Un vecchio adagio recita: “Andare in bici è una cosa che non si dimentica mai”. Ma è anche vero, però, che con il passare degli anni la bicicletta finisce spesso in garage o in cantina, con il rischio di non essere più ripresa se non in qualche raro caso quando si è adulti.
Eppure, in diverse scuole elementari – e in misura minore in alcune scuole medie – vengono promossi programmi educativi legati alla mobilità in bici e con gli enti locali incentivano alcune pratiche come il Bicibus o la pratica del Bike To School. Necessario, ma non sufficiente. Questi programmi sono quasi assenti nei programmi delle scuole secondarie di secondo grado, proprio in quella fascia d’età in cui gli studenti acquisiscono maggiore autonomia di movimento e potrebbero utilizzare la bicicletta più di frequente.
Da una ricerca recente del CNR in collaborazione con FIAB e Unicef, sono emersi dati interessanti: solo un adolescente su quattro cammina più di un’ora al giorno, ma otto ragazzi su dieci hanno dichiarato che, per ridurre l’inquinamento, bisognerebbe utilizzare la bicicletta. Negli ultimi anni, soprattutto dopo l’esperienza della didattica a distanza, si è diffusa la tendenza a utilizzare a scuola il metodo del “learning by doing”, cioè, imparare facendo: una delle strategie più efficaci, che, insieme all’approccio multidisciplinare facilita una conoscenza completa e interconnessa.

La bicicletta per coinvolgere gli studenti
L’apprendimento attraverso l’esperienza diretta si presta bene all’uso della bicicletta come strumento di conoscenza interdisciplinare. Non solo quindi attività che ne incentiva l’uso, ma un vero e proprio cammino didattico, che coinvolge diverse materie d’insegnamento. Una risorsa in questo senso può provenire dall’azione del Mobility Manager Scolastico: alcune recenti modifiche nel DL 68/22 all’articolo 8 introducono un cambio di impostazione del ruolo. Questa figura non ha più – o non solo – compiti di gestione del personale e degli alunni nello spostamento casa- scuola, ma anche di promozione della funzione educativa della scuola.
La forza dell’imparare facendo sta nel coinvolgimento attivo e partecipe degli studenti, ma anche degli insegnanti, che si mettono in gioco; insieme sperimentano e apprendono secondo una circolarità virtuosa: dire-fare-insegnare-apprendere. L’applicazione è meno complicata di quanto sembri e prevede due livelli paralleli, uniti da un elemento comune: la bicicletta. La conoscenza di questo mezzo a 360° avviene sia attraverso laboratori didattici dedicati che lezioni teoriche in quasi tutte le materie scolastiche. Le competenze trasversali interessano, ad esempio, Educazione Civica, Geografia, Fisica, Matematica, Informatica e risultano perfettamente integrabili in programmi scolastici già definiti. Inoltre, la legge prevede la possibilità di ricorrere a figure professionali esterne, qualora all’interno della scuola manchino competenze e strumenti adeguati.
Partendo dalle singole materie scolastiche comuni ai Licei e agli Istituti Tecnici e Tecnologici è possibile individuare alcune proposte didattiche che hanno la bici al centro; non solo come proposta extrascolastica per incentivare gli spostamenti casa-scuola, ma come fulcro di un nuovo tipo di educazione che può cambiare le nostre abitudini e la nostra idea futura di convivenza e sostenibilità.

Esempi per materie umanistiche
Italiano – una ricerca sui testi narrativi che parlino della bicicletta, sono numerosi, dalla Bicicletta di Alfredo Oriani (1902) fino a Alfonsina e la Strada di Simona Baldelli, passando per Alberto Savinio, Meneghello, Bassani, senza trascurare la letteratura di viaggio, in particolare quella legata ai ciclo-viaggi. Perché non utilizzare anche racconti di esperienze nati e pensati per il digitale? I
Storia – da libri come La Bicicletta da Corsa di Guido Rubino o la Magia delle Due Ruote di Jody Rosen, selezionando le parti che si sovrappongono ai programmi curricolari, oppure privilegiando una storia di genere con testi come Donne in Bicicletta di Antonella Stelitano e Angela Teja.
Filosofia – autori come Marc Augé (Il Bello della Bicicletta) e Ivan Illich (Elogio della Bicicletta) o David Byrne, con i suoi Diari della Bicicletta, offrono spunti preziosi per riflettere sul significato del pedalare. Da questi testi si possono antologie ragionate da inserirle nelle ore di lezione.
Geografia – si può imparare a leggere il territorio attraverso la sua cartografia: insediamenti urbani, caratteristiche geomorfologiche, dislivelli, zone boschive, infrastrutture e strade ciclabili. Si possono inoltre dedicare ore all’apprendimento delle basi di topografia e insieme ai corsi d’Informatica imparare a utilizzare il GPS, pianificare percorsi e progettare tracce.

