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Una patrimoniale sulle auto di grossa cilindrata per finanziare il trasporto pubblico locale

News • di 26 Novembre 2012

suv-ed-autoNel solo 2010, alla faccia della crisi, sono state immatricolate 119.000 autovetture di cilindrata superiore ai 2.000 cc e di costo non inferiore ai 40.000 euro. Tra il 2006 e il 2010 sono stati venduti 11,4 milioni di autoveicoli e l’8% di questi ha una cilindrata superiore a 2.000. Attualmente l’imposta di possesso (il bollo) è sostanzialmente proporzionale al costo d’acquisto (in genere è inferiore all’1% del valore dell’auto) e quindi non ha nessuna caratteristica reale di progressività.

In un momento di pesanti tagli al trasporto pubblico locale mi sembra una soluzione equa quella di far pagare un contributo straordinario (una tantum) a chi possiede autovetture che consumano e inquinano di più e occupano più spazio, destinando l’intero ammontare delle risorse a bus, tram e ferrovie urbane. Una misura del genere, peraltro, sarebbe coerente con l’obiettivo di trasferire il carico fiscale dal lavoro ai consumi, di coinvolgere i patrimoni nel reperimento di risorse straordinarie per i servizi pubblici, di penalizzare i veicoli più inquinanti e dannosi per l’ambiente. Con un’addizionale fortemente progressiva (da 0,75 euro a 3 euro in più per ogni cc che supera i 2.000 di cilindrata) sui veicoli immatricolati nel periodo 2006-2012 (con esclusione dei mezzi speciali per disabili) si potrebbero ottenere circa 2 miliardi di euro. Ecco l’ipotesi di patrimoniale sulle supercar:

patrimoniale

In Svizzera, peraltro, a partire dal 1 luglio 2012 è in vigore un meccanismo analogo (e molto più oneroso) che comporterà per l’acquirente di auto con emissioni di CO2 superiori a una determinata soglia un sovrapprezzo pari almeno al 10% del prezzo di listino del veicolo.







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