Lavarsi e cambiarsi per il bike to work
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Lavarsi e cambiarsi per il bike to work

Bike to work, Bikelife, Urban • di

fonte: ecosalon.com/

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Uno dei temi che più preoccupa i ciclisti urbani è quello di organizzare la propria toilette una volta giunti sul luogo di lavoro dopo una bella pedalata. Non si tratta di un problema di poco conto ma che si può risolvere attuando diverse soluzioni a seconda delle necessità di ciascuno. Ogni ciclista è a sé, perché ha esigenze lavorative differenti e deve adattarsi agli spazi e le possibilità che il luogo di lavoro meete a disposizone e in questo articolo vedremo come coniugare il tutto. Entrare nel mondo della pulizia personale è come correre bendati in un campo minato, dato che si tratta di un tema soggettivo, del quale molte persone sono restie a parlare, poiché lo trovano sconveniente, poco rispettoso o nutrono una sorta di timore per l’opinione che il resto del mondo ha di loro. Bisogna comunque convenire che siamo tutti ciclisti e che sudare è il nostro mestiere, per cui dobbiamo anche conoscere come rimediare!

Le esigenze personali

fonte: galleryhip.com

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Per capire di cosa abbiamo bisogno, dobbiamo sapere che tipo di ciclisti siamo e quali sono le nostre effettive esigenze. Per esempio mia moglie percorre 1km per raggiungere il suo ufficio, io ne devo fare 15 e già questo basta per capire che i problemi che devo affrontare sono totalmente differenti dai suoi. Per questo cerchiamo di effettuare una distinzione tra le varie categorie di ciclisti, sulla base delle necessità di cura personale:
fonte: telegraph.co.uk

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Ciclisti da brevi percorrenze: se il tragitto ha una lunghezza inferiore ai 5km, difficilmente avremo bisogno di lavarci accuratamente una volta arrivati a lavoro. Infatti la sudorazione è un meccanismo naturale di difesa del nostro organismo che, per mantenere costante la temperatura corporea, evacua i fluidi. Per innescarsi la sudorazione ha bisogno di una condizione essenziale, ovvero che la temperatura del nostro corpo sia aumentata. Solitamente non si effettua un riscaldamento prima di prendere la bicicletta per andare a lavoro, per cui i primi chilometri sono di totale acclimatamento ed è facile, a meno che non faccia davvero caldo, arrivare al lavoro prima che la temperatura corporea sia così elevata da far scattare la sudorazione. Viene da sé che difficilmente questa categoria ha ingenti esigenze di cura personale o di cambio d’abiti;

Ciclisti da lunghe percorrenze: ovviamente se il percorso supera i 5km il meccanismo della sudorazione ha tutto il tempo d’innescarsi. Solitamente le zone dove il problema si fa più marcato sono le ascelle, la schiena (soprattutto se si usa lo zaino) e la fronte (anche se quest’ultima viene costantemente asciugata dal vento). In estate, con il fondello da ciclista è possibile che la sudorazione si presenti nella zona dell’inguine e dell’interno coscia. Questa categoria di ciclisti avrà dunque bisogno di lavarsi e rinfrescarsi una volta giunta sul luogo di lavoro e probabilmente di cambiarsi d’abito;

fonte: hburgnews.com

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Ciclisti con lavori che richiedono abiti eleganti: parlo dei manager, dei venditori, delle persone a contatto con il pubblico e di tutti quelli che per obbligo o per volontà indossano completi eleganti sul posto di lavoro. Li ritengo una categoria a parte perché pedalare per più di 5km in giacca, cravatta, camicia e mocassino non è il massimo (così come farlo in tailleur e scarpe con il tacco), per cui questa categoria avrà bisogno di attrezzare una piccola zona dove potersi cambiare e magari depositare il completo una volta terminato l’orario di lavoro. Inoltre avrà necessità di avere con sé sempre un cambio;

fonte: bikereview.info

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Ciclisti che si spostano durante il giorno: ci sono ciclisti che non rimangono per otto ore nel medesimo luogo ma che si spostano continuamente, magari per andare da qualche cliente, per effettuare delle consegne o espletare delle commissioni. Solitamente gli spostamenti sono brevi e vicini tra loro ma rimane il fatto che questa categoria abbia l’impellente necessità di essere sempre presentabile per tutto il giorno.

