La mobilità urbana, tra spot e realtà

18 Maggio 2015

Una strada libera, pulita, piena di verde, con segnaletica ben visibile e senza una buca. Questo è lo scenario ideale di quasi tutti gli spot di automobili, quelli in cui si vuole convincere il potenziale acquirente a comprare l’ultimo modello in listino con promesse di mirabolanti avventure urbane, idealizzando le città come grandi parchi giochi a motore dove l’esperienza di guida è sempre giovane, dinamica e soprattutto divertente. Ma la realtà, sotto gli occhi di tutti, è molto diversa dall’idillio comunicato nelle pubblicità: le strade sono congestionate dal traffico, hanno strisce pedonali sbiadite e cartelli illeggibili, presentano un manto stradale in molti casi dissestato e sono soffocate dallo smog proprio a causa dello spropositato numero di mezzi a motore in circolazione.

Le tangenziali all’ora di punta, gli ingorghi che si formano per un’auto in doppia, gli incidenti stradali che ogni anno causano migliaia di morti e centinaia di migliaia di feriti, l’enorme costo sociale imputabile al traffico motorizzato è come se non esistessero o, meglio, vengono dati per scontati: sono l’enorme “non detto” di una realtà che tutti conoscono e che molti subiscono ogni giorno sulla propria pelle, guai a parlarne apertamente cercando di approfondire: si rischia di passare per disfattisti e nemici del progresso. Ma vale la pena di correrlo questo rischio se anche una sola persona sarà indotta a riflettere sul proprio modo di spostarsi e, magari, prenderà in considerazione di cambiarlo in meglio.

In queste settimane a Roma e nel Lazio si stanno gettando le linee guida per ridisegnare la mobilità ciclistica in tutta Italia: come riporta l’agenzia di stampa politica e parlamentare Public Policy, la Commissione Trasporti alla Camera ha incardinato la proposta di legge Pd “per lo sviluppo della mobilità in bicicletta e la realizzazione della rete nazionale di percorribilità ciclistica” e nell’illlustrarla il relatore Paolo Gandolfi ha ricordato che il nostro Paese ha il maggior indice di motorizzazione privata in Europa, con 61 veicoli ogni 100 abitanti (dati Euromobility, 2012). Intanto alla Regione Lazio la proposta di legge per la “Mobilità Nuova” presentata dalla consigliera Cristiana Avenali prosegue il suo iter verso la realizzazione di un sistema strutturale e intermodale, con particolare attenzione all’uso trasportistico della bicicletta e si sta lavorando insieme con l’assessore regionale Michele Civita perché nel nuovo contratto di servizio con Trenitalia – previsto per settembre – nel Lazio trovi spazio anche l’abbonamento bici+treno.

Nel 2013 il movimento #Salvaiciclisti – nato per chiedere città a misura di bicicletta e maggiore sicurezza per chi pedala – veicolò sul web una piccola campagna pubblicitaria che non prometteva chissà che cosa ma poneva una semplice domanda: “Vuoi guadagnare uno stipendio in più? Chiedimi come”. A questo claim si accompagnava l’immagine stilizzata di una bici e un buon numero di sottintesi: il ciclista urbano risparmia soldi perché pedala e, mese dopo mese, alla fine dell’anno si ritrova con una mensilità in più a disposizione. D’altra parte i costi connessi al mantenimento di un’auto di media cilindrata, secondo una ricerca dell’Eurispes, ammontano in media a circa 4.500 euro l’anno.

I vantaggi di pedalare per spostarsi in ambito urbano non si riducono soltanto al mero risparmio economico: i benefici della bici sul corpo e sulla mente sono tanti, ciascuno può scegliere tra diverse tipologie il modello più adatto al proprio modo di pedalare, ai dislivelli di dove abita e all’uso che vuole fare del mezzo-bici, anche nel tempo libero. Senza contare il fatto che chi sale sul sellino per provare spesso poi non scende più – con ricadute positive per tutti – perché si rende conto che lo sforzo di pedalare è ampiamente ricompensato. Sapere che per percorrere 5 chilometri s’impiegano sempre 20 minuti non ha prezzo. Il tutto senza problemi di parcheggio e senza stress, al netto di quello provocato dalle insidie della strada cui prestare sempre la massima attenzione. In attesa che il germe positivo della mobilità nuova contagi le amministrazioni più lungimiranti, quelle che non hanno come obiettivo l’orizzonte temporale delle prossime elezioni, ma guardano più in là: alle generazioni che verranno. Un percorso in salita che dobbiamo affrontare senza paura, pedalando insieme.

Ciclisti_in_salita

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