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Come centrare la ruota della bici

Bikelife, Cerchi, Meccanica • di

L’operazione che permette di far girare in modo perfetto una ruota si chiama centratura. E’ una procedura non semplicissima ma non è nemmeno così frequente, poiché le ruote della bicicletta, se fatte bene, possono durare per parecchio tempo prima di aver bisogno di un tensionamento. In questo articolo vedremo quali sono le tecniche, gli strumenti e le operazioni passo-passo da seguire per rimettere in perfetto centro le vostre ruote.

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La struttura di una ruota

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Una ruota per bicicletta è l’insieme di un mozzo e di un cerchio che vengono uniti tra loro tramite dei raggi. L’operazione di costruzione di una ruota da zero si chiama raggiatura. Oggi ci concentreremo sulla regolazione della tensione di ogni singolo raggio, che permette di mettere “in dima” la ruota e farla girare in modo perfetto. I raggi vengono infilati nei fori presenti nella flangia del mozzo e da questo punto si dipartono e s’innestano nei fori presenti sul canale del cerchio. I raggi vengono mantenuti in posizione attraverso dei nottolini filettati, chiamati nippli o nipples, che sono avvitati sulla filettatura presente sul raggio stesso. Avvitando i nippli si mettono in tensione i raggi, che vengono letteralmente “stirati” e mantengono in linea la rotazione della ruota.

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I raggi si dividono in raggi destri, ovvero innestati sulla flangia destra del mozzo, e in raggi sinistri, cioè innestati sulla flangia sinistra del mozzo. Questo aspetto è molto importante poiché è la base delle tecniche della centratura di una ruota.

Le dimensioni di rotazioni della ruota

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La centratura di una ruota si basa su tre differenti regolazioni, da effettuare una di seguito all’altra, poiché in realtà il suo movimento si svolge in tre dimensioni differenti:

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Spostamento laterale: il cerchio, una volta messo in movimento, possiede un’oscillazione laterale che è dovuta alla differente tensione tra i raggi che si dipartono dalla flangia destra del mozzo e quelli innestati sulla flangia sinistra;

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Spostamento o “salto” verticale: il cerchio non ruota in modo uniforme ma in un determinato punto presenta un salto, ovvero un’ovalizzazione dovuta alla differente tensione dei raggi che s’innestano in quel determinato punto del cerchio;

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Campanatura: se ci ponessimo di fronte a una ruota, noteremmo che l’asse della pista del cerchio coincide perfettamente con l’asse del mozzo. In parole meno tecniche il cerchio deve porsi nel mezzo del mozzo;

Attrezzatura necessaria, difficoltà e tempistiche

Quello che serve per centrare una ruota è:
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Tiraraggi: serve per agire sul corpo dei nippli, per avvitarli e mettere in tensione i raggi. I tiraraggi hanno varie forme e fogge, per adattarsi ai corpi dei nippli, che possono avere diametri e scanalature proprie. Per questo è sempre importante utilizzare un tiraraggi di misura e dimensione idonee ai nippli delle proprie ruote.

Centraruote: è una macchina che permette di sistemare la ruota poggiandola sull’asse del mozzo e farla girare liberamente. Sul centraruote sono installati dei registri o calibri che permettono di controllare i disassamenti laterali e orizzontali;

Dima di campanatura: un particolare strumento che permette di controllare che il cerchio si trovi in asse con il mozzo. Si tratta di un’operazione molto importante perché una ruota con un cerchio fuoriasse può anche non entrare nel telaio e quindi non essere montata;

Guanti di pelle: ideali quelli da saldatore, che sono spessi e resistenti. Servono per l’operazione di eliminazione della tensione in eccesso dai raggi.

Tensiometro: per il controllo della distribuzione della tensione;

La difficoltà è elevata, perché centrare una ruota è una sorta di operazione zen. Un meccanico esperto e “sgamato” impiega poco tempo per centrare una ruota mentre un appassionato dovrà concentrarsi parecchio per trovare i nippli giusti da regolare e per farli ruotare nel senso giusto (che spiegheremo in seguito). Detto questo è difficile dare una tempistica per una centratura. Il mio consiglio è di prendervi un pomeriggio intero per provare, poiché serve concentrazione, tempo per pensare e serenità. Inoltre non aspettatevi che sia un lavoro semplice, però come sempre ricordatevi anche che volere è potere.

