Sella Ronda Bike Day: in bici sui Passi storici del Giro
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Il Sella Ronda Bike Day, sui Passi storici del Giro

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Un tour di quattro passi dolomitici che hanno fatto la storia del Giro d’Italia: Passo Gardena, Passo Campolongo, Passo Pordoi e Passo Sella. Una sfida più che stimolante per noi “gente di pianura” rispondere “presente” a questa chiamata per un tuffo nel mito del ciclismo. Il Sella Ronda Bike Day è una manifestazione ciclistica non competitiva, aperta a tutti e con ogni tipo di bici, non è previsto alcun costo di iscrizione né serve essere tesserati ad alcun ente. Una giornata di festa dedicata ai ciclisti con passi chiusi al traffico stradale ed interdetti alle auto dalle ore 08.30 del mattino sino alle 15.00 del pomeriggio, insomma una manna per godere dello splendido scenario naturale delle dolomiti in sella alla bici.

Affrontiamo dunque questa nuova avventura assieme agli “azzurri” amici della U.C. Francesco Baracca di Lugo, storica società del ciclismo amatoriale che richiama in Romagna migliaia di appassionati al “Giro della Romagna”. Già durante la trasferta si rincorrono le solite informazioni da bar sul pullman che ci porta alla località scelta come luogo di partenza, S.Cristina in Val Gardena. Dettaglio sulla lunghezza delle salite, sui punti più difficili, la comitiva non manca di goliardia con le solite battute tra lenti e veloci, qualche esagerazione sulla difficoltà per spaventare i meno “tosti”, pacche sulle spalle ed incoraggiamenti, per noi meno allenati è pur sempre un’impresa.

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Partenza ed arrivo non non ben indicati, basta scegliere una consona località abbastanza vicina al percorso per beneficiare della chiusura del traffico. Nel nostro caso abbiamo scelto S.Cristina in Val Gardena.

  • Distanza: Il giro viene indicato con una distanza di circa 55 Km riferita ai soli quattro passi
  • Dislivello: Indicativamente di circa 1780 metri sempre con riferimento ai soli quattro passi
  • Difficoltà: Elevata pensando che si sconfina ben tre volte sopra quota 2000 metri.

Mappa

Altimetria

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Passo Gardena

Lunghezza Km 5.9 dal Bivio Plan de Gralba
Quota iniziale 1871 m
Quota Finale 2121 m
Pendenza media 4.2 %
Pendenza massima 7,0 %
Pendenza minima 0.3 %
Dislivello 250 mt dal bivio Plan De Gralba

Iniziamo con il dire che siamo stati “buggerati”, gli amici della ciclistica Baracca non ci hanno informato appieno. Ci rendiamo subito conto che partendo da S.Cristina, occorre affrontare una salitella supplementare di circa10 Kmper arrivare al bivio di Plan De Gralba, dove inizia ufficialmente la salita di Passo Gardena. Davvero uno scherzo barbino che aumenterà il nostro chilometraggio totale fino a77 Kmed il dislivello complessivo oltre la soglia dei2000 metri. Sorridiamo a denti stretti pensando ai ciclisti del mito, Coppi e Bartali, speriamo che questa idea dell’uomo solo al comando ci sorregga di morale e sostenga la gamba.

Savoldelli ha costruito su queste salite la sua vittoria al Giro del 2005, noi speriamo di arrivare sani e salvi alla meta. Per fortuna il cameratismo non manca, ci si aspetta, arrivano incoraggiamenti e gli amici della Ciclistica Baracca una mano non la negano mai (speriamo)! E’ sempre un’emozione vedere il serpentone dei ciclisti ondeggiare sui tornanti, una macchia vociante di colori e di voci che si mischia alla rugiada del mattino ed al canto delle voci del bosco, vorremmo vedere questi luoghi sempre così ma, sappiamo bene che occorre approfittare di queste occasioni perché la cruda realtà delle rombanti voci, a due e quattro ruote, la fa troppo spesso da padrona e toglie tutta la poesia alla meraviglia del frusciare del vento tra le nostre ruote. Anche le famiglie con bimbi al seguito sono una lieta parentesi, bimbi in sella alla loro piccola bici, padri che trascinano l’intera prole su carretti ed appendici, eroici!
Intanto, quatto quatto, il primo passo è andato.

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Passo Campolongo

Lunghezza Km 6.1 da Corvara
Quota iniziale 1568 m
Quota Finale 1875 m
Pendenza media 5,0 %
Pendenza massima 6,7 %
Pendenza minima 4,3 %
Dislivello 307

Passo Campolongo si presenta come l’impresa meno difficile della giornata, una salita regolare e pedalabile che alcuni “tostissimi” affrontano con i rapporti più duri. E’ l’unico dei quattro passi a non sconfinare sopra la quota 2.000, siamo qui nel cuore delle dolomiti e lo scenario che ci circonda è davvero maestoso. Una tonante voce ci riporta alla realtà di giornata, dal versante alla nostra destra giunge il brontolio di un tuono non lontano e qualche goccia d’acqua, su quel lato sappiamo esserci il prossimo impegno da affrontare, il Pordoi.

Dal serpentone dei ciclisti arriva presto la voce, “radio corsa” informa che sul prossimo Passo ci attendono pioggia e grandine. Un minimo di sbandamento, la mente corre subito alla mantellina da pioggia e la mano la rassicura prontamente, la mantellina c’è ! Avanti quindi, siamo ciclisti veri, indietro non si torna! Così, ancora il sole splendente sulle nostre teste, un altro passo è andato. Sulla discesa che porta ad Arabba le prime avvisaglie dell’umido che ci aspetta, la strada appena bagnata e viscida consiglia di moderare la velocità.

