Campagnolo: riduzione di organico e trasferimento in Romania

28 Gennaio 2015

campagnolo

La notizia di una crisi interna all’azienda circolava già da tempo nell’ambiente degli addetti ai lavori, ma il comunicato con cui la Campagnolo srl ha annunciato la messa in mobilità di 68 dei 399 lavoratori impiegati nello stabilimento di Vicenza ha gelato anche i più pessimisti.

Al di là della riduzione di organico (già grave di per se) a rendere più drammatica la situazione è la decisione di delocalizzare la produzione in un nuovo stabilimento in Romania, in modo da ridurre i costi mantenendo intatta la qualità dei prodotti commercializzati dal gruppo fondato nel 1933 da Tullio Campagnolo.

È necessario oggi recuperare competitività ristrutturando il sito di Vicenza – si legge nel comunicato aziendale – dandogli una missione focalizzata su innovazione e sviluppo prodotto e puntando, per i reparti produttivi, su lavorazioni di elevato contenuto tecnologico sui quali l’azienda ha la ferma intenzione di attuare e focalizzare tutti i necessari investimenti.”

Alla decisione dell’azienda ha corrisposto uno sciopero di 300 dipendenti dell’azienda che ieri hanno manifestato in direzione della fiera di Vicenza.

Mentre la scelta della Campagnolo si traduce in un altro duro colpo alla tradizione del ciclismo Made in Italy, non mancano in rete le polemiche tra gli appassionati che evidenziano come, sempre a proposito di innovazione e sviluppo prodotto, l’azienda vicentina abbia deciso arbitrariamente di chiamarsi fuori dal mondo della mountain bike e del ciclismo urbano, e non sia ancora arrivata sul mercato con una proposta di freni a disco per bici da corsa, segmenti in cui i competitor da anni stanno dettando legge.

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Commenti

3 Commenti su "Campagnolo: riduzione di organico e trasferimento in Romania"

  1. Avatar tif8 ha detto:

    non mi piace! soprattutto la delocalizzazione. atro pezzo di storia del ciclismo italiano al tramonto! :(((

  2. Avatar Marco ha detto:

    ma è tutta l’italia che sta al tramonto, altro che pezzo di storia del ciclismo !! Produrre in italia significa esattamente fallire in poco tempo, è impensabile proporsi al mercarto internazionale quando i costi in questo paese sono altissimi. Abbiamo una pressione fiscale improponibile, costo dell’energia alle stelle, salari bassissimi ma costi per il personale ( contributi, irap ecc… ) che fanno desistere qualsiasi imprenditore ad assumere oppure non licenziare, per non parlare della burocrazia per mandar avanti un’azienda. L’italia rimarrà deserta, addio industrie, artigiani e company, ci terremo solo i nostri politici ladri.

  3. Avatar Francesco ha detto:

    Proviamo a fare qualcosa per tenere Campagnolo in Italia.
    C’è una petizone qui:
    https://www.change.org/p/matteo-renzi-campagnolo-resti-in-italia-3
    Firmiamo e diffondiamo.

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