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Ruote per bici da corsa

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La ruota è senza dubbio la più grande invenzione del genere umano e alla scelta della ruota ottimale si potrebbe dedicare un trattato. In questa sede ci limiteremo a qualche considerazione generale per fare un po’ di chiarezza. La ruota di una bicicletta è composta da tre componenti: il mozzo, i raggi e il cerchio.

Indice
Mozzi
Raggi
Cerchi

Mozzi


Il mozzo (che alberga i cuscinetti a sfera) è la parte più pesante, ma anche quella demandata a ridurre al minimo l’attrito per evitare di sottrarre velocità alla pedalata. I principali marchi offrono mozzi che sono estremamente efficienti già nel basso di gamma ma all’aumentare della qualità del prodotto (e quindi del prezzo) si tende a riscontrare una riduzione della resistenza.

Raggi


I raggi hanno il compito di mantenere il mozzo alla giusta distanza dal cerchio, garantire che la ruota rimanga centrata e di assorbire le vibrazioni che provengono dal manto stradale. Ovviamente ogni raggio in più significa un po’ di peso in più da portare a spasso, ma anche maggiore solidità. Mentre all’anteriore il numero di raggi possono andare da 20 a 36, al posteriore il numero di raggi montati è solitamente superiore per garantire una maggiore resistenza.

Cerchi


Il cerchio è l’ultima parte della ruota da considerare: questo può essere realizzato in alluminio o carbonio (per l’alta gamma) e se ne trovano a basso, medio e alto profilo. I cerchi ad alto profilo hanno la caratteristica di offrire molta rigidezza e quindi prestazioni molto elevate in pianura (il sito di Campagnolo dice: “Sono ruote destinate alla pura velocità, quando i centesimi di secondo fanno la differenza. Aerodinamicità e trasmissione totale della potenza, tutto il resto è secondario.“), ma poca maneggiabilità e, soprattutto, possono creare problemi di stabilità in caso di vento laterale. Le ruote a basso profilo, invece, sono pensate per le lunghe percorrenze e per i percorsi con molti dislivelli.

Il perno passante

Il perno passante o thru axle, è una tecnologia molto interessante che ha cambiato l’ottica dell’aggancio della ruota ai forcellini, sia delle forcelle che dei carri posteriori.
Il passaggio dallo sgancio rapido, o quick release, al perno passante ha permesso la progettazione di mozzi più grandi come sezione, passando da un perno da 10mm ad un perno da 12mm, con
conseguente miglioramento della rigidezza del sistema.
Per qualsiasi tipo di utilizzo della bici da corsa la scelta di un mozzo con perno passante può portare dei vantaggi in quanto un sistema più rigido trasmette meglio l’energia impressa dal ciclista al terreno.
La prospettiva diversa che offre il perno passante rispetto allo sgancio rapido consiste nel modo in cui la ruota viene montata, facendo passare il perno prima all’interno di un foro sul forcellino non filettato, poi all’interno del mozzo, ed infine al secondo foro presente sul secondo forcellino, che prevede un filetto interno così da poter avvitare il perno. Il fattore della sicurezza è fondamentale se parliamo di questo tipo di componente, dato che le probabilità di sgancio accidentale della ruota sono del tutto abbattute rispetto ad un quick release.

E-book

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