Un itinerario che percorre da nord a sud la Corsica per 598 km, con un dislivello totale di 10.047 metri, tra costa ed entroterra, spiagge immense e montagne selvagge.
Un percorso pedalabile in due modalità: in totale libertà a ritmo cicloturistico in tredici tappe, ripartite per avere sempre punti di appoggio e località da visitare, oppure in modalità “sfida” partecipando all’evento Corsica Cyclo GT 20 “A Traversata Maio”, che consiste nel percorrere l’intero itinerario in sole 5 tappe, con un totale di 230 km di tratti cronometrati e tutta l’assistenza di una vera gara ciclistica, con la presenza di campioni internazionali sia nell’organizzazione che tra i corridori.
Per chi si sente turista, occorre non sottovalutare il livello impegnativo del percorso e l’assenza di punti di appoggio e di rifornimento per lunghi tratti. Il mezzo consigliato è la bici da strada o, eventualmente, una gravel, oppure, novità di questo anno, la bici a pedalata assistita, anche a noleggio, è una ottima soluzione per rendere accessibile e piacevole per tutti il percorso, con punti di ricarica appositamente studiati. Se ami la bici, ma anche i paesaggi autentici, il silenzio della montagna e le tavole apparecchiate con gusto, c’è un’isola che ti aspetta. E si raggiunge comodamente in traghetto con Corsica Ferries, partendo dall’Italia (Savona, Livorno, Piombino) per approdare a Bastia, porta d’ingresso del nord della Corsica.
Noi abbiamo scelto di provare il primo tratto di percorso proprio durante la competizione dello scorso maggio Corsica Cyclo GT 20, alla quarta edizione, con la fortuna di fare interessanti chiacchierate con gli ambasciatori 2025 Bernard Hinault e Audrey Cordon-Ragot.

Un itinerario per tutti i gusti
È proprio da Bastia che inizia la GT 20 – Gran Traversée, un itinerario cicloturistico che attraversa l’isola da nord a sud, snodandosi per quasi 300 km tra entroterra selvaggi, borghi storici e paesaggi da cartolina. La prima parte del percorso, da Bastia a Corte, è perfetta per una mini-avventura di 2 o 3 giorni, adatta a tutti: basta avere una bici da viaggio (gravel o trekking) e un po’ di voglia di salire.
Lasciata Bastia alle spalle, la strada si inerpica verso le colline della Castagniccia, una delle regioni più affascinanti dell’isola, nota per i suoi castagni, i villaggi di pietra e il ritmo lento della vita. Le salite ci sono, ma il paesaggio le ripaga tutte: curve dolci, panorami aperti sulla costa e l’entroterra, e quasi nessun traffico, se non lungo alcuni tratti della costa molto amati dai motociclisti.
Il secondo giorno porta verso Corte, città universitaria e cuore storico della Corsica, con la sua cittadella arroccata e l’atmosfera vivace. L’ultima discesa verso la città è una ricompensa panoramica che si apre sulla valle della Restonica.
La bellezza della GT 20 è che non serve essere ciclisti estremi per viverla: le tappe sono modulabili, le strade in buone condizioni, e ogni curva regala qualcosa da ricordare. Basta poco: una bici equipaggiata, una buona colazione, e la voglia di lasciarsi sorprendere da un’isola che ha ancora tanto da raccontare. E per chi si innamora della strada (e succede spesso), la GT 20 non finisce a Corte. Da lì si può continuare verso il sud, lungo l’asse centrale della Corsica, tra altri passi di montagna, riserve naturali e villaggi sospesi nel tempo.


Il nostro prequel
L’arrivo sull’isola è già parte dell’esperienza: Corsica Ferries collega comodamente la Corsica con diversi porti italiani (Savona, Livorno, Piombino), permettendo l’imbarco delle bici con bagagli, senza stress. Una volta sbarcati a Bastia, prima di salire in sella, vale la pena concedersi una cena nell’ambiente raffinato del Restaurant Le Mademoiselle, con cucina locale e fusion, in un’atmosfera molto curata. L’Hôtel Pietracap a San Martino di Lota, che offre un pernotto perfetto: camere con vista, giardino mediterraneo e accoglienza perfetta per ciclisti in cerca di riposo. È il posto giusto per fermarsi, respirare e capire che la Corsica dell’interno è tutta da scoprire.
Tappa uno con battesimo di pioggia
L’emozione era palpabile già dallo start: tra le bici pronte con numero di gara e borracce, , si facevano spazio grandi nomi del ciclismo come Bernard Hinault, leggenda vivente del Tour de France, insieme alla giovane promessa Audrey Cordon-Ragot e a Manon Rousse, volto noto e amato del ciclismo femminile internazionale. Una cornice d’eccezione che ci ha fatto sentire parte di qualcosa di grande, anche con il nostro ritmo tranquillo e da esploratori.
La prima tappa è subito intensa, anche per via del tempo molto variabile, che alla fine ci rinfresca con un improvviso acquazzone. Percorriamo tra momenti di sole e qualche goccia che frena anche la gara agonistica il tratto di costa che da bastia porta a Macinaggio, pedalando per i primi 35 km in un ambiente selvaggio, con un mare arrabbiato e il vento isolano in faccia, per assaporare l’essenza còrsa di un tipico giorno di primavera. Nel pomeriggio il meteo varia, e percorriamo la costa ovest del “dito” settentrionale dell’isola fino ad arrivare a Patrimonio, il regno dei migliori vigneti della Corsica.
La conclusione della prima giornata è stata resa ancora più speciale da una visita alla cantina Cave Antoine Arena, dove siamo stati accolti dal padrone di casa in persona: Antoine Arena, produttore rinomato e grande appassionato di ciclismo. Tra una degustazione e l’altra dei suoi eccellenti vini, ci ha raccontato aneddoti, visioni e amicizie – inclusa quella, autentica e duratura, con Bernard Hinault. Un incontro genuino, che unisce il mondo del vino a quello della bici con passione e stile.