Quando intervenire

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Una ruota perde la centratura per vari motivi. Innanzitutto, essendo un sistema in tensione, è portato per sua natura a rilasciarla gradualmente nel tempo. Inoltre colpi, cadute, dossi o radici possono trasmettere forti vibrazioni al cerchio, che si trasmettono ai raggi e al mozzo, accumulando tensione o eliminando quella presente.

Ci sono alcune situazioni che segnalano la necessità di una centratura della ruota:

La ruota diventa “gibbosa”: mentre pedalate sentite come un colpo, un saltello continuo che rende difficoltosa la pedalata. Significa che la ruota si è ovalizzata;

La ruota sfrega contro i pattini dei freni: a meno che il cerchio non abbia subito un colpo che l’ha deformato, può essere che la ruota abbia perso la centratura laterale;

Rottura di un raggio: ogni volta che si rompe e si sostituisce un raggio si deve ricontrollare la centratura per effettuare un corretto tensionamento di tutti i raggi;

Inutilizzo della bici: se la bici viene lasciata per lunghi periodi di tempo ferma e poggiata sulla ruote, il peso e l’inattività producono ovalizzazione e perdita di tensione dei raggi;

La centratura della ruota passo-passo

Step 1: rimuovere copertura e camera d’aria

La centratura si effettua su ruote prive di copertone, poiché lo pneumatico stesso, se non ha tallonato in maniera perfetta sulla spalla del cerchio, può portare la ruota a sbandare nonostante non sia necessaria la centratura.

Step 2: installare la ruota sul centraruote

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Inseriamo la ruota nei supporti del centraruote, fissandola usando lo sgancio rapido;

Step 3: individuare i raggi lenti

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Fate passare uno per uno tutti i raggi, suonandoli come fossero le corde di un’arpa. Se avvertire un raggio suonare in modo sordo e cupo, significa che è lento (un raggio ben teso emette un suono molto acuto, simile a un fa diesis).

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Prendete il tiraraggi, innestatelo sul corpo del nipplo e aumentate la tensione del raggio fino a non sentire più quel suono sordo.
Come si aumenta la tensione di una raggio? Per evitare di sbagliare dovete sempre tenere a mente questa regola memotecnica: i nippli si fanno ruotare in senso orario per aggiungere tensione e si fanno ruotare in senso antiorario per diminuirla.
Per evitare di fare confusione, c’è una piccola malizia: immaginate di avere in mano un ipotetico cacciavite che agisca sulla testa del nipplo. Il vostro tiraraggi deve essere un prolungamento dell’ipotetico cacciavite e quindi ruotare nel senso giusto per dare e togliere tensione. Ricordatevi che i nippli vanno ruotati al massimo di 1/4 di giro alla volta.

Step 4: Controllare la centratura laterale

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La centratura laterale si controlla in questo modo: si avvicina il calibro apposito alla spalla del cerchio e si mette in rotazione la ruota. Se il cerchio tocca il registro in un determinato punto, significa che c’è un problema della tensione dei raggi. Ricordatevi bene questo specchietto:
I raggi destri spostano la centratura del cerchio a destra. Aggiungendo tensione ai raggi destri si sposterà il cerchio verso destra.
I raggi sinistri spostano la centratura del cerchio a sinistra. Aggiungendo tensione ai raggi sinistri si sposterà il cerchio verso sinistra.

Ne consegue che:

se il cerchio colpisce il registro destro, significa che dovremo agire sui raggi sinistri immediatamente precedenti e successivi al punto di contatto e tenderli.
se il cerchio colpisce il registro sinistro (o si allontana da quello destro), significa che dovremo agire sui raggi destri immediatamente precedenti e successivi al punto di contatto e tenderli.
Fate girare più volte la ruota, e avvicinate i calibri fino a che lo spostamento laterale diviene impercettibile.

Step 5: Controllare la campanatura

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Una volta risolto lo spostamento laterale, bisogna controllare la campanatura, per evitare di scoprire di aver teso troppo i raggi di un lato rispetto a un altro. La dima di campanatura presenta due spalle che vanno poggiate al lato destro del cerchio. Al centro è presente un calibro, che va spinto contro il mozzo. Ora poggiate le spalle della dima sul lato sinistro del cerchio. Se il calibro non arriva al mozzo, significa che la ruota è spostata verso destra e dovrete tendere di 1/4 di giro tutti i nippli sinistri. Se invece il calibro tocca sul mozzo impedendo alle spalle di raggiungere il cerchio, significa che la ruota è spostata verso sinistra e quindi dovrete tendere di 1/4 di giro tutti i nippli destri.

