Ministro Salvaiciclisti: Graziano Delrio è l’uomo giusto nel ministero sbagliato

29 Aprile 2013

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Qualcuno lo ricorda come il “sindaco salvaiciclisti”, Graziano Delrio, cinquantatreenne primo cittadino di Reggio Emilia dal 2004 e riconfermato per il secondo mandato nel 2009, dal 2011 anche presidente dell’ANCI, l’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani. Ma soprattutto, da venerdì scorso, Ministro del governo Letta con incarico agli Affari Regionali e alle Autonomie Locali. Delrio, “renziano di ferro”, come lo definiscono i giornali, medico endocrinologo e padre di nove figli, è l’uomo che insieme all’assessore alla mobilità Paolo Gandolfi (eletto a febbraio nelle fila del Pd) ha messo in sella Reggio Emilia, approvando sotto la sua amministrazione un bicicplan grazie al quale la città ha raggiunto negli ultimi anni ottime percentuali di spostamenti in bicicletta. E ancora, dopo aver organizzato in qualità di presidente ANCI gli Stati Generali della Bicicletta e della Mobilità Nuova, insieme al movimento Salvaiciclisti, FIAB e Legambiente, proprio nella sua Reggio Emilia, ha annunciato a margine dell’evento la delibera comunale di introduzione del limite di velocità a 30 km/h in tutta l’area urbana ad eccezione dei grandi assi. Graziano Delrio, che Marco Damilano ha definito sull’Espresso “tra i personaggi politici più interessanti spuntati dalle amministrazioni locali negli ultimi anni”, è stato quindi nominato Ministro per gli Affari Regionali, le cui funzioni sono espresse di seguito (fonte Wikipedia).

Il Dipartimento per gli Affari regionali di cui la Presidenza del Consiglio dei ministri si avvale, per il coordinamento dell’azione governativa per i rapporti con il sistema delle autonomie, per la promozione dello sviluppo e della collaborazione tra Stato, regioni ed autonomie locali, nonché per la promozione, anche nell’ambito degli appositi organi a composizione mista, delle attività necessarie per l’ordinato svolgimento dei rapporti tra Stato, regioni e autonomie locali, assicurando l’adeguato esercizio e coordinamento dei poteri e dei provvedimenti previsti per i casi di inerzia e di inadempienza, ferme restando le autonomie funzionali e strutturali attribuite all’ufficio di segreteria della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano.
Il Dipartimento cura i rapporti inerenti all’attività delle Regioni e delle Province autonome all’estero, l’attuazione degli statuti delle regioni e province a statuto speciale, i rapporti con le minoranze linguistiche, i problemi delle zone di confine e la promozione per la tutela delle zone montane.

Un vero peccato, insomma, non avere Delrio al Ministero dei Trasporti – che invece è stato assegnato a Lupi (Pdl) – oppure chessò, all’Ambiente – il cui ministro è Orlando (Pd) – perché pur sforzandosi, un collegamento diretto tra gli Affari Regionali e la mobilità è difficile trovarlo. Ma il “ministro salvaiciclisti” non mancherà di dare il buon esempio tra suoi colleghi: “tra poche ore – ha dichiarato Delrio in una nota su Facebook di due giorni fa – mi recherò rigorosamente a piedi per il giuramento al Quirinale e proverò con tutte le mie forze a governare con il cuore come da voi suggerito“. Eppure, dopo la sparatoria di domenica davanti Palazzo Chigi è stato comunicato il rafforzamento delle scorte per i parlamentari e le alte cariche istituzionali, il che lascia presagire il doppio delle auto blu intorno ai palazzi romani della politica. Staremo a vedere.

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