzo di metallo da un altezza definita e si misura il ribalzo che ha dopo aver toccato la gomma. Più alto è il rimbalzo, maggiore la durezza della mescola e quindi più alto il numero che l’accompagna.

Se dovete girare su asfalto e terreni duri come brecciolino, è meglio scegliere una copertura a mescola dura, perché si deforma meno, offre più scorrevolezza e dura di più nel tempo. Se fate ciclocross o se girate molto su sterrati al limite della mtb, è meglio optare per gomme a mescola morbida: infatti sono più deformabili, aumentando così il grip e l’assorbimento delle asperità. Di contro però tendono a consumarsi più velocemente rispetto a quelle a mescola dura. Per avere un range di scelta, la mescola morbida si attesta sui 42a mentre una dura sui 50a-60a, arrivando anche ai 70a che però sono coperture da strada).

TPI

Acronimo di “threads per inch” indica il numero di filamenti di materiale intrecciato nella carcassa per ogni pollice di larghezza. In sostanza indica quanto è fitta la trama di una carcassa. Più alto il numero di TPI, maggiore è la presenza di fili, che si traduce in un pneumatico più rigido e scorrevole. Minori TPI significa meno fili e più gomma (usata per sigillare i buchi tra i fili) e quindi si avrà una gomma più pesante ma più deformabile.

Tubeless o camera d’aria

Anche qui la scelta è puramente personale. Il tubeless offre maggiore protezione dalle forature e dalle pizzicature, però necessita di cerchi e pneumatici UST, oppure di componenti convertibili (quindi tubeless ready) tramite un apposito kit. Girare con il tubeless permette di abbassare di molto la pressione degli pneumatici, per avere più grip. La camera d’aria rende più semplice il montaggio dei copertoni (far tallonare una ruota tubeless può rivelarsi decisamente ostico) ma aumenta il rischio di forature. Io sulla mia gravel ho scelto di usare le camere d’aria, poiché la comunque elevata pressione di gonfiaggio mi protegge dalle pizzicature, poiché non ho bisogno di girare a basse pressioni per avere un notevole grip. Ovviamente è una scelta personale.

Copertoni gravel: considerazioni finali

dettaglio bici gravel

La scelta dei copertoni gravel può rivelarsi come la più difficile dell’intero cockpit della nostra bici. Infatti il mercato offre numerose possibilità, con differenti ricadute sulla reattività della bici, sul grip e sul nostro portafogli. Il mio consiglio è per prima cosa di analizzare bene il telaio scelto, per valutarne i sistemi di fissaggio ruota, la spaziatura tra i forcellini e la luce disponibile, in modo da non effettuare acquisti sbagliati.

Poi si passerà a valutare le proprie esigenze. Si faranno gravel bike molto lunghe, tutte su brecciolino? Meglio ruote resistenti ma non troppo rigide e pneumatici larghi ma scorrevoli. Si parteciperà alle granfondo? Allora il giusto compromesso è una ruota leggera con coperture strette e poco artigliate. Volete farci del ciclocross? Meglio ruote molto resistenti e pneumatici dedicati, con tasselli pronunciati. Ovviamente questi sono solo consigli di massima, poiché sulla bici di sarete voi e solo voi potete sapere cos’è meglio per regalarvi ore ed ore di lunghe e “goduriose” pedalate.

Articolo aggiornato a Luglio 2019






Una risposta a Copertoni gravel: guida alla scelta

  1. Andrea ha detto:

    Buonasera ,volevo provare a cambiare i copertoni della mia gravel, volevo mettere delle slik da 38 mm con camera d’aria per andare sull’asfalto. …è una misura scorrevole ?oppure affatica la pedalata?grazie
    Andrea

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