Se anche Papa Francesco spinge sulla Mobilità Nuova

19 Giugno 2015

C’è una domanda che mi ronza nella testa da quando sono uscite le prime indiscrezioni sulla nuova enciclica papale “Laudato si'”.

Come reagiranno i ferventi cattolici che popolano la nostra penisola alla chiamata del Sommo Pontefice alla tutela della Terra e della Natura?
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Vedete, la domanda potrebbe sembrare assolutamente priva di fondamento se non fosse che l’Italia è quel paese in cui da sempre lo Stato Vaticano ha una forte ingerenza sulle attività politiche nazionali: a titolo d’esempio vale la pena ricordare il non expedit con cui Pio IX nel 1868 fece divieto a tutti i cattolici di partecipare all’attività politica del Regno d’Italia, i Patti Lateranensi del 1929 o ancora il decreto pontificio del 1949 che prevedeva la scomunica per tutti gli iscritti e votanti del Partito Comunista. Dopo di allora l’Italia fu governata per 40 anni da un partito che si denominava Democrazia Cristiana e, a seguire, da politici che si sono senza mezzi termini autodefiniti cattolici, apostolici e romani.

Tra gli altri non posso non pensare agli illustri rappresentanti di Comunione e Liberazione che, ricoprendo ruoli di potere, si sono prodigati per la cementificazione del nostro paese, per la costruzione di autostrade a perdita d’occhio e per il finanziamento di infrastrutture di dubbia utilità ma ad altissimo impatto ambientale. Adesso che il Papa ha dato delle linee di indirizzo ben precise sui principi che devono governare il rapporto tra l’uomo e il Creato, cosa cambieranno i moderni portatori della croce nel proprio atteggiamento nei confronti della gestione del territorio?

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Papa Francesco non ha mai fatto mistero della propria predilezione per il trasporto pubblico

Di tutta l’enciclica papale – che ho avuto modo di leggiucchiare a spizzichi e bocconi – c’è un passaggio che mi ha colpito più di ogni altro:

“153. La qualità della vita nelle città è legata in larga parte ai trasporti, che sono spesso causa di grandi sofferenze per gli abitanti. Nelle città circolano molte automobili utilizzate da una o due persone, per cui il traffico diventa intenso, si alza il livello d’inquinamento, si consumano enormi quantità di energia non rinnovabile e diventa necessaria la costruzione di più strade e parcheggi, che danneggiano il tessuto urbano.

Molti specialisti concordano sulla necessità di dare priorità ai trasporti pubblici. Tuttavia alcune misure necessarie difficilmente saranno accettate in modo pacifico dalla società senza un miglioramento sostanziale di tali trasporti, che in molte città comporta un trattamento indegno delle persone a causa dell’affollamento, della scomodità o della scarsa frequenza dei servizi e dell’insicurezza”

Capito? È necessario dare priorità ai trasporti pubblici!

Non all’auto elettrica o a idrogeno perché queste necessitano di strade e parcheggi che danneggiano il tessuto urbano, ma ai trasporti pubblici che devono essere migliorati.

Insomma, nulla di nuovo sotto il sole, ma questa volta a dirlo non è il mondo dell’ambientalismo militante, non sono i tardofricchettoni cannaioli e new age, no, è il Sommo Pontefice, colui che siede sul trono di Pietro, il vicario di Cristo in terra. Cioè, non è come se l’avesse detto Cristo, ma quasi.

L’enciclica di Papa Francesco rischia quindi di segnare un punto di non ritorno: da oggi i progetti infrastrutturali non si divideranno più solamente tra tecnicamente validi e tecnicamente non validi, tra utili e inutili, ma anche tra progetti che seguono la dottrina cattolica e progetti che sono palesemente in contrasto.

Non solo, ma da oggi i cattolici praticanti non potranno più non dirsi ambientalisti e i preti di tutto il mondo inizieranno a predicare il rispetto per il Creato oltreché per il prossimo, ma soprattutto coloro che da sempre si battono per  una società più equa avranno una folta schiera di potenziali alleati quando si tratterà di entrare nel merito del singolo progetto cementificatore che avrà la sola palese utilità di dare da mangiare agli amici degli amici.

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“Recita un padre nostro, due Ave Maria e smettila di guidare quel dannato SUV”

È l’enciclica “Laudato si'” sarà un meraviglioso strumento per far notare all’ennesimo politicante con la croce al collo e la tessera del partito del cemento in tasca che è arrivato il momento di rinnegare Satana e convertirsi.

Insomma, da oggi siamo ufficialmente in missione per conto di Dio ed è una gran soddisfazione.

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