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Trentino, la ciclabile della Piana Rotaliana

Italia, Itinerari, Trentino • di

05 la bici rende amici

Oggi mi concedo una giornata all’aria aperta in compagnia del mio caro amico Giovi, che per primo tra noi amici ha diffuso il concetto che “la bici rende amici”. Percorriamo quest’oggi un tratto della lunga pista ciclabile (più di 150 km) che collega Bolzano a Verona e che attraversa tutto il Trentino da nord a sud lungo la Valle dell’Adige, da cui la pista prende il nome, che in passato come oggi è terra di passaggio. Ai giorni nostri infatti è la via privilegiata da tutti i viaggiatori del nord Europa che si spingono verso sud.

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Mappa

Altimetria

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Traccia gps | Mappa kml

Nel verde della vallata e al chilometro 18 della lunga ciclovia sorge il paese di Lavis. Luogo di transito per molti secoli, il paese assunse grande rilevanza territoriale con la sua florida attività daziaria già nel XIII, essendo considerato come la vera frontiera tra il mondo tedesco e quello latino.

01 Lavis (1)

La sua antica ricchezza si denota dal bel centro storico, oltre al bellissimo edificio posto in posizione sopraelevata rispetto al centro del paese che colpisce subito il nostro sguardo. Abbiamo la fortuna di poter accedere a questo sito per casualità, non essendo ancora aperto al pubblico (ma lo sarà presto), che scopriamo essere il giardino Bortolotti detto “dei Ciucioi”. Archi, torri merlate, camminamenti con scalette interne e pertugi ricreano un ambiente che sa di leggenda. Il giardino nel suo periodo di massimo splendore ospitò una suggestiva cornice di piante rare ed esotiche disposte in due serre vetrate.

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Lasciamo il paese dopo una breve visita e ci rimettiamo in sella, percorrendo un tratto lungo il Torrente Avisio e poco dopo ci troviamo sulla sinistra orografica dell’Adige lungo la ciclabile: molto pedalabile per l’assenza di pendenza, è molto adatta per le prime uscite sulle due ruote, considerando però che un forte vento soffia prevalentemente da nord a sud il mattino e in direzione opposta il pomeriggio e percorrere il tracciato controvento potrebbe essere molto insidioso in completa assenza di un minimo di “gamba”. Ci spingiamo verso nord sulla ciclovia che è sopraelevata rispetto al fiume che sembra scorrere in un mare di vigneti, i quali ricoprono entrambe le sponde dell’Adige. Nell’ampia vallata scorgiamo qualche grande paese tra cui Mezzolombardo, dove vediamo aprirsi la Val di Non, e Mezzocorona, ma non sorgendo direttamente lungo il fiume, li abbandoniamo senza farvi sosta.

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Decidiamo di fermarci invece dopo circa 17 km di percorso per mangiare qualcosa e riposarci al nuovo Bicigrill BikeBreak Faedo. Immerso nel verde, nel cuore della Rotaliana, rappresenta un esempio di bicigrill all’avanguardia: bar ristoro con vetrina di prodotti tipici, angolo attrezzato con bagni e docce dove anche i cicloviaggiatori impegnati in lunghe pedalate hanno la possibilità di rinfrescarsi, ma anche una piccola officina ed un punto ricarica per le e-bikes. Anche i bambini hanno tantissimo spazio in cui divertirsi: è stato attrezzata una bellissima pista di MTB per i più piccoli!

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Siamo nel cuore della Piana Rotaliana, l’unica vera area pianeggiante del Trentino, patria del Teròldego e altri vini d’eccellenza come il Nosiola e il Müller Thurgau. Attraversati ettari ed ettari di questi vigneti ed incuriositi dalla storia di un paese in particolare, al ritorno decidiamo di fare una visita al paese di Zambana Vecchia, lasciando la ciclabile all’altezza di Zambana Nuova e percorrendo meno di un paio di km lungo la strada provinciale. Noto ormai in tutta Italia per la produzione dell’asparago bianco, Zambana è divisa in due borghi, la Vecchia e la Nuova. La frazione Vecchia venne colpita da una serie di frane tra il 1955 e l’anno successivo, per le quali il paese fu dichiarato inabitabile. Separata dal paese da un resistente vallo di protezione e unica superstite del disastro, vale la pena di vedere la Pieve dedicata a SS. Filippo e Giacomo.

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Nacque quindi una “nuova” Zambana sulla sponda opposta dell’Adige. Il paese originario rimase “fantasma” fino agli anni ’90, quando fu revocata l’inagibilità e vennero effettuati imponenti lavori di consolidamento delle pareti franose della Paganella. Ora il borgo antico vive una nuova vita.
Da qui è facile rientrare a Lavis e una volta concluso il giro brindiamo all’amicizia e alla bici con un bicchiere di Teroldego!

Informazioni

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