Se l’Italia dice all’Europa come promuovere la bicicletta

23 Novembre 2012

bici

Ieri l’ECF (European Cyclists’ Federation) ha pubblicato sul suo sito una lista di 7 consigli, di altrettante persone esperte in materia, su come promuovere la bicicletta attraverso azioni di pressione sulla politica. Azioni di lobbyng, anche se il termine potrebbe non piacere.
Oltre alle interessanti considerazioni di ciascuno dei 7, la notizia incoraggiante è che tra questi ci sia un italiano, Paolo Pinzuti, tra i padri del movimento #salvaiciclisti.
Ecco in breve cosa hanno suggerito gli interpellati alla domanda su quali sono le strategie migliori per intercettare l’attenzione della politica ed interloquirci, facendo valere le proprie istanze.

Kevin Mayne, direttore di ECF: “è fondamentale conoscere gli obiettivi del tuo interlocutore, per presentare la tua idea come uno strumento per raggiungere anche i suoi obiettivi. L’importante è essere preparati. Poi, conosci il tuo nemico, e potrà rivelarsi il tuo alleato.

Michael Kloth, responsabile della comunicazione dell’International Transport Forum: “la chiave è l’economia. Spiegare che gli interventi in favore della ciclabilità costano poco e possono essere attuati in tempi rapidi. Con il denaro necessario per 1 chilometro di strada urbana, ad esempio, è possibile realizzare 150 chilometri di piste ciclabili, 10 mila di corsie ciclabili e 100 “zone 30” ben progettate. Conoscere quindi l’aspetto economico attorno all’implementazione della bicicletta in una strategia di mobilità è fondamentale. Come integrarla con i mezzi pubblici? Quanto può far risparmiare di spesa pubblica?

Colm Ryder, della Dublin Cycling Campaign: “essere riconosciuti ufficialmente. Avere alle spalle una federazione, associazione, organizzazione ufficialmente riconosciuta, aiuta ad avere maggiore considerazione quando si portano delle proposte.

Frits Bredal, responsabile della comunicazione della Danish Cyclists’ Federation: “suggerire delle proposte valide, serie, corredate di dati e statistiche che ne dimostrino l’efficacia, e che i politici di turno possano ben “vendere” al proprio elettorato.

Ceri Woolsgrove, esperto di sicurezza stradale per l’ECF: “conoscere l’argomento e le procedure a cui è legato, avere delle buone competenze ed essere ben preparati su ciò che si chiede. Si vuole cambiare una legge? Quale? Su quali documenti intervenire? Quanti voti sono necessari? Qual è la Commissione di competenza?

Paolo Pinzuti, blogger e attivista del movimento #salvaiciclisti: “ricevere il sostegno dei media è importante per allargare il consenso tra l’opinione pubblica e può essere la chiave per ottenere l’attenzione dei politici, continuamente a caccia di voti per la prossima campagna elettorale.

Adam Bodor, responsabile del progetto Eurovelo: “parlare la lingua dei politici, usare le loro stesse parole, fare riferimento alla loro strategia e spiegare come anche la bicicletta possa entrare a farne parte. Non presentare la propria proposta come geniale, piuttosto far sembrare che tutto sia già nella testa dell’interlocutore.

A proposito di pressioni e rapporti con la politica, vale la pena ricordare che oggi si tiene a Bruxelles il secondo appuntamento del vertice UE per stabilire il budget dell’Unione dal 2014 al 2020. L’obiettivo dichiarato dell’ECF è portare a casa 6 miliardi di euro per progetti legati alla ciclabilità, anche se non sarà facile visto che già si parla di primi tagli sul budget, 80 miliardi, forse 100, sui 1093 inizialmente previsti. Staremo a vedere.

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