Step 6: Controllare la centratura orizzontale

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Rimontate la ruota sul centraruote e posizionate il calibro apposito. Fate girare e osservate attentamente: se in alcuni punti il cerchio tocca nel calibro significa che la ruota è ovalizzata verso l’esterno e quindi i raggi in quei punti sono meno tesi degli altri. Per risolvere questo problema dovrete tendere il raggio precedente e quello successivo al punto di contatto, ovvero dovrete tendere un raggio destro e uno sinistro, poiché l’ovalizzazione è indipendente dal lato dei raggi.

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Fate ruotare quindi in senso orario i due nippli per 1/4 di giro. Se invece, mentre fate ruotare, osservate che questo si distanzia dal calibro, significa che la ruota è ovalizzata verso l’interno, ovvero i raggi in quel punto saranno più tesi degli altri. Per questo svitare di 1/4 di giro i nippli dei raggi precedente e successivo a quel punto.

Step 7: ricontrollare la campanatura

Per evitare di aver sbagliato qualcosa nella tensione dei raggi, ricontrollate la campanatura per essere certi di aver tensionato in modo uniforme i raggi.

Step 8: eliminate la tensione residua dai raggi

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La tensionatura è un procedimento che stressa a fondo i raggi. Questi sono di solito realizzati in acciaio armonico, che li rende resistenti ma al contempo flessibili ed elastici. A volte però avvitando il nipplo si può incorrere nella torsione del raggio che, contemporaneamente allo stiramento, si avvita letteralmente su sé stesso. Questa tensione “extra” solitamente non comporta problemi strutturali ma ha un brutto effetto non appena si comincia a pedalare: i raggi torneranno in posizione, emettendo un suono acuto, come una specie di scampanellio. Questo loro movimento avrà influenza anche sulla tensione generale.

Per questo bisogna eliminare la tensione residua. Indossate i guanti in pelle e con la ruota sul centraruote affrerrate i triangoli composti dall’incroci dei raggi e stringeteli tra le mani più volte. In questo modo avvertirete il suono acuto di un raggio che torna in posizione. Una volta terminata questa operazione ricontrollate per scrupolo la centratura laterale e orizzontale della ruota per verificare che sia tutto a posto.

Step 9: Controllo della tensionatura

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Una volta corretta la tensione della la ruota, eliminato lo stress ai raggi e ricontrollate le regolazioni, si deve controllare che la tensione della ruota sia ben distribuita. Per farlo dovete controllare la tensione di ciascun raggio con il tensiometro. Grandi differenze nella tensione possono significare che un raggio è corto o si è piegato durante il montaggio. Per controllare la tensione con il tensiometro, dovete fare così:

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Munirsi della tabella di conversione. Infatti il tensiometro Park Tool offre un’indicazione numerica adimensionale, che andrà poi convertita in espressione di kgf attraverso la tabella specifica. La tabella è diversa a seconda dei raggi (piatti, tondi), del materiale di costruzione (acciaio, alluminio, carbonio, titanio) e del tipo di raggiatura. Quindi prima di usare il tensiometro si deve essere certi di possedere queste informazioni;

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Si prende come riferimento il foro valvola e si parte a controllare dal raggio immediatamente prima o dopo quest’ultimo. Si preme la leva sul tensiometro, si poggiano i nottolini sul raggio e si rilascia la leva: i nottolini andranno in battuta contro il raggio e la tensione riscontrata dalla molla posteriore permetterà di calcolare i kgf applicati sul raggio stesso.
Segnare tutti i valori indicati sia per un lato che per l’altro.
Andate poi a controllare che la tensione dei raggi corrisponda a quella indicata dal costruttore della ruota. Se la tensione della vostra ruota dovesse essere inferiore o superiore, agite su tutti i nippli per incrementarla o diminuirla e poi ricontrollate la centratura;

Concludendo

Rimontate ora la ruota e godetevi con soddisfazione le vostre pedalate: avete completato con successo la vostra prima centratura.





36 Risposte a Come centrare la ruota della bici

  1. Valter Paolo Niccolai ha detto:

    Trovo l’articolo POMPOSO con un sacco di paroloni tipo Tensiometro dima di campanatura….un sacco di discorsi e poi non viene spiegato in che “senso” se orario o antiorario si allenta o si stringe un raggio……a cosa serve un articolo simile se manca il più ed il meglio????