Con un pizzico di fortuna, abbiamo anche potuto condividere qualche chilometro con il gruppone dei ciclisti in gara: un tratto neutralizzato a causa della pioggia, con la safety car in testa, ci ha permesso di pedalare fianco a fianco con gli atleti, respirare il clima della corsa e vivere una piccola “parentesi da professionisti”. Un’esperienza irripetibile, che ci ha regalato sorrisi, battute e persino qualche selfie in movimento.
Dai vigneti alle isole dell’isola
Il terzo giorno lungo la GT 20 ci ha regalato una delle tappe più poetiche e panoramiche del nostro viaggio. Siamo ripartiti da Patrimonio per attraversare Saint-Florent, seguendo ancora una volta il tracciato della gara ufficiale GT 20, che anche quest’anno anima l’isola con un tocco di agonismo e spettacolo, ma noi – fedeli al nostro spirito da cicloturisti – abbiamo scelto un ritmo contemplativo, per non perdere nemmeno un dettaglio del paesaggio.

La tappa che conduce fino a L’Île-Rousse è un susseguirsi di contrasti e suggestioni: si pedala tra vigneti assolati, colline verdi e scorci sul mare, attraversando la regione del Nebbio e poi toccando i rilievi più dolci della Balagne. A ogni curva si aprono nuove visuali, e la strada sembra accompagnare il passo naturale del viaggiatore, mai troppo ripida, mai monotona. Anche oggi il passaggio della gara ci ha regalato momenti speciali: l’incontro con i ciclisti in corsa, i saluti incrociati con il pubblico ai bordi della strada, qualche applauso scambiato tra chi pedala per la classifica e chi, come noi, pedala per il piacere della scoperta. È un’atmosfera che unisce, dove lo sport e il turismo si danno il cambio senza fretta.
Arrivati a L’Île-Rousse, abbiamo lasciato per un attimo le bici a riposare per un momento che consigliamo a tutti: raggiungere le due isole che danno il nome alla città, collegate da piccoli ponti e passerelle che sembrano disegnate apposta per essere percorse in bici o a piedi, fino a dove finisce la strada e inizia il mare. Da lì, al tramonto, la vista è mozzafiato: le rocce rosse illuminate dagli ultimi raggi di sole, il profilo delle barche, il respiro dell’isola.
Per cena, abbiamo assaggiato le bontà de l’Escale, un ristorante che sa valorizzare al meglio il pescato locale e le specialità di mare con sapori genuini e accoglienza calorosa. Un’esperienza gastronomica che completa la giornata tra gusto e convivialità. Il pernottamento all’Hôtel Maria Stella, immerso nella tranquillità a due passi dal centro, ci ha permesso di riposare al meglio e prepararci a nuove salite, nuovi panorami, nuove storie.




