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Tunisia in bicicletta

Diari • di 18 Gennaio 2011

La Tunisia è probabilmente il paese con la maggiore varietà di paesaggi che abbia finora visitato, soprattutto se relazionata alla sua modesta estensione. In quattro giorni ed in meno di 300 chilometri abbiamo attraversato il lago salato Chotte el Jerid e accarezzato il deserto a sud di Douz, salito i rilievi del Jebel Demmer e da questo siamo scesi fino al mare.

Arriviamo in treno a Tozeur verso le 6 del mattino, ancora col buio ed in tempo per vedere l’alba formarsi davanti a noi, che pedaliamo proprio verso est. Presto la strada si addentra nel Chotte el Jerid, il grande lago salato divenuto famoso negli anni ’70 per aver ospitato alcune scene del primo episodio della saga di Guerre stellari. In effetti il paesaggio è desolante e la pianura che a tratti sembra un ghiacciaio si perde presto all’orizzonte. Dopo 90 chilometri sempre uguali ma comunque spettacolari alloggiamo a Kebili, la prima cittadina di un certo rilievo dopo il Jerid. Durante la cena, la musica allestita nella sala per l’occasione (è la sera di capodanno) è ad un volume così alto che non si riesce a parlare nemmeno tra la stesso tavolo.

Il secondo giorno pedaliamo per soli 30 chilometri fino a Douz e ci godiamo mezza giornata di relax. Douz è infatti il punto di partenza ideale per intraprendere un’escursione a piedi nel Grand Erg orientale, una meravigliosa regione del Sahara a cavallo tra Algeria e Tunisia. Attendiamo fino al tramonto per immortalare le dune e le diverse tonalità di giallo e rossiccio che assumono a seconda delle ore del giorno.

L’indomani l’arrivo a Matmata dopo 100 chilometri è una tappa lunga ma obbligata visto che non vi sono altri villaggi lungo la strada. Nell’ultimo tratto si affronta una salita lunga ma non molto ripida dalla cui sommità si gode di un panorama mozzafiato.

L’ultimo giorno durante la discesa da Matmata ammiriamo le case trogloditiche sotterranee abitate dai berberi, le popolazioni native del Nord Africa che conservano ancora in parte le loro tradizioni e conducono una vita seminomade. Gli ultimi chilometri pianeggianti ci conducono presso la costa mediterranea orientale, a Gabes, di cui visitiamo il souq, il mercato centrale attorno al quale ruota la vita commerciale delle città tunisine.

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