    • Roberto ha detto:

      Grazie, pomposo mi mancava.
      Di certo non sono colui che ha coniato i termini tecnici necessari ma l’opinione dei lettori va sempre tenuta in considerazione.
      Mi pareva, correggimi se sbaglio, di aver spiegato anche “crudamente” a cosa servono gli strumenti.
      Certo che se si chiama tensiometro e non scolapasta forse servirà a tendere e non a fare qualche cosa d’altro :-)
      Di solito le viti si avvitano in un senso (orario) e si svitano nell’altro (antiorario).
      Che dire, grazie per l’osservazione cercherò di fare meglio.
      Comunque, rinnovo, le rubriche si rivolgono ai meno esperti.
      Ci sono parecchi tutorial disponibili su YouTube e non ci è parso il caso di ricalcare la linea “dummies”.
      Continua a seguirci, magari alla prossima inseriamo più dettagli sui filetti.

    • Simon Gobbato ha detto:

      Sono degli attrezzi, guarda le figure.

    • Mbare ha detto:

      Ma se c ‘e’ scritto ? Rileggilo meglio.

  2. Philippe ha detto:

    Apprezzo invece la descrizione particolareggiata. Sempre utile comunque sono anche trucchi ed esperienze su come svolgere queste operazioni in situazioni in situazioni “on the road” con attrezzatura limitata al minimo… come ho avuto modo di dover affrontare :)

    • Salvatore ha detto:

      Concordo pienamente, anche per chi come me che ho una piccola officina in garage ed una discreta esperienza nello smontare e rimontare completamente una mtb. C’è sempre qualcosa da imparare. Continuate così. Complimenti e grazie.

  3. Roberto ha detto:

    Philippe grazie.
    Lieti che le ns esperienze ti abbiano tratto d’impaccio

  4. Roberto ha detto:

    Salvatore un sentito grazie anche a te.
    Ti va bene anche se è “pomposo” ? :-)

  5. francesco ha detto:

    Articolo ben fatto, e se ci si vuole avventurare nella centratura i consigli danno un’idea di quello che va fatto, ma certo poi quando si mette mano al cerchio…viene il “bello”!!!
    domanda semplice, semplice. MTB, uso intenso, salti, buche, botte…e soprattutto tenendo in considerazione che sono un ciclista di 100 kg…ogni quante uscite/km vanno centrati i cerchi?
    i miei finiscono per essere “ondeggianti”… già dopo un centinaio di km

  6. Roberto ha detto:

    Ciao Francesco.
    Grazie, almeno tu non mi dia del pomposo.
    La risposta temo sia altrettanto semplice da apparire scontata.
    La centratura non dipende dalla quantità delle uscite o dai Km effettuati.
    Io pure uso, di norma, la MTB.
    Salti sassi e buche, io faccio manutenzione regolare dopo ogni uscita.
    Questo comporta di non trascurare una verifica dell’assetto dei cerchi.
    Preferisco una ruota equilibrata, altrimenti mi viene il mal di mare. :-)

    Non è detto che ogni uscita porti danni al cerchio, variazioni minime (non significative) possono essere “sorvolate”.
    In caso contrario, interverrei prima di altri danni
    Saluti e buone escursioni.

  7. Roberto ha detto:

    puoi chiedere in giro ad altri ciclomotori, come me, e nessuno sarà così dettagliato e fortunatamente’pomposo’ in questo modo! ben venga!

  8. Marco ha detto:

    Ottima guida molto chiara e che affronta anche la scentratura “verticale” che altre guide non prendono in esame . Ben fatto!
    Domandina: entro quali limiti (in termini di millimetri) ci si puo’ ritenere soddisfatti? La ruota posteriore della mia mtb non sono mai riuscito a metterla perfettamente dritta ed un cerchio nuovo di fabbrica (economico) messo sulla city bike che uso ogni giorno già in partenza ha una piccola oscillazione assiale. Ciao. Marco

  9. Roberto ha detto:

    Urgh…
    Intanto grazie.
    Non ho mai misurato la mia soddisfazione in termini di millimetri.
    La perfezione è difficile senza strumenti adeguati, per così dire “professionali”.
    In genere la mia soddisfazione si limita a:
    Stringere gradualmente la leva del freno progressivamente e procedere ad una centratuta più fine.
    Controllare visivamente la centratura verticale fino a quando, visivamente, mi pare inesistente.
    Il punto finale è il giro di prova
    Se la bici non risulta una “serpe” oppure un “canguro”, posso dirmi soddisfatto.

    Non va trascurata la qualità del cerchio, neppure la sua anzianità.
    Non è detto che la procedura del centrare sia errata, può essere che la ruota vada rifatta poichè anziana o male impostata.
    Questa però è un altra storia.