Esempi per materie scientifiche
Matematica, Fisica e Scienze Naturali – nei Licei queste discipline sono spesso integrate: si possono affrontare i temi del programma collegandoli concretamente alla bicicletta. In Matematica, ad esempio, lo studio delle funzioni può essere applicato al calcolo delle emissioni di CO2 o si possono usare alcune formule per calcolare gli sviluppi metrici per il gruppo di trasmissione e le proporzioni tra corone e pignoni; in Scienze Naturali si possono studiare i microclimi urbani o le o delle aree boschive circostanti. In Fisica analizzare le accelerazioni, le forze centripete e centrifughe, l’energia cinetica, la gravità e i diversi tipi di attrito (aerodinamico, volvente, meccanico), fino ai momenti angolari e giroscopici.
Nelle linee guida del Ministero per l’Educazione Civica tra gli obiettivi di apprendimento figurano cittadinanza attiva, salute, educazione ambientale e stradale: temi che trovano un’applicazione immediata attraverso la bicicletta. Si possono, per esempio, studiare i progetti di mobilità sostenibile del proprio comune, analizzare la rete ciclabile urbana, esaminare la segnaletica stradale e promuovere azioni di cittadinanza attiva per l’istituzione delle “Zone 30”. Nella pratica, si possono organizzare uscite urbane per conoscere le norme di circolazione e sicurezza, verificare le dotazioni da utilizzare e l’equipaggiamento da utilizzare.

Esempi per altre materie
Un’altra materia chiave è Educazione Fisica, che si integra perfettamente con la promozione dell’attività ciclistica: alla conoscenza delle proprie capacità motorie si affiancano lezioni sugli stili di vita sani e sull’alimentazione corretta; si possono approfondire aspetti fisiologici (metabolismo, sistema respiratorio e cardiocircolatorio), apprendere tecniche di guida e nozioni di biomeccanica. In materie come Disegno, invece, si possono studiare le geometrie dei telai e le parti meccaniche, anche con l’ausilio di software come il CAD.
Negli istituti tecnici e tecnologici, alcune materie offrono ulteriori spunti, ad esempio, in Economia si può approfondire l’economia circolare e il bike sharing; per la logistica analizzare i costi e i benefici del trasporto con le Cargo Bike e delle filiere di produzione ciclistica; in Meccanica si possono attivare laboratori di ciclomeccanica, in Elettronica si può fare pratica con la parte elettrica delle e-bike. Materie come Chimica e Scienze dei Materiali permettono di studiare innovazioni e sostenibilità, i diversi materiali impiegati, soluzioni, innovazioni; l’impatto ambientale delle sostanze inquinanti generate dal traffico automobilistico (carburanti, oli, rifiuti, materiali riciclabili).
A titolo di esempio, si propone un programma triennale da inserire nell’orario scolastico e che si può articolare in tre o più moduli, ciascuno di essi può avere di 30 ore su 10 settimane, quindi 3 ore per settimana, da suddividere nelle diverse materie scolastiche per lasciare alcune uscite in orario extracurricolare.