Le possibilità sul luogo di lavoro

fonte: stuckinherdaydream.forumcommunity.net

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Effettuiamo un ulteriore distinguo che ci permetterà di comprendere meglio quali tra le soluzioni che indicheremo più avanti siano effettivamente adatte a noi. Infatti oltre a che tipo di ciclista siamo, c’è un altro aspetto da tenere in considerazione: la disponibilità di spazio e strutture sul luogo di lavoro, poiché ciò ci costringe a effettuare delle scelte dettate dalla praticità. Vediamo insieme questi aspetti:

Disponibilità elevata: luoghi di lavoro con locali attrezzati, magari con docce, gabinetti e spogliatoi dotati di armadietti. E’ molto comune nelle grandi aziende o nei luoghi dove le condizioni di lavoro necessitano di capi dedicati (come le officine meccaniche, ad esempio), per cui ai dipendenti è data la possibilità di cambiarsi. Questa eventualità è tra le migliori, poiché permette di organizzare la cura della persona con facilità e in modo completo;
Disponibilità discreta: parliamo di luoghi di lavoro che non hanno locali attrezzati ma che comunque possiedono bagni ampi, con armadietto a muro per riporre i propri detergenti personali e magari anche i vestiti, con lavandini adatti a lavarsi con comodità;
Disponibilità scarsa: sono luoghi privi di locali dedicati e di bagni comodi, dove lo spazio si riduce a uno sgabuzzino con un lavandino e una turca, senza possibilità di depositare i prodotti per l’igiene personale.

Ora, sulla base delle considerazioni elencate, potete comprendere a quale categoria di ciclista facciate parte e quale sia la disponibilità di attrezzature e spazi per la cura alla persona sul vostro luogo di lavoro. In questo modo sarete in grado di scegliere quali soluzioni facciano al caso vostro.

L’organizzazione dei prodotti per l’igiene personale

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Quelli in foto sono i prodotti che uso per lavarmi e prepararmi al lavoro. Non entro nel merito delle tipologie di prodotti, dei modelli o delle marche perché è un discorso complesso, superfluo e personale (già solo la diatriba tra i sostenitori della saponetta e quelli del sapone liquido potrebbe infiammare la pagina). Quello che vogliamo capire è come organizzare questi prodotti per averli sempre con sé sul luogo di lavoro, qualunque sia la disponibilità di spazi e di attrezzature. Le soluzioni sono molteplici:

Beauty case

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La classica borsa rigida per il trasporto dei prodotti personali per l’igiene e il trucco. In commercio se ne trovano di differente foggia, modello e capienza, con chiusura a combinazione (per una maggior sicurezza) o con cerniera lampo.
Vantaggi: dati i litri di volume a disposizione è possibile stipare molti prodotti e oggetti per la cura personale, riponendoli con cura affinché siano facilmente individuabili. Essendo rigido permette di riporlo in sicurezza nell’armadietto o su delle mensole;
Svantaggi: necessità di uno spazio adeguato per essere riposto e dato l’ingombro è difficile trasportarlo quotidianamente da casa;
Ideale per: ciclisti che necessitano di numerosi prodotti per l’igiene personale e che hanno a disposizione spazi idonei dove cambiarsi e riporre il beauty

Busta

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La versione più economica del beauty case, la busta è un contenitore in tessuto morbido per l’alloggiamento dei prodotti, con chiusura lampo.
Vantaggi: occupa poco spazio, è comoda e leggera e la capienza è sufficiente per stipare un numero di prodotti adatti a un uso intensivo. Data la morbidezza e le dimensioni ristrette può essere risposta nelle borse della bicicletta ed essere quindi trasportata quotidianamente. Può essere riposta in un armadietto da bagno a muro con facilità;
Svantaggi: non permette di organizzare le proprie cose, che vengono riposte alla rinfusa nell’unica tasca a disposizione.
Ideale per: ciclisti da lunghe percorrenze che hanno bisogno di rinfrescarsi con cura e di utilizzare più prodotti ma che non hanno a disposizione armadietti capienti o personali dove riporre gli oggetti.

