Inquinamento, bici e maschere protettive

L’inquinamento atmosferico è un tema molto importante e ormai non è possibile fare finta di nulla: le città italiane sono tra le più inquinate in Europa a causa del traffico automobilistico e di altri fattori. Il ciclista si trova a dover pedalare tra le auto che emettono gas maleodoranti e sempre più spesso si avverte la necessità di indossare maschere contro questi agenti inquinanti. In che modo e soprattutto da cosa dobbiamo proteggerci? In questo articolo andremo a vedere i vari composti dell’inquinamento atmosferico e come correre ai ripari mentre si usa la bici.

Indice
Composizione dell’inquinamento atmosferico
Gli effetti dell’esposizione all’inquinamento
Come proteggersi?
Il mercato
Concludendo

Composizione dell’inquinamento atmosferico


Per inquinamento atmosferico s’intende una miscela di composti tossici e nocivi per l’ambiente e l’essere umano immessi nell’aria da mezzi a motore, riscaldamenti domestici e fabbriche.
Tra i vari composti, i più importanti sono:

Particolato (PM)

Si tratta di una miscela di vari composti allo stato solido e fluido. Il particolato viene catalogato in base al diametro aerodinamico, poiché in base alla grandezza dipende la penetrazione nelle vie aeree superiori (naso e bocca). Le particelle di piccolo diametro penetrano nei polmoni e sedimentano nei bronchioli, causando infiammazioni, asma, broncospasmo ed effetti cancerogeni a lungo termine ancora non quantificabili.

Monossido di carbonio

Prodotto residuo della combustione fossile. Ha un’elevata affinità con l’ossigeno, per cui una volta penetrato nelle vie aeree può legarsi all’emoglobina e ridurre così le capacità cardiovascolari. Può portare a danni all’apparato cardiocircolatorio.

Nitriti e nitrati

Anch’essi prodotti di scarto della combustione fossile, vengono inalati e sedimentano nelle vie aeree superiori. Portano a irritazione polmonare, broncopatia ostruttiva e a dosi elevati provocano collasso polmonare.

Aerosol

Sospensioni di particelle e gas nell’atmosfera. Possono provocare infiammazioni respiratorie, asma bronchiale, problemi cardiaci.

Ozono

E’ il principale componente dello smog e viene prodotto dai gas di scarico della automobili. E’ molto elevato in estate, per via di calore e umidità. Può provocare problemi respiratori anche gravi e nei ciclisti sportivi può essere causa di asma da sforzo anche in soggetti sani.

Gli effetti dell’esposizione all’inquinamento


Chiunque si muove lungo strade trafficate (sì, anche gli automobilisti respirano smog), subisce gli effetti dell’esposizione agli agenti inquinanti. Non è un caso che l’asma bronchiale sia la patologia con il maggior tasso di crescita (5% annuo) nella popolazione mondiale, tanto che si stima che 300 milioni di persone siano affette da patologia cronica. Uno studio del 2013 ha dimostrato che l’esposizione quotidiana agli agenti inquinanti provoca anche effetti a livello dei capillari (occlusione e riduzione dell’ossigenazione muscolare), aumento della pressione arteriosa, riduzione della capacità muscolare di estrarre l’ossigeno (sostituito dal monossido di carbonio), ipossia, anemia (l’emoglobina non riesce a legare il ferro), disfunzione delle corde vocali.

Come proteggersi?


Partiamo da ciò che possiamo fare a livello di stile di vita. Gli studi scientifici concordano nel dire che una dieta ricca di antiossidanti (fagioli, mele, mirtilli) possa aiutare a contrastare gli effetti dell’inquinamento. Inoltre un’integrazione con vitamine C ed E aiuta a ridurre gli effetti negativi. Tutto questo però è ovviamente insufficiente. In caso di situazioni di grave inquinamento, come le nostre città, è necessario indossare delle maschere antismog protettive.

Le maschere antismog protettive devono avere le seguenti caratteristiche:
Essere facilmente indossabili e permettere una respirazione naturale e non forzata, altrimenti si creerebbe un’ipossia, con conseguente afflusso ridotto di ossigeno al cervello e tutti i problemi che ne conseguono;

Non irritare la cute e quindi essere prodotte con materiali che non provochino reazioni allergiche;

Permettere una visione chiara della strada, senza dare fastidio o coprire gli occhi;

Essere dotate di un filtro che permetta la purificazione dell’aria. Le mascherine da medico, spesso usate dai ciclisti, hanno lo scopo di evitare che i batteri presenti nel respiro e nella saliva raggiungano il paziente. Quindi sono idonee in un ambiente asettico ma sono totalmente inutili nel caso di filtrazione di particolato. Lo stesso discorso vale per le maschere antipolvere che spesso muratori, imbianchini e chi fa lavori edili indossano. Anche qui le maschere sono pensate per bloccare le grosse particelle di polvere, che si sollevano e che, se respirate, possono bloccarsi nelle vie aeree superiori, causando fastidi, difficoltà respiratoria e in casi estremi fame d’aria. Queste maschere però non filtrano il particolato, che ha un diametro molto piccolo. Le maschere protettive devono essere dotate di un filtro idoneo, formato da carboni attivi che bloccano i gas e il particolato e li neutralizzano. E’ fondamentale però che il filtro venga sostituito regolarmente. Infatti i carboni attivi si esauriscono, facendo crollare la funzionalità della filtrazione. Inoltre le particelle più grandi tendono a creare delle vie preferenziali all’interno dei carboni esausti, per cui viene meno qualsiasi beneficio. La durata dei filtri dipende dai chilometri percorsi, dalla frequenza respiratoria e dal livello di inquinamento presente nell’atmosfera;

Le maschere antismog inoltre devono essere ripiegabili e riponibili in tasca, nella borsa sottosella, nello zaino e comunque facili da trasportare quando non si indossano;

Il mercato


Sul mercato sono disponibili diversi tipi di mascherina antismog commercializzate e in molti casi anche prodotte da aziende italiane. Tra queste segnaliamo:

Banale

Azienda milanese, produce e commercializza le Mask, mascherine con filtro intercambiabile ai carboni attivi. Banale promette una protezione completa da PM 2.5, PM10, pollini e batteri. Il filtro è intercambiabile e offre una protezione fino a 4 mesi a seconda delle condizioni di utilizzo mentre la scocca è lavabile in lavatrice. Inoltre la maschera soddisfa lo standard europeo FFP2. Si tratta di uno standard che le rende adeguate a un uso prolungato nel tempo per la protezione delle vie aeree da sostanze tossiche e nocive in sospensione.

Tucano Urbano

Altra azienda milanese, produce la Smoggy, una mascherina realizzata in nylon e poliestere, con filtro elettrostatico a carboni attivi. Il prodotto di Tucano Urbano è dotato di una valvola anti condensa.

Concludendo


Indossare una maschera antismog protettiva può essere una soluzione per ridurre l’impatto degli inquinanti sull’organismo ma va da sé che è fondamentale agire sulle cause, riducendo il parco auto e la circolazione di mezzi a combustione fossile sulle strade italiane, privilegiando un sistema di mobilità a impatto ridotto, come la bicicletta.

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