Perdonate un minimo accenno alla sicurezza di noi tutti, troppo spesso capita di vedere “fenomeni della domenica” affrontare le discese a mille, anche in queste condizioni e troppo spesso anche senza casco. Cadere non è così difficile, ricordate.. la vita che salvate potrebbe essere la vostra! Pensateci.

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Passo Pordoi

Lunghezza Km 13.3 da Arabba
Quota iniziale 1442 m
Quota Finale 2239 m
Pendenza media 6.0  %
Pendenza massima 10.0 %
Pendenza minima 1.6 %
Dislivello 707 mt

Finalmente il Pordoi, passo che congiunge le Valli Ladine alla Val Badia. Passo Pordoi è entrato nella leggenda del Giro D’Italia con la sfida Coppi Bartali, ben 13 volte “Cima Coppi” del giro, idea di stimolo per le nostre gambe. Una salita piena di tornanti, delizia del ciclista perché il tornante ti permette di “respirare” e di godere della vista sottostante, una finestra aperta per monitorare quello che hai già fatto e vedere gli altri ciclisti intenti nella salita. Sui tornanti un solo grido “Forza Baracca” così ci rincuoriamo a vicenda con i compagni d’avventura, la comparsa di un capriolo che saltella sul fondale fa dimenticare il brontolio sopra le nostre teste, l’occhio continua a perdersi nella meraviglia del paesaggio.

Mano a mano che ci avviciniamo alla vetta, avvistiamo i sacrari militari e ricordiamo che questo teatro fu anche tragico scenario degli eventi della “Grande Guerra” quanto questi luoghi erano in prossimità del fronte nello scontro 1914-1918 tra Impero Austro Ungarico e Regno d’Italia. Tornante dopo tornante il Sas Pordoi si avvicina e la vista dei rifugi sul passo ci fanno intuire che anche questa meta sarà presto raggiunta. La frase “appena in tempo !” è d’obbligo, poiché appena varcata la soglia del rifugio per godere di un meritatissimo panino, si aprono i rubinetti del cielo e giù acqua e grandine. Poco male, vorrà dire che oltre al panino dovremo aggiungere anche una fetta di strudel per ritemprare le forze, intanto il conteggio dei passi sale a tre in nostro favore.

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Passo Sella

Lunghezza Km 5,5 dal bivio Pordoi Canazei
Quota iniziale 1815 m
Quota Finale 2240 m
Pendenza media 7.3  %
Pendenza massima 10.5 %
Pendenza minima 2.0 %
Dislivello 425 mt

Mitico Sella, costruito come strada militare durante lo sforzo bellico italiano, fino al 1993 i tornanti di questa salita erano ancora in pavè di porfido, sapore d’altri tempi, ormai irrimediabilmente “asfaltati”. Inizia subito dal bivio il tratto più difficile, per due Km le pendenze si aggirano dal 9% al 10 % e non c’è respiro. I tratti in rettilineo prima dei tornanti sembrano interminabili, pare che abbiamo dipinto il fondale su una sfondo e qualche bontempone lo sposti continuamente in avanti per non farti arrivare mai. Neppure i tornanti sono d’aiuto, sono costruiti come paraboliche e la pendenza anziché calare, s’impenna. Sono tutte scuse lo sappiamo, quando le energie sono al limite sembra tutto più difficile!

È il momento in cui saltano i conteggi dei passi fatti, dei chilometri da fare, dove conta solo la voglia di arrivare alla vetta e la tenacia nel non mollare. Inizia pure a piovere, ma l’ottavo tornante segna una svolta, la pendenza lascia un momento la presa e la vista del passo sullo sfondo lascia intuire al ciclista la possibilità di farcela a portata di mano, ops pardon “di gamba”. Il cartello che segnala i 2240 m slm è una visione meravigliosa e ritorniamo a far di conto, con questo fan quattro, impresa compiuta! Ora è davvero finita, fieri della performance resta solo la discesa e la storica frase della mia dolce metà, “la prossima volta che m’inviti a far quattro passi……” con la conclusione da omettere per motivi di decenza.

passo sella

Riepilogo e suggerimenti

Non per tutti, anche se aver incontrato famiglie e bambini incoraggia ad essere ottimisti, serve davvero allenamento, sacrificio, gamba e rapporto adeguato. Il Sella Ronda Bike Day non è organizzato come un classico raduno oppure una gran fondo. Non ci sono ristori ma molti locali lungo il percorso sono “convenzionati” ed offrono, a prezzo modico, il piatto del ciclista. Il servizio di pronto soccorso è garantito per tutto il tratto del Sella Ronda, con servizio fisso in cima ad ogni passo. Garantito anche il servizio “scopa” per chi arriva a cottura e non riesce a portare a termine il tragitto.

Adatto ad ogni tipo di bici, nessun tratto sterrato ma se siete amanti della MTB e della ruota grassa non c’è problema. 18 oppure 21 rapporti, compact o tripla, chi non ha gamba scagli la prima pietra, consigliabile di avere una buona scorta di rapporti da inserire perché le salite son davvero toste.

Splendida organizzazione, strade molto sicure in quanto prive di un traffico come promesso, un applauso ed un ringraziamento da parte del mucchio selvaggio che, secondo gli organizzatori, ha toccato quota 12.500 presenze. Le condizioni climatiche sono molto variabili, come peraltro accaduto a noi, quindi consigliabile prevedere di portare con sé una copertura impermeabile, anche le temperature possono subire brusche variazioni, ciclista avvisato…

Sito ufficiale

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