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Il Bike to school visto da noi, genitori come tanti

Rubriche e opinioni • di 26 Febbraio 2015

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Ormai è trascorso più di un anno da quella riunione alla scuola Di Donato al centro di Roma, in cui andai per caso, sollecitata da una, lungimirante, insegnante della scuola di mia figlia.
Veramente non sapevo bene che cosa ci andassi a fare lì, pensavo solo a prendere degli appunti.
Dalla riunione uscii con il dichiarato intento che, con cadenza mensile e precisamente ogni ultimo venerdì del mese, con altri avremmo organizzato una semplice biciclettata con i propri figli per accompagnarli a scuola, il cosiddetto “Bike to school”.

Sarebbe stato sufficiente avere un gruppetto di genitori, dei bambini, qualche volontario, anche dei maestri, e ovviamente una scuola. L’unico vincolo era, ed è rimasto, quello di comunicare il percorso e l’adesione della propria scuola al gruppo capofila ad ogni uscita.
Sarà stata l’ansia del debutto, saranno stati i timori per la pericolosità delle strade, la poca fiducia nel successo dell’iniziativa, ma al dire il vero le prime volte eravamo più genitori che bambini!
Eppure ogni genitore, o accompagnatore più o meno improvvisato (nonno, maestro, vicino di casa, volontario delle ciclofficine), ha sin da subito trovato un suo preciso ruolo nel gruppo. Chi fa da guida, chi controlla le retrovie, chi ci scorta e chi blocca gli incroci privi di semaforo, chi si adopera per allietare il viaggio rendendolo quasi una festa, sì ma in bici!
Poi la consapevolezza che, nello stesso giorno, anche altre scuole romane avrebbero aderito ci dava l’energia per continuare e convincere i dubbiosi. Così mentre noi adulti eravamo sempre meglio organizzati, e anche meno “terrorizzati”, i nostri bambini crescevano di numero. Così da pochi che eravamo all’inizio, ora a Roma tocchiamo anche punte di 25-30 scuole e con il coinvolgimento nell’iniziativa anche di altre città italiane come Milano, Napoli, Torino, Asti, persino Catania.

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Nel corso del montaggio del nostro DVD a ricordo del primo anno di B2S a Centocelle, notammo i cambiamenti, alcuni banali (i bambini erano cresciuti) altri invece coinvolgevano le abitudini e lo stile di vita del nostro, chiamiamolo pure micro-cosmo.
Così mentre i più piccini non vedevano l’ora di togliere le rotelle per andare con i fratelli o le sorelle più grandi, quest’ultimi, man mano che crescevano, ci costringevano, in barba alla crisi, all’acquisto di una bici nuova, o chi non poteva, di seconda mano, oppure a riportare in città quelle lasciate a svernare nella casa di villeggiatura.
Sono stati attivati perfino scambi gratuiti all’interno del gruppo o con le “quasi sconosciute” ciclofficine pur di farli contenti!
Quelli di noi genitori che non avevano quasi mai preso la bici in città, spesso ora si ritrovano a impiegarla indipendentemente dal Bike to school, convenendo che gli spostamenti sono facilitati e che di fatto si può parcheggiare più o meno ovunque (magari avessimo le rastrelliere…).
Abbiamo notato poi gli effetti positivi sui bambini dal miglioramento dell’umore alla maggiore sicurezza in se stessi.
Senza contare gli effetti salutari sul fisico, anche se taluni ancora ci contestano che esponiamo i bambini all’inquinamento dimenticando che spesso, imbottigliati nel traffico, li esponiamo per tempi molto più lunghi.
Sappiamo di essere sulla strada giusta, che si può ancora educare dando il buon esempio, trasmettere la voglia di provare a cambiare rotta, rispettando l’ambiente, la propria salute e di chi ci sta intorno, cominciando proprio dai nostri bambini e con loro, già nel nostro quartiere.

B2S Centocelle

Ed è per questo che recentemente il nostro gruppo, recependo le istanze di un quartiere di periferia come quello di Centocelle con caratteristiche e problematiche proprie, si sta attivando nel fare rete tra cittadini, scuola, ciclofficine, cicloattivisti, associazioni di volontariato e di tutela ambientale e istituzioni con l’ambizione di promuovere, anche attraverso il prossimo evento no-profit del 12 aprile “Bici in piazza a Centocelle!”, l’aggregazione sociale, il consolidamento di buone prassi, la sensibilizzazione sulle tematiche della sicurezza e dell’educazione stradale e sulla necessità di dotare la città di idonee infrastrutture, indispensabili per il vero decollo, anche economico, della mobilità ecosostenibile romana.


aida







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