Terzo giorno: da L’Île-Rousse a Porto – curve e mare
Abbiamo cominciato la giornata seguendo ancora una volta la partenza della gara GT 20, in direzione sud-ovest verso Porto, località simbolo della Corsica più selvaggia. L’energia dei ciclisti in partenza ci ha contagiato ancora una volta, con la solita miscela di adrenalina e festa. Ma come nei giorni precedenti, ci siamo presto staccati dal gruppo, scegliendo il nostro ritmo lento, contemplativo, fatto di pause, sguardi, fotografie e aria di mare.
L’ultimo tratto di giornata è stato forse il più spettacolare: 35 km di pura bellezza, tutti curve a picco sul Mediterraneo, tra rocce rosse, profumo di macchia e viste che si aprono improvvise sull’orizzonte. Una strada che sembra disegnata per chi ha voglia di lasciarsi alle spalle ogni pensiero e semplicemente pedalare, senza guardare l’orologio.
L’arrivo a Porto è stato una vera discesa verso la quiete: il mare ci ha accolto con la luce calda del pomeriggio, e ci siamo regalati un aperitivo vista golfo, con i bicchieri levati verso il tramonto, quasi a brindare a noi stessi e al viaggio appena vissuto. Per la cena, la scelta è caduta sul tradizionale e apprezzatissimo ristorante Chez Félix a Ota, dove la cucina corsa si esprime con semplicità e passione. Un luogo dove si mangia bene e si respira la vera atmosfera dell’entroterra. Il pernottamento all’Hôtel Le Corsica ha chiuso la nostra esperienza con comfort e tranquillità, a pochi passi dal mare.
Ultima salita al Col de Verghju e… arrivederci Corsica!
Anche il nostro ultimo giorno in Corsica è stato tutt’altro che un semplice rientro. Mentre la gara GT 20 proseguiva la sua rotta sportiva verso Ghisoni, affrontando salite impegnative e altimetrie da scalatori, noi abbiamo deciso di dedicare le ultime ore a un assaggio della montagna vera, quella fatta di foreste, silenzi e tornanti che si avvitano verso il cielo.
Abbiamo scelto di assaggiare un po’ di entroterra, in direzione di uno dei passi più noti e mitici della Corsica: il Col de Verghju (Bocca dà Verghju), a 1.478 metri di altitudine, con 19 km di ascesa e 632 metri di dislivello. Una strada incantevole, dove l’asfalto si insinua tra larici e pini, con i profumi della montagna e l’aria fresca che invita a rallentare e guardarsi intorno, tra cavalli e maiali selvatici che spuntano ogni tanto dalla foresta.


Nonostante le gambe ormai stanche dopo quattro giorni in sella, questa ultima salita ci ha regalato emozioni sincere. Il paesaggio cambia passo dopo passo, dalle gole verdi ai crinali rocciosi, fino al tratto finale dove la vista si apre sulla vallata di Niolo: uno spettacolo che sa di conquista, ma anche di riconciliazione con la natura più vera dell’isola.
Prima di concludere la giornata e tornare sulla costa, ci siamo fermati per una visita alla distilleria Negroni a Calacuccia, realtà artigianale immersa tra i monti, dove si producono liquori tipici e profumati che racchiudono il carattere deciso della Corsica. Tra alambicchi, degustazioni e racconti del territorio, è stato un modo perfetto per salutare l’isola con tutti i sensi. Poi è arrivato il momento di rientrare. Abbiamo smontato i bagagli dalle bici, caricato tutto in auto, e raggiunto Bastia.
Il traghetto di Corsica Ferries, diretto a Savona, ci ha riportato sulla terraferma, ma con qualcosa in più nello zaino: la sensazione di aver vissuto un viaggio lento, profondo e sorprendente, lungo le strade meno battute della Corsica, e tanta voglia di tornare per compiere l’intero itinerario in modalità slow.
Consigli pratici: come organizzarvi e partire
La GT 20 è sia un itinerario libero – percorribile da chiunque, con qualsiasi bici da viaggio, e in quanti giorni si desidera – sia una gara annuale riservata a ciclisti agonisti e amatori ben allenati, che si tiene ogni anno a maggio.
Le tracce GPX del percorso sono disponibili gratuitamente online, ma attenzione: il tracciato attraversa spesso zone selvagge e poco urbanizzate, prive di punti di ristoro o fontane. È fondamentale portare con sé sempre abbastanza acqua, specie nelle tappe più isolate. Il vento può essere forte, soprattutto nei tratti esposti, e il meteo è variabile, in particolare in primavera e autunno – che sono, però, le stagioni migliori per affrontare il GT 20 grazie al clima mite e al traffico limitato. Per viaggiare con la propria bici dall’Italia potete scegliere tra molte opzioni della compagnia Corsica Ferries.
Un’esperienza consigliata a chi cerca l’avventura vera in sella, con il giusto mix di fatica, bellezza e libertà.
La quinta edizione della gara Corsica Cyclo GT 20 si svolgerà dal 6 al 10 maggio 2026: affrettatevi dunque con le iscrizioni, se pensate di avere abbastanza gambe, fiato e fame di paesaggi da sogno!
Per maggiori informazioni turistiche sulla Corsica: www.visit-corsica.com
Atout France Italia, il sito ufficiale dell’Agenzia Nazionale del Turismo della Francia: www.france.fr
[Tutte le immagini a corredo dell’articolo sono di Raffaella Cegna]











Buongiorno siccome la data dell’evento per me è off. vorrei chiedere gentilmente avere se possibile la traccia gpx per poi farla in qualsiasi parte dell’anno grazie.
[Salve Cinzia, nell’articolo è presente il link al sito della manifestazione GT20 con tutte le info utili, inclusa la traccia completa – Bikeitalia.it]