  10. fabio ha detto:

    Ciao roberto,
    volevo chiederti, la centratura su una ruota da corsa va fatta anche se il gioco è minimo tipo pochi mm? Perchè noto che facendo ruotare la ruota anteriore, il cerchio in certi punti tende ad avvicinarsi ( non toccandolo) al pattino del freno.
    Ciao

    • Omar Gatti ha detto:

      Ciao Fabio,
      lo spostamento laterale di una ruota ben fatta è decimale, dell’ordine degli 0,x mm. 1-2 mm di gioco già è tanto. Se la tua bici ha qualche anno, devi mettere in conto una deformazione (soprattutto sulla ruota posteriore), dovuta all’uso, allo stress della trasmissione, alle vibrazioni. Quando il cerchio è deformato, puoi pensare di sostituirlo oppure provare a centrare al meglio la ruota e poi allargare di poco i pattini, senza ovviamente compromettere la tua sicurezza in frenata.

      Spero di esserti stato utile

      Buone pedalate

      Omar

  11. Franky ha detto:

    Ottimo articolo. Grazie mille

  12. Andrea ha detto:

    Prima di tutto complimenti per la tua chiarezza.
    Mi è sempre piaciuto costruirmi e adattare gli attrezzi agli utilizzi più specifici. Ho visto che usi un centraruote autocostruito e quindi é più forte di me chiederti di spiegare come lo hai fatto. Anzi, il massimo sarebbe se tu pubblicassi i disegni o uno schema sufficientemente chiaro per riprodurlo.
    Grazie e continua così.

    • Omar Gatti ha detto:

      Ciao Andrea,
      grazie mille. Sono un patito dell’autocostruzione degli utensili, perché sono convinto che un vero artigiano debba costruirsi gli attrezzi più particolari per il suo lavoro. Avendo poi amici che sono ottimi fresatori e tornitori, alle volte mi basta un caffé per chiedere una mano. I disegni non li ho più in quanto ho perso la chiavetta dove li tenevo. Comunque la procedura è più o meno così:
      . La base è una mensola in legno di pino 400×600. alla quale ho effettuato una cava con pantografo per permettere a una piantana di traslare;
      . Ho incollato con il millechiodi due guide in legno per fare da binario alla traslazione delle piantane;
      . Le piantane sono piatti in acciaio zincato da 15×5, piegati a macchina a 90°, con i fori per la sistemazione sul piano;
      . Sulla sommità dlele piantane ho fissato due forcellini in piatto in AISI, che cambio a seconda della dimensione del perno del mozzo;
      . Tra le due piantane c’è una barra filettata da 6mm con un pomello godronato, che permette di regolare la distanza in base alla battuta del mozzo;
      . Il riferimento per lo spostamento è un piatto in acciaio zincato 15×5, con una vite M6 tornita in testa per farla a punta e un pomello in plastica per la regolazione;
      . Il riferimento per il salto orizzontale è un altro piatto in acciaio con una barra filettata da 6mm;
      . Infine il riferimento per i rotori è un piatto più corto fissato dietro ai forcellini, con un altra vite M& tornita a punta per la verifica della planarità dei dischi.

      Devo però confessarti che il centraruote è stato ottimo fin quando le ruote da sistemare erano poche. Oggi, dato che il volume di raggi da tendere è aumentato, sono passato a un centraruote Park Tool.

      Buon lavoro!

      Omar

  13. Stefano ha detto:

    Buona sera. Io invece volevo sapere se sei un meccanico esperto oppure no.

    • Omar Gatti ha detto:

      Buonasera a te Stefano,
      non sono un meccanico nel senso che non lavoro presso un negozio. Per redigere questi articoli, partecipo ogni mese ai corsi di aggiornamento Shimano, tenuti da meccanici professionisti.
      Esperto, quello dipende da cosa s’intende. L’esperienza ha molti volti. Si può lavorare per trent’anni nello stesso settore e non imparare nulla.

