Chi sfotte meglio l’auto, vince.

29 Aprile 2014

Non so voi, ma una cosa che mi provoca sempre grasse risate è la pubblicità delle automobili. Di qualunque marca, segmento e modello, il mantra è sempre lo stesso: comprala e sarai un uomo libero, di successo, brillante. Nelle pubblicità chi guida è sempre un figo pazzesco e si muove in città libere dal traffico o, più semplicemente, sfida la natura in paesaggi silvestri e passi montani.

Texton SsangYong

Le famiglie sono sempre felici e non esistono code, problemi di parcheggio, auto in doppia fila, in terza fila o in quarta fila davanti al bar e davanti alle scuole.

E le agenzie pubblicitarie fanno a gara tra di loro per fingere di non sapere cosa avviene realmente sulle strade e ti dicono che in un mondo che ha perso l’amore, “l’amore per la guida dipende solo dall’auto”

Grasse risate, dicevo, che però raramente sono causate dalla gioia: più che altro dalla rabbia. Rabbia perché mi rendo conto di come ancora i pubblicitari si ostinino a considerare imbecille il consumatore medio italiano negando all’interno degli spot la realtà vissuta quotidianamente. E rabbia nel notare come, anche il consumatore medio sia disposto a farsi prendere in giro.

[Volo pindarico]

Una sera ero in giro per Milano con Matteo, noto architetto esperto di moderazione del traffico. Siamo passati davanti a una strada dove era appena stato fatto un intervento interessante: restringimento di carreggiata, ciclabile separata dalla strada da una linea di parcheggi, marciapiedi, alberelli, lampioni. Veramente un bel lavoro.

E poi, la ciliegina sulla torta: un mastodontico Jeep Grand Cherokee parcheggiato di traverso sullo scivolo dell’attraversamento pedonale in modo da invadere marciapiede e ciclabile. Il primo istinto è stato quello di prendere in mano le chiavi per scrivergli “stronzo” sul cofano, ma poi la ragione ha avuto la meglio e allora ho preso il telefono e ho scattato una foto che ho poi utilizzato per realizzare un “subvertiser” per raccontare la realtà delle nostre città: a chiunque si è potuto permettere di comprarsi un’automobile viene data in omaggio una superficie di 10 mq per parcheggiare a proprio piacimento il proprio veicolo.

Il risultato è quello che vedete qui sotto:
Pubblicità Jeep small

LA SFIDA

Sono soddisfatto? No. Per niente.

Non sono soddisfatto perché non sono un grafico, né un fotografo e neppure un copy, però sono convinto che tra di voi ci siano grafici, copy e fotografi che sapranno fare molto meglio di me e dimostrarmi come si fa un vero subvertiser.

Io vi voglio sfidare pubblicamente a realizzare una pubblicità migliore della mia, più accattivante e dissacrante.

I migliori 3 concept presentati si aggiudicheranno i seguenti tre prodotti.

#1 CLASSIFICATO: manubrio “barra” by Scatto Italiano

Realizzato interamente in Noce Americano dagli artigiani di Cerchi Ghisallo. (ne abbiamo parlato qui)
Valore commerciale di 110 €.
Scatto Italiano manubrio

#2 CLASSIFICATO: una sella by Selle Royal.

A scelta tra la Respiro Leather Classic (recensita qui), del valore economico di 89,90 € e la Supra (recensita qui), del valore economico di 69,90 €
SELLEROYAL_PERFORMA_SUPRA

#3 CLASSIFICATO: Una copia del libro “Più Bici, Più piaci”.

Scritto da me e Federico Del Prete e pubblicato dal Terre di Mezzo Editore (ne abbiamo parlato qui). Valore economico, 13 €.
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REGOLAMENTO

Per partecipare occorre mandare il proprio subvertiser in formato jpg, png o gif di dimensione max. 6 MB entro e non oltre le 23:59 di Domenica 18 Maggio 2014 all’indirizzo info[at]bikeitalia.it specificando nell’oggetto “subvertiser”. Il giorno successivo, i progetti considerarti idonei saranno caricati sulla pagina FB di bikeitalia.it. Dal momento della pubblicazione delle immagini e per una durata di 7 giorni, tutti i progetti saranno sottoposti al giudizio popolare. La classifica sarà determinata dal numero di like che ciascuna immagine avrà totalizzato al termine della settimana.

SPECIFICHE

Le immagini inviate dovranno quindi essere caricature delle tradizionali pubblicità della automobili. Poiché i produttori di automobili sono generalmente molto permalosi e hanno gli avvocati che si mobilitano in tempo zero e sarebbero capaci di fare causa finanche al padre eterno, l’unico criterio per la pubblicazione è evitare qualunque riferimento a nomi e simboli che possano essere riconducibili direttamente a questa o quell’altra azienda. Nulla vieta però che si mischino tra loro nomi di aziende diverse, inventarsi modelli inesistenti o creare icone nuove. Nell’esempio che ho realizzato sopra, ho sostituito il nome del marchio con “SUV” e il modello con “Gran Cafonal”.

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