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Mountain bike tour in Carnia, Friuli

Diari • di 4 Maggio 2015

mtb-carnia
Zoncolan. Una montagna che è diventata una leggenda del ciclismo. Si è fatta amare da concorrenti e spettatori per una delle salite più faticose ed entusiasmanti del Giro. C’è chi ricorda la carica dei 100mila, gli spettatori che come una distesa di colore lungo le pendici della montagna acclamarono Gilberto Simoni. Uno stadio a 1.750 metri di quota. Lo ricorda bene Silvio di Ovaro (UD), proprietario della trattoria Al Blitz, che è anche un punto strategico per i cicloturisti della Carnia, un attento custode delle ricchezze locali.

E’ Silvio a farci da guida il primo giorno lungo un percorso panoramico di 42 km. Si tratta di un MTB tour organizzato dal GAL Euroleader per la promozione della Carnia, e il gruppo è formato da blogger provenienti un po’ da tutta Italia.

Partiamo da Forchie Navantes, sopra la Val Degano, percorriamo il versante sud dello Zoncolan, a quota variabile fra i 1200 e i 600 metri su sentieri e strade asfaltate di basso transito, attraversiamo i paesini di Val di Lauco e Vinaio (con una bella forra), e finiamo per incrociare nella frazione di Chiassis (nella Val Tagliamento) la pista ciclabile che collega Tolmezzo a Ovaro.

La ciclabile è attualmente in divieto di transito, speriamo che venga ripristinata il prima possibile perché è un’importante collegamento della Carnia con la nota ciclovia Alpe Adria, che va da Salisburgo a Grado in buona parte attraverso sedime di ex ferrovie, e passa appunto per Tolmezzo.
Val Pesarina 2

L’esperienza del primo giorno è stata molto piacevole, il cielo si è mantenuto compattamente grigio, ma la temuta pioggia non si è fatta vedere. Abbiamo attraversato malghe solitarie, torrenti asciutti in cui erano ben evidenti le esondazioni di due inverni fa, villaggi pressoché abbandonati, se non fosse per anziane donne che ricordano i tempi delle gerle sulle spalle, e ruderi di villaggi invece abbandonati del tutto. La montagna del mito è sempre alle nostre spalle, avvolta dalle basse nubi, come una presenza silenziosa e benevola che osserva e protegge le sue pendici, un po’ come fa con gli scalatori del Giro.

Il secondo giorno rimaniamo in tre a sfidare la montagna. Di sfida per me si tratta perché a parte la salita (dislivello positivo di 600m) è la discesa a farmi incontrare delle difficoltà. Sono in pratica su un single-track fra sentieri ripidi in mezzo al bosco, con terreno umido tra sassi e radici. Non è il mio genere di percorso, tuttavia, una volta imparata la tecnica, mi ci diverto un mondo! La prima salita fino a 1300m parte da Ravascletto sino al blocco sulla strada che porta al monte Crostis, da lì la discesa, per poi salire ancora sullo Zoncolan, versante nord questa volta.
Clavais-1

Qui, il primo sentiero a livello della funivia si chiama “Il Bosco racconta”. Sono un paio di chilometri abbastanza pianeggianti in cui si snoda una galleria di personaggi delle leggende carniche, primi fra tutti gli gnomi dispettosi chiamati Sbilfs. Sono statue di legno con accanto delle tabelle che ne raccontano la storia. Un’idea davvero originale per fare una biciclettata in allegria con i propri figli.

Più avanti, dopo altre salite, si imbocca un largo sentiero di nuova costruzione che attraversa un bellissimo bosco di faggi. Da qui è una discesa divertentissima su stradina asfaltata fino al villaggio di Clavais. Ci accoglie uno dei prati di montagna più belli che abbia mai visto. Il panorama delle montagne, qualche nuvola bassa, un raggio di sole che fa risplendere l’erba di un verde compatto.

L’avventura è finita. Silvio è stata un’ottima guida e consiglio di contattarlo se si vuol organizzare qualche giro per le sue montagne, di cui pare non conosca segreti. E’ titolare della “Casa del ciclista” ad Ovaro, attigua alla sua trattoria (che tra l’altro ci ha sfamato con ottimi manicaretti).
Clavais-2

L’escursione carnica è stata arricchita anche da altre piacevoli sorprese. L’albergo diffuso di Comegliàns è una realtà attiva ormai da diversi anni, tanto da definirsi dei pionieri nell’accoglienza “diffusa”. Si contatta la reception e si trova ospitalità in case dei paesi della zona.

La Val Pesarina, attigua alla Val Tagliamento, prende il nome da Pesariis che è un bellissimo paesino sede del museo dell’orologeria. La ditta Solari ha la sua sede qui (e a Udine) ed è una delle ditte all’avanguardia nella tecnica dell’orologeria, prima con quella di derivazione germanica, poi con quella delle torri, per finire oggi con quella delle stazioni.
Caseificio

Poco distante da lì, visitare un’azienda casearia immersa nella pace della valle dà il senso di quanto ci sia ancora di buono e naturale a un passo da noi, e spesso nascosto dalla velocità.
Amo la bicicletta, perché solo grazie a lei è possibile per me scoprire luoghi come questi, con il tempo e l’umore giusti.







Una risposta a Mountain bike tour in Carnia, Friuli

  1. Giovanni ha detto:

    Avete confuso la Val Degano con la val Tagliamento che è quella di Ampezzo

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