      Buone pedalate

      Omar

  14. Davide ha detto:

    Ciao Omar,
    sto sistemando una vecchia Ellesse di mio padre,che sicuramente dovrò far centrare, (i raggi sono tutt’altro che tesi) tuttavia noto una particolarità non so quanto riferibile alla tensionatura. Quando la ruota gira il pacco pignoni “ondeggia” a destra e sinistra. che problema può essere?
    Sempre grazie per i tuoi articoli :))

    • Omar Gatti ha detto:

      Ciao Davide,
      se il pacco pignoni balla durante la rotazione, solitamente il problema deriva da questi tre aspetti (in ordine di importanza):
      1) La ruota libera si è allentata o ha preso gioco e andrebbe riserrata. Se anche avvitandola (in caso di quella filettata) o serrandola con la chiave a brugola (nel caso del corpetto) vedi che balla ancora, probabilmente le sfere dietro il corpetto sono consumate;
      2) La cassetta ha segnato le scanalature del corpetto della ruota libera e così ha preso gioco. In questo caso devi sostituire il corpetto;
      3) Mozzi da registrare. Probabilmente i mozzi hanno i coni laschi e c’è gioco e vanno regolati nuovamente (ti consiglio una revisione completa: https://www.bikeitalia.it/revisione-dei-mozzi-coni-sfere/)

      Fammi sapere se riesci a risolvere!

      Buone pedalate!

      Omar

  15. Andrea ha detto:

    Molto bello e dettagliato l’articolo ma secondo me si rischia di spaventare i principianti. Per situazioni più casalinghe e meno professionali è sufficiente un tira raggi e una fascetta da elettricista.

  16. alessandro ha detto:

    ho una domanda, ho chiesto al mio rivenditore come tirare i raggi e lui mi ha risposto: “, I nipples si tirano in solo verso ed è quello antiorario.” può tornare?
    ho letto altri modi per tirare i raggi e qualcuno dice che si tirano in verso orario e altri in verso antiorario..
    non so più a chi credere o.O

    • Omar Gatti ha detto:

      Ciao Alessandro,
      il problema è che i nippli si tirano sia in senso orario che antiorario: dipende da che parte li guardi!
      Per non sbagliare, tu guarda i nippli sempre dal lato esterno del cerchio (quindi dal canale dove si alloggia la camera d’aria). Guardandoli da questo lato i nippli si avvitano facendoli girare in senso orario, esattamente come se stessi avvitando un normale vite.

      Buone pedalate!

      Omar

  17. Gianni ha detto:

    Dopo aver letto questo articolo rimpiango i vecchi raggi di legno, come quelli della ruota di un carretto. Se per far funzionare una maledetta ruota bisogna diventare matti, non vedo dove stia il progresso tecnico.

    • Omar Gatti ha detto:

      Ciao Gianni,
      il progresso tecnico è notevole, tanto che ruote ben costruite possono durare anche trent’anni senza bisogno di mettere mano alla centratura. E’ solo questione di organizzazione mentale prima di mettere mano alla ruota.

      Buone pedalate!

      Omar

  18. Longino ha detto:

    grazie della spiegazione. Avrei una domanda,dove si puo’ trovare l’attrezzo per la campanatura? E, se faceste un video al riguardo, sarebbe piu’ chiaro , almeno per me. Altrimenti grazie di nuovo…
    Longino

    • Omar Gatti ha detto:

      Ciao Longino,
      lo puoi trovare in qualunque ecommerce online.
      Mi sa che faremo sì un video esplicativo di questa operazione!

      Buone pedalate!

      Omar

  19. Michele ha detto:

    Io sono autodidatta sulla centratura della ruota . Ma non faccio affatto come descritto nell’articolo . Oppure non è spiegato bene . Il concetto fondamentale della centratura è che si deve posizionare il mozzo perfettamente al centro del cerchio facendo in modo che i raggi siano tutti ben tesi in modo idoneo . Se il cerchio tocca il pattino sinistro (ad esempio ) … Di certo non tiro i raggi di destra come descritto nell’articolo .

    • Omar Gatti ha detto:

      Ciao Michele,
      Non esiste un metodo perfetto e nemmeno universale. Ognuno deve creare il proprio metodo di lavoro. Si possono prendere tante strade per arrivare allo stesso luogo. L’importante è che il risultato sia tecnicamente soddisfacente e che resista nel tempo.

      Buone pedalate!

      Omar

  20. Gianfranco ha detto:

    Innanzitutto complimenti per la spiegazione. Desidererei sapere se c’è un limite oltre il quale non è più possibile centrare la ruota. Sono stato investito e vorrei capire se posso recuperare la ruota (ha una deviazione). Grazie

  21. Gianfranco ha detto:

    Complimenti per l’articolo. Avrei una domanda, c’è un limite per la centratura? Sono stato investito e la ruota anteriore ha una evidente deviazione. Grazie

  22. Corrado ha detto:

    Articolo chiaro e molto ben fatto. Grazie per l’aiuto!!!

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