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5 benefici nascosti dell’andare in bici al lavoro

Rubriche e opinioni • di 22 Luglio 2014

Pedalare

Che la bici, soprattutto se usata quotidianamente, apporti numerosi benefici, è un dato risaputo e già raccontato in tutte le salse. Le endorfine, l’aumento della dimensione delle vene e del cuore, il poter sfogare lo stress, la migliore ossigenazione, il risparmio di soldi. Tutti aspetti che si traducono in un fisico più sano e una mente più attiva. Ma ci sono degli aspetti positivi che si manifestano solo dopo parecchio tempo che si usa la bicicletta tutti i giorni. Una sorta di secondo livello, raggiungibile da tutti dopo un bel po’ di pedalate e di forza di volontà. Nessuna iniziazione segreta, si badi bene, solo una completezza che si acquisisce con il tempo.
Quali sono questi aspetti? Ora ve li racconto.

Dedicherete più tempo a voi stessi.

Non è vero che andando in bici al lavoro impiegherete più tempo. Anzi, per dirla meglio, lo impiegherete diversamente. Perché sarà tempo solo vostro, che dedicherete a voi stessi, al vostro corpo, al vostro benessere. I benefici fisici e mentali dei quali godrete vi porteranno ad amare quel tempo trascorso in bicicletta, le sensazioni che vi regala, e a volerlo “riportare” anche nelle altre attività quotidiane. Magari potreste accorgervi di quanto tempo utile sprecate in faccende di scarsa rilevanza e quanto poco ne riservate al partner, ai figli, a fare le cose che vi piacciono e che rimandate sempre, perché “non ho mai tempo”. E cercherete sempre di più di ridurre il primo e di aumentare il secondo, con grande soddisfazione.

Acquisterete una buona manualità nei lavori di casa.

Muoversi così tanto in bici comporta anche una buona conoscenza della ciclomeccanica. Aggiustare un raggio, regolare il deragliatore, lubrificare la catena, tutte operazioni che acuiscono la vostra manualità, perché fare cose nuove (un aspetto che è stato provato scientificamente) “accende” zone del cervello rimaste dormienti, aumentando i collegamenti nervosi e la reattività generale. Avere a che fare, giorno dopo giorno, con la ciclomeccanica della vostra bici vi renderà migliori anche in altri aspetti apparentemente scollegati da questa. L’aggiustare il rubinetto, appendere un quadro, anche il semplice stendere i panni, vi accorgerete di quanto siete più pratici, meno impacciati e maldestri. Non dico che diventerete dei maestri del fai-da-te ma sarete in grado di risolvere più velocemente (e in maniera brillante) i problemi o, in caso non abbiate idea sul come si fa una cosa, vi sentirete più motivati a trovare le soluzioni e imparare a farla.

I problemi vi sembreranno meno opprimenti.

Tutti nella vita abbiamo dei problemi da risolvere. Salute, soldi, lavoro, relazioni sociali. Nessuno di noi è un eremita in una caverna. Di solito, per natura, siamo portati a ingigantire i problemi, a preoccuparci inutilmente, a “fasciarci la testa prima di essersela rotta”. L’andare in bici, tutti i giorni, con il caldo, il freddo o la pioggia non temprerà solo il vostro fisico ma anche la vostra resilienza mentale, ovvero la capacità del nostro cervello (e del nostro animo) di sopportare lo stress. Perché andare in bici è faticoso, perché per fare un lungo tragitto ci vuole del tempo, perché si suda, perché ci sono le buche, le camere d’aria pizzicate, le auto che tagliano la strada. Eppure alla fine arrivate lo stesso e lo fate con soddisfazione. Questo training quotidiano vi farà imparare una cosa: “c’è un tempo per tutto”. E per magia i problemi di domani diventeranno meno incombenti, perché ci sarà tempo (c’era anche prima, solo che non lo vedevate) per trovare le soluzioni. Sarete consci che per risolvere i vostri problemi ci vorrà tempo, fatica, sudore, impegno ma sarete preparati a farlo. E vivrete più serenamente.

Vi circonderete di persone felici.

Andare in bici tutti i giorni apporterà modifiche al vostro cervello (anche questo è stato studiato scientificamente), che vi porteranno a essere più sereni, più attenti e presenti nella vostra vita. Insomma, sarete più felici. E non è vero che gli opposti si attraggono (questa è la giustificazione di qualcuno che sta insieme a uno/a stronzo/a e non ha il coraggio di lasciarla). Le persone felici si circondano di altrettante persone felici. Finalmente riuscirete a ridurre le cene con quella coppia che non faceva altro che lamentarsi del lavoro, la depressione esistenziale del vostro amico lasciato dalla ragazza vi sembrerà meno importante, riuscirete a disfarvi di un sacco di persone infelici (non sapete quante!) fanno parte della vostra vita. Inoltre il vostro atteggiamento positivo sarà molto contagioso. Ne beneficeranno il partner, i vostri figli, i genitori, i colleghi. E tutti, avendo a che fare con una persona serena, troveranno modo di esserlo a loro volta (almeno in vostra presenza). Non è uno scherzo, perché come diceva il Buddha: “la felicità non diminuisce se condivisa”

Vi sentirete parte di un gruppo.

Che facciate parte di una società sportiva o che usiate la bici solo per il bike-to-work non fa differenza. Ben presto comincerete a sentirvi parte di un gruppo, di un movimento, di un’ideologia: quelli che vanno in bici seriamente. Un gruppo eterogeneo, che passa dai ciclisti ossessionati dai grammi sul telaio e dal lycra ai tunisini che vanno al lavoro con mtb arrugginite con il rapporto più corto (chissà perché non cambiano mai). In mezzo a questi due opposti un mondo vario di persone che ci credono, che vivono la bici come un prolungamento del proprio essere, non solo come mezzo di trasporto. E la sensazione di far parte di qualcosa, di essere una goccia in un oceano in movimento, darà un senso nuovo alla vostra vita: il senso di combinare qualcosa. Non sarete più, per citare i Pink Floyd, anime perse che nuotano in una palla per pesci, bensì vi sentirete utili, anche se non state facendo niente. Ma avete fatto una scelta nella vostra esistenza, usare la bici. Magari la rivoluzione culturale sui pedali passa anche da voi. Anzi, sicuramente.







5 Risposte a 5 benefici nascosti dell’andare in bici al lavoro

  1. Giovanni ha detto:

    Vi apriranno portiere, sarete preda di frustrazione per dover scappare sullo scomodo marciapiede per sopravvivere ed essere pure insultati dai pedoni che vanno a prendere l’auto che vi ha cacciato sul marciapiede, vedrete tutte le violazioni impunite al cds delle auto (dall’alto del sellino si vedono meglio), vi bagneranno gli schizzoni nella pozzanghera di qualche auto, avrete paura di morire, bucherete la gomma e arriverete tardi e sudati al lavoro, vi rovinerete con la catena o con quel bullone arrugginito del portapacchi il pantalone bello….

    L’ottimismo è il sale della vita

  2. Angelo ha detto:

    Hai ragione! Io da anni uso la bici come unico mezzo- fatta eccezione mezzi pubblici o privati quando sono stanco o in panne con la bici- e non mi sono mai trovato male! Bravo!

  3. Simone ha detto:

    I coraggiosi e le persone con una mente aperta a 360gradi vanno in bicicletta io ci sto andando …al lavoro…ho iniziato poco tempo fa e spero di continuare cosi

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