Flaconcini da viaggio

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Una soluzione pratica e poco ingombrante mutuata dagli obblighi di legge per il trasporto dei liquidi sugli aerei. Si tratta di una serie di flaconcini con tappo a vite, nei quali travasare i prodotti. I vari flaconcini possono essere racchiusi in una busta di plastica trasparente per una migliore organizzazione.
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Molto comodi sono i campioncini che vengono regalati dalle profumerie o i set da bagno che si trovano negli alberghi.
Vantaggi: ingombrano molto poco, pesano ancora meno e possono essere trasportati quotidianamente da casa. Si possono usare più flaconcini con differenti prodotti e portare con sé di volta in volta solo quelli necessari, risparmiando peso e liberando spazio nelle borse della bicicletta. Essendo così piccoli, possono stare anche in tasca ed essere utilizzati nei bagni pubblici per una rinfrescata al volo;
Svantaggi: data l’esigua capienza vanno ricaricati spesso. I flaconcini con tappo ermetico possono aprirsi durante il trasporto per via delle vibrazioni, rilasciando il prodotto all’interno della borsa. Meglio utilizzare solo quelli con tappo con chiusura a vite.
Ideale per: ciclisti al di sotto dei 5km di percorrenza che vogliono portare con sé un minimo equipaggiamento personale. Ciclisti da lunghe percorrenze che non dispongono di locali o spazi per potersi lavare con comodità né di armadietti dove riporre i prodotti, dovendoli portare tutti i giorni da casa. Ottima soluzione anche per i ciclisti che si spostano durante il giorno, sono pratici e si possono usare nei bagni pubblici, soprattutto se questi ultimi sono privi dei dispenser di sapone.

La scelta dell’asciugamano

Dopo esserci sciacquati e rinfrescati, dovremo sicuramente asciugarci. Anche se il luogo di lavoro mette a disposizione carta assorbente o asciugamani, difficilmente si vorrà utilizzare qualcosa di diverso dal proprio asciugamano, per questioni di igiene propria e degli altri. Dato che la toilette del ciclista consiste nel lavaggio “a pezzi” di faccia, collo, ascelle ed eventualmente dei piedi, un asciugamano di dimensioni ridotte è più che sufficiente. L’ideale sono quelli detti “degli ospiti”, di solito di misura 50cmx30cm, che ingombrano poco, sono facili da ripiegare o arrotolare su loro stessi per depositarli nell’armadietto o inserirli nella borsa.
Rispetto ai materiali, la scelta si può ridurre a tre tipologie:
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Asciugamano in spugna di cotone: il classico asciugamano da bagno, realizzato in fibre di cotone e spugna lavorate. Possiede un elevato potere assorbente, ha costi decisamente economici (ovviamente più basso è il prezzo minore sarà la qualità del tessuto e della trama), è morbido e delicato sulla pelle. Purtroppo non asciuga facilmente e tende a farlo se ripiegato male, emanando quel caratteristico odore di bagnato dovuto alla formazioni di batteri. Occupa più spazio quando arrotolato o piegato su sé stesso. E’ una soluzione valida per chi ha la possibilità di lasciare al lavoro l’asciugamano, magari stendendolo per bene (e su un calorifero in inverno) e deve portarlo a casa solo ogni 3-4 giorni per cambiarlo;
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Asciugamano in microfibra: tipico delle piscine, è formato dall’80% di poliammide e dal 20% di poliestere, due fibre sintetiche. Hanno un elevato potere assorbente, si asciugano facilmente e basta esporli all’aria per qualche ora affinché perdano l’odore di bagnato. Si piegano con facilità e occupano poco spazio. Sono la soluzione perfetta per chi non ha spazio al lavoro per lasciare il proprio asciugamano e debba sempre averlo con sé. Per motivi d’igiene è bene arrotolarlo e racchiuderlo nella sua custodia prima di inserirlo nella borsa da bicicletta.

