Isola d’Elba in bicicletta

26 Giugno 2012

Giusto un paio di minuti di pazienza, aspettando che il traffico delle macchine sbarcate dal traghetto si disperda e si può iniziare ad apprezzare l’isola d’Elba. In bicicletta è un ottimo modo per girarla: le distanze sono brevi, ci sono salite divertenti ma non eccessive, il mare sempre vicino consente di accusare il caldo appena il tempo di trovare la prima spiaggia e tuffarsi. Ci eravamo promessi di trovare le cale più nascoste ma poi si sa, a fine giornata ti piazzi un po’ dove capita e una spiaggia qualsiasi è comunque spettacolare. La prima sera ne troviamo una a Marciana Marittima, a una quindicina di chilometri da Portoferraio: l’avevamo detto, tappe tranquille , che poi ti rendi conto che quando pedali di meno fai delle buone foto…

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Passiamo la notte così, vicino la spiaggia, che se ci facevamo qualche metro più in là stavamo praticamente “sotto a un ponte”, nel vero senso della parola. Ma il prato è una vera manna per la schiena rispetto ai ciottoli, e poi quando bevi del vino sotto il cielo stellato e non ti manca niente capisci che dell’hotel ogni tanto ne puoi fare a meno.
Il secondo giorno pur senza la bicicletta non è stato poco impegnativo, anzi la salita al Monte Capannei polpacci la ricordano bene fino al giorno successivo, ma è una di quelle cose che se vai all’Elba, va fatta. Quanto meno per il panorama che ti regala la vetta.

vetta-capanne-elba

Scesi a valle, un giro per il paesino di Poggio, via giù fino a Sant’Ilario e poi nuovamente verso il mare, a Marina di Campo. Vai con altra carrellata di foto, cena con cacciucco (perché si, la schiena la sacrifichiamo, ma la gola no) e notte in un’aiola poco lontana dalla strada.
Terzo giorno dedicato ad una passeggiata per il centro storico di Portoferraio e un bagno alla spiaggia “Le Viste”.

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