1° ANNO
Primo MODULO) “La bici nel tempo”: da Leonardo ai giorni nostri, la sua evoluzione e il suo utilizzo sportivo e civile. “La bici raccontata”: un’antologia di letture con la bicicletta al centro. “Pedalo dunque sono”: un approfondimento rivolto agli studenti che hanno Filosofia come materia di studio.
Secondo MODULO) “Educazione stradale”: per muoversi in sicurezza, conoscendo i segnali del Codice della Strada per pedoni e ciclisti, consigli di comportamento mentre si pedala. “Ciclabili Fuori Scuola”: tragitti ciclabili che toccano luoghi di interesse come musei e monumenti. “Motatoria”: le tecniche di guida nella pratica, il giusto posizionamento biomeccanico, lo stile di vita sano.
Terzo MODULO) “Sono qui”: uso delle app digitali per navigare e orientarsi; leggere i simboli di una mappa. “Che Tempo Fa”: nozioni di meteorologia, microclimi e impatto del traffico sull’ambiente. “La bici nel tempo” e “La bici raccontata”, seconda parte. “Faccio, dunque, imparo”: piccole manutenzioni e check-up.
2° ANNO
Primo MODULO) “L’arte della manutenzione” della bicicletta (con 1 o più assistenti). Conoscenza di base delle singole parti, dei diversi tipi e usi. “Forze e pedali”: la fisica applicata all’andare in bicicletta, la trasmissione, le forze in gioco, cinetica e movimento. “Il futuro in sella”: le innovazioni tecnologiche, i diversi materiali per usi diversi. “Motatoria”: la fisiologia interessata, cuore, polmoni e metabolismo, alimentazione corretta; una uscita fuori città nel verde più vicino.
Secondo MODULO) “Mobilità sostenibile” in Italia e in Europa, bike sharing, intermodalità, trasporto pubblico, treno + bici “Ciclabili fuori strada”: il verde intorno la città, le zone boschive, la flora e la geomorfologia del terreno, con una uscita in primavera su sterrati compatti.
Terzo MODULO) “Faccio, dunque, imparo”: regolare il cambio, riparare una catena, cambiare un freno. “Bici nei film”: antologia di film, con spezzoni che hanno la bici al centro del racconto. “Forze e pedali”: fisica applicata con il momento angolare, vari tipi di attriti, giroscopio. “Equilibrio matematico”: le formule che interessano gli sviluppi metrici di corone e pignone, studio delle proporzioni tra le diverse dentature.
3° ANNO
Primo MODULO) “Cittadini Attivi”: progettazione di azioni pubbliche e di promozione delle Zone 30, scambi e gemellaggi con gruppi di interesse e associazioni; attività di informazione presso le istituzioni pubbliche. “Motatoria”: esercizi fisici per ciclisti (ad esempio stretching, yoga).
Secondo MODULO) “Faccio, dunque, imparo”: il setup del ciclista urbano, extraurbano e da viaggio; conoscere la cassetta degli attrezzi minima; ripasso della manutenzione e delle riparazioni della bici. “Cinque Tubi”, applicazioni creative e studio della modellistica delle geometrie dei telai con il CAD. “La diffusione degli inquinanti”: come applicare lo studio delle funzioni matematiche alla dispersione degli inquinanti e le formule che si usano per calcolare le concentrazioni delle sostanze nocive per la salute. “Sono qui”: basi di cartografia e topografia per l’orientamento con la bussola.
Terzo MODULO) “Progettazione condivisa”: analisi e soluzioni per una mobilità sostenibile e sicura nella propria città. “Motatoria” gita scolastica in treno + bici in una città d’arte o una ciclovia da percorrere per visitare luoghi interessanti.
Investire sul futuro
In conclusione, il metodo del learning by doing coinvolge attivamente l’intera comunità scolastica e la bici offre un grande potenziale di apprendimento, i suoi molteplici aspetti qui solo sommariamente esaminati, contribuiscono ad avvicinare la scuola a esperienze concrete, rendendo più interessante per gli studenti lo studio di materie che, a un primo impatto possono sembrare astratte.
La scuola, per definizione, investe sul futuro, formando le giovani generazioni. Saranno loro, un domani, a vivere in una società che avranno contribuito a trasformare: se li educhiamo fin da ora a essere dei cittadini responsabili verso gli altri e verso l’ambiente, offrendo loro l’opportunità di crescere in un contesto più sano, piacevole e diverso da quello attuale, allora la scuola – e tutti noi – avremo fatto un buon investimento per garantire loro un futuro migliore.





















La bicicletta è educazione d vita , anche mentale , è un pratico atteggiamento di voler migliorare il proprio sistema immunitario fisico e mentale , allontanando di fatto problemi articolari e cardiaci , di fatto è meglio prendere quotidianamente questa medicina , che tutto un insieme di medicinali con le proprie conseguenze, chi non la pratica in modo costante e “non entra” in questo loop , non avrà mai la percezione di comprendere quanto sia versatile sana e possa essere anche mentalmente educativa anche solo nell’approcciarci a un momento che associamo a una fatica per una salita e quindi un momento molto fastidioso da tenere lontano dal nostro cervello . È sodato che sia un mezzo meno inquinante , ma purtroppo però bisogna sempre più fare i conti con costi spropositati di questi veicoli e tutto quanto quello che concerne e fa parte del suo mondo come ricambio e accessori. E comunque quello che mi ha fatto scoprire mentalmente e insegnato e la bici utilizzandola x il bike to’ work ad oggi è qualcosa che mi ha cambiato per sempre il modo di pensare che non è solo l’auto ele tempistiche di vita cui devo stare appresso. È un altro stile d vita che va organizzato pensato e ragionato . Questa è la bicicletta x me