Organizzarsi con i vestiti di ricambio

La fase finale della nostra toilette mattutina è sicuramente il cambio d’abiti. La “difficoltà” di questo passaggio sta tutta nel quantitativo di abiti di ricambio che dovete indossare. Ogni mattina, quando arrivo al lavoro, io mi cambio calze, mutande, maglietta e maglione. In pratica l’unica cosa che non cambio sono i jeans, poiché li uso sia per pedalare che per lavorare. Questa mole di abiti la devo portare tutte le mattine da casa e per farlo devo organizzarmi.
Ci sono vari metodi per portare i vestiti con sé sul luogo di lavoro:
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Invece di piegarli, una buona soluzione è arrotolarli. In questo modo si stropicceranno meno, occuperanno meno spazio e potranno essere infilati anche in borse più tecniche come quelle da bikepacking;
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Per occupare la minor quantità di spazio possibile si possono piegare a triangolo. Si parte da un capo e lo si piega, disegnando un ipotetico triangolo e poi si ripiega su sé stesso al fine di ottenere un triangolo finale. E’ un ottimo metodo per ingombrare il minor spazio possibile, utile se dobbiamo portare con noi parecchie cose o se le nostre borse non sono molto capienti però tende a stropicciare i vestiti, per cui va bene su magliette intime, mutande o calze che vanno indossate sotto altri vestiti;
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Aspirazione sottovuoto: un metodo davvero fenomenale per compattare i vestiti e far ingombrare il minor spazio possibile. Si prendono quei sacchi in plastica predisposti per il sottovuoto (li trovate in qualunque negozio di casalinghi), s’inseriscono all’interno i vestiti piegati con cura, si chiude la cerniera ermetica e si avvicina l’aspirapolvere al bocchettone di presa. L’aria all’interno della sacca verrà aspirata, compattando notevolmente i vestiti. E’ una soluzione ideale per chi debba trasportare con sé completi eleganti e non vuole stropicciarli, oppure maglioni voluminosi. Il rovescio della medaglia sta nel fatto che dovreste dotarvi di un aspirapolvere anche al lavoro, cosa non proprio così facile, anche se al ritorno, con i vestiti usati, si può anche evitare di insacchettarli.

L’importante è proteggere i capi dall’acqua, da eventuali contatti con i cibi o con materiali metallici (gli attrezzi e i ricambi per la bici, che spesso sono anche sporchi di grasso). Per questo conviene sempre utilizzare una borsa di tela dove inserire i vestiti, affinché siano protetti ma possano traspirare. Quando invece piove, è utile inserirli in una sacca di plastica trasparente, poiché non c’è cosa peggiore dell’estrarre la camicia dalla borsa e scoprire che è bagnata fradicia.

Concludendo

Organizzare la propria toilette e il cambio di vestiti non è difficile, bisogna solo adattarsi alle proprie impellenze e alle condizioni che il luogo di lavoro ci offre. Comunque il mio consiglio è di parlare della vostra situazione con un responsabile, perché molto spesso farsi venire incontro è più facile di quanto si creda. Dopotutto lo spazio di cui abbiamo bisogno per stivare i nostri prodotti, l’asciugamano e i vestiti di ricambio è davvero minimo e non costa nulla trovare uno spazio. Altrimenti ci toccherà organizzarci in modo autonomo ma dopotutto siamo ciclisti e siamo abituati a faticare.

2 Risposte a Lavarsi e cambiarsi per il bike to work

  1. luca ha detto:

    delirio totale, dai vostri articoli sembra che il bike to work sia una sorta di impresa dell’altro secolo, ma vi pare che posso entrare all’università e lavarmi le ascelle in bagno? o portarmi bagagli e prodotti come se andassi fuori per un weekend? a leggere i vostri articoli mi vien voglia di riprendere la macchina, ma non è che chi scrive è motivato da qualche malsano tipo di protagonismo egocentrico?
    “trasformiamo l’italia in un paese ciclabile”? siamo a cavallo!

    • Francesco ha detto:

      Scusa, ma che senso ha il tuo commento? Non capisco…
      In questo articolo danno dei consigli e delle informazioni, che poi uno puo’ scegliere di adottare oppure no. Come spiegato abbastanza chiaramente, il tipo di “toeletta” dipende dal percorso che fai. Se fai pochi km e nemmeno sudi non hai bisogno di nulla.
      Pero’ ad esempio io ogni tanto sono andato a lavoro a 13 km da casa, e fidati che una sciacquata era piu’ che necessaria! Poi dipende anche dal tuo organismo… magari sei un rettile e non hai ghiandole sudoripare, e quindi non avrai mai bisogno di lavarti.

      In ogni caso non mi pare necessario usare quel tono, ne’ fare certe insinuazioni su chi ha scritto l’articolo. Se non lo trovi utile non lo leggi. Fine.

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