Buone Pratiche

Il vertice mondiale della ciclabilità torna in Italia

Il vertice mondiale della ciclabilità torna in Italia

C’è un momento, per chi si occupa di mobilità ciclistica da anni, in cui smetti di rincorrere le notizie e ti accorgi che la notizia sei tu. O meglio: siamo noi.

Velo-city è il principale vertice internazionale annuale dedicato alla mobilità ciclistica. Nel 2026 si svolgerà a Rimini, dal 16 al 19 giugno. E no, non è solo una data da segnare in agenda.

rimini velo-city 2026
Rimini

La conferenza più grande del mondo sulla ciclabilità sarà in Italia. A dream come true. Non soltanto per la città ospitante, ma per chi, a diversi livelli, nelle istituzioni, nelle associazioni, nelle imprese, nei movimenti, porta avanti questa battaglia culturale e politica da anni, spesso controvento.

Ma che cos’è Velo-city?

Nata nel 1980 a Brema, Velo-city ha attraversato continenti, diventando il punto di riferimento globale per chi crede che la bicicletta non sia un hobby ma una leva di trasformazione urbana. Nel 1991 Milano fu la prima città italiana ad ospitarla. Dopo 35 anni, il vertice torna nel nostro Paese e unirà l’intero ecosistema della mobilità ciclistica a Rimini.

No, non è solo una conferenza. È una promessa di azione.

Rendere l’Europa ciclabile: la missione dell’ECF

Ho incontrato a Bruxelles, Caroline Cerfontaine, Velo-city Director della European Cyclists’ Federation, la più grande organizzazione mondiale di advocacy sulla ciclabilità. ECF ha sede a Bruxelles e ha un focus chiarissimo: rendere l’Europa ciclabile. Non è uno slogan, è una strategia portata avanti da uno staff di professionisti che lavora ogni giorno su politiche, fondi, reti infrastrutturali e standard comuni.

ECF organizza ogni anno due eventi di punta. Velo-city e la EuroVelo & Cycling Tourism Conference. Il primo è il grande vertice globale sulla mobilità ciclistica urbana; il secondo è il punto di riferimento per il cicloturismo e lo sviluppo della rete EuroVelo.

gent velo-city 2024 simona larghetti
Velo-city 2024 Gent, Belgio

Caroline Cerfontaine mi accoglie con l’energia nei uffici di ECF. “Questa sarà la mia undicesima partecipazione a Velo-city. Prima di lavorare alla European Cyclists’ Federation ero già attiva nella mobilità urbana, in un’associazione più focalizzata sul trasporto pubblico. Lavoravamo per integrare trasporto pubblico e altre modalità sostenibili, camminare, pedalare, mobilità attiva. A Velo-city e partecipando come relatrice.” Caroline è coinvolto alla conferenza da oltre 11 anni, prima da professionista della mobilità sostenibile, oggi da direttrice dell’evento più importante al mondo sulla ciclabilità.

Il punto è chiaro: Velo-city non è “la conferenza dei ciclisti”. È il luogo dove la bici dialoga con il trasporto pubblico, con la mobilità attiva, con la pianificazione urbana. È un ecosistema.

Ospitare Velo-city significa avere una visione

Le chiedo quali siano i requisiti per ospitare Velo-city. La risposta è meno “tecnica” di quanto si possa immaginare.
Non serve essere una città perfetta, con infrastrutture già impeccabili. Quello che la European Cyclists’ Federation cerca è altro: stabilità politica e un impegno chiaro verso la mobilità sostenibile. Serve un piano urbano della mobilità sostenibile, una strategia definita, la volontà concreta di aumentare il livello di ciclabilità.

È questo, in fondo, il vero criterio di selezione: non la perfezione, ma la direzione.

Quanto dobbiamo aspettarci dall’edizione di Rimini? Caroline Cerfontaine parla di entusiasmo e preparativi ben avviati: “Questa sarà un’edizione super ispirante. I lavori procedono molto bene: un grande consorzio di persone diverse, tutte entusiaste e motivate, sta collaborando alla conferenza. Abbiamo appena finalizzato il programma preliminare insieme a FIAB e ora è disponibile sul sito“.

caroline cerfontaine director velo-city

L’obiettivo, aggiunge, è che la conferenza possa generare iniziative a livello nazionale in Italia. Non sarebbe una novità: dopo Velo-city, in Germania è nata la Cycling Embassy, in Belgio la Belgian Cycling Alliance, in Polonia la Polish Cyclists’ Federation. Perché non aspettarselo anche per l’Italia?

Obiettivo FIAB: creare un’accelerazione reale in Italia

Il ritorno di Velo-city in Italia è reso possibile da FIAB (Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta), che vede nella conferenza non solo un’occasione di ascolto, ma soprattutto un’opportunità di azione concreta.

Il Parco del Mare di Rimini

“Portare Velo-city in Italia non è stato semplice: anni di assenza del nostro Paese e la concorrenza delle città del Nord Europa rendevano la sfida ardua. Rimini si è fatta avanti grazie a un centro congressi di alto livello, alla ricettività e al fascino del mare. Il vero punto di forza è stato il Parco del Mare, che ha trasformato il litorale in un’area “car free”, dimostrando come una visione ambiziosa possa diventare realtà in tempi rapidi. Rimini diventa così un esempio da raccontare come caso studio a Velo-city 2026″, commenta Alessandro Tursi – già Presidente FIAB e Vicepresidente di ECF, oggi consigliere nazionale FIAB.

Un’occasione per fare un salto di qualità

Velo-city non è solo un’occasione per ascoltare, ma per mettersi in gioco, confrontarsi e portare a casa strumenti, relazioni e competenze per fare un salto di qualità nel nostro Paese. Se l’Italia vuole davvero recuperare terreno su sicurezza stradale, qualità dello spazio pubblico e transizione ecologica, Velo-city Rimini 2026 è il momento giusto per farlo. Sta agli attori italiani sfruttarla fino in fondo e trasformarla in un’eredità duratura, capace di incidere sulle politiche e sulle città ben oltre la conferenza“, spiega Alberica di Carpegna, Program Director di FIAB insieme a Susanna Maggioni, Vicepresidente FIAB.

FIAB, Comune di Rimini e Regione Emilia-Romagna insieme al team della European Cyclists’ Federation a Rimini per definire la prima struttura dell’agenda di Velo-city

Per alcuni giorni, l’Italia sarà al centro del dibattito globale sulla mobilità sostenibile: amministrazioni, tecnici, professionisti, imprese e associazioni avranno accesso diretto alle migliori esperienze internazionali e potranno anche presentare le proprie best practice. “Velo-city è un’opportunità concreta per gli operatori e professionisti italiani“, aggiunge Susanna Maggioni di FIAB. “Le proposte selezionate, 806 abstract da tutti i continenti, di cui circa 100 italiani, rappresentano l’eccellenza del dibattito internazionale, scelti con attenzione alla qualità ma anche al bilanciamento geografico e di genere, per garantire pluralità e visioni diverse“.

Rimini 2026 non sarà quindi solo un evento: sarà un acceleratore di idee, competenze e collaborazioni, pronto a lasciare un’impronta concreta sulle politiche italiane per la mobilità ciclistica.

Bike Parade a Rimini, 17 giugno 2026

velo-city-lubiana-bike-parade
Un momento della Bike Parade di Velo-city di Lubiana (2022)

Oltre ai quattro giorni di convegno internazionale, l’edizione di Rimini prevede un fitto calendario di attività: visite tecniche in bici, momenti di networking e, naturalmente, la celebre Bike Parade organizzata in collaborazione con il Comune di Rimini. Per l’occasione, sono già state messe a disposizione oltre 2.000 biciclette grazie a diversi partner, così che i “Velo-Citizens” (partecipanti alla conferenza), possano pedalare insieme ai cittadini lungo le strade della città.

_____________________________________________

Negli anni, Bikeitalia ha avuto il piacere di supportare Velo-city come media partner in città come Nijmegen, Dublino, Lisbona, Lubiana e Lipsia, pubblicando oltre 100 articoli dedicati alla serie di conferenze. Con grande entusiasmo, non vediamo l’ora di seguire anche l’edizione di Rimini.

Commenti

  1. Valter Martinet ha detto:

    ma che bello in Italia quest’ evento peccato però che di tutti gli articoli che si leggono di tutte le parole che si dicono di concreto si realizza poco o niente. Ci dovrebbe essere una sorta di partito politico che sostiene la causa, qualcuno o meglio qualcosa che poi riesca a finalizzare le idee. io che sono solo un utente di 60 anni da 40 giro in bici quotidianamente e le mie poche vacanze le ho fatte in bici ho fatto tanti km attraversato l Italia in lungo e in largo ma che delusione le strade le piste ciclabili i treni che nn supportano le bici…ecc..ecc.

  2. accaso ha detto:

    e in Italia si continua a morire sulle strade

I commenti non vanno online in automatico ma vengono prima letti e moderati dalla redazione: la loro pubblicazione di norma avviene nei giorni feriali tra le 9 e le 18.
I commenti che non rispettano queste linee guida potranno non essere pubblicati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *