In bici nella Valle del Belice, tra i ruderi di Gibellina e Poggioreale

26 Ottobre 2015

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Per chi non ha propriamente il fiato e l’anima da vero sportivo, l’idea di un tour in bici tra sentieri tortuosi e strade scoscese può essere quasi motivo d’ansia e preoccupazione. In effetti, è un luogo comune diffuso tra i non appassionati credere che un tour di questo genere sia un’esperienza esclusiva per esperti ciclisti. Tuttavia la realtà dei fatti è ben diversa. Oggi esistono talmente tante soluzioni che chiunque può cimentarsi; anche chi come me è abituato a guardare gli eventi sportivi in tv, sorseggiando una gustosa e rinfrescante birra.

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Da Siciliano amante dei viaggi e della natura, mi è sempre piaciuto fare escursioni in aperta campagna, ma essendo una persona tendenzialmente pigra, ho sempre guardato i “bike tour” con un velo di scetticismo. Fortunatamente però, questa estate sono stato coinvolto da alcuni amici in una piacevolissima esperienza: una escursione in bici tra Gibellina Vecchia e Poggioreale, comuni della Sicilia Occidentale, nel cuore della Valle del Belice. Noi ci siamo affidati ad un’azienda di servizi turistici, e guidati dal bravissimo Gianluca abbiamo riscoperto luoghi magnifici praticamente a due passi da casa (io sono originario di Santa Ninfa, un comune in provincia di Trapani che dista appena 10 minuti in auto dai luoghi visitati).

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Nel nostro gruppo (formato da 6 persone) erano presenti sia amatori delle due ruote che perfetti incapaci come me, pertanto abbiamo optato per una tipologia di tour personalizzato, che potesse far fronte alle esigenze di tutti. Io ed altri tre amici abbiamo scelto le e­bike, bici a pedalata assistita messe a disposizione da Gianluca, gli altri due hanno invece utilizzato le proprie MTB. Il percorso di circa 20 km parte proprio da Santa Ninfa, precisamente dalla SS119 in corrispondenza di Via Francesco Crispi, ed attraversa la strada che una volta collegava il paese con i vicini comuni di Gibellina e Poggioreale. Quest’ultimi furono completamente rasi al suolo dal terribile terremoto del 1968, e successivamente ricostruiti in luoghi totalmente differenti rispetto all’ubicazione originale.

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Storicamente le catastrofi naturali hanno fortemente segnato le zone coinvolte ma allo stesso tempo hanno fornito incredibili stimoli alle popolazioni. In Sicilia Orientale, le città del Val di Noto sono letteralmente risorte diventando preziose testimonianze di arte barocca. La stessa Valle del Belice, nel suo piccolo, ha cercato di risollevarsi e ricostruire una propria identità culturale anche per mezzo dell’arte.

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Il tour prevede la visita del grande Cretto, opera d’arte realizzata da Alberto Burri, prosegue con la visita della spettacolare città fantasma di Poggioreale e si conclude con un picnic a base di prodotti tipici locali. Noi ci siamo messi in marcia di buon ora, (è tendenzialmente consigliabile partire presto al mattino, considerate le alte temperature estive che sfiorano e talvolta superano i 40 gradi). La strada non è particolarmente ben messa, sono presenti buche di dimensioni notevoli, che possono rivelarsi un problema per i ciclisti più spericolati o per chi pedala con la testa fra le nuvole. Con un po’ di attenzione e di buon senso, abbiamo proceduto a ritmi lenti in tutta sicurezza, ascoltando i consigli di Gianluca, il quale ha fornito interessanti informazioni sul territorio della Riserva Naturale Grotta di Santa Ninfa; sullo sfondo i suggestivi paesaggi di campagna: tra caratteristici vitigni ed uliveti ed imponenti pareti di roccia sedimentaria.

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Dopo 12 km si giunge alla prima tappa: il Grande Cretto. Si tratta di un’opera di land art la cui mole enorme risalta all’occhio ancor prima di giungere a destinazione. Costituito da colate di cemento che ricalcano le fondamenta delle abitazioni, il Cretto ricrea quasi fedelmente la struttura urbana originaria del paese. L’opera è un emblema carico di significato che testimonia la grande sofferenza patita dagli abitanti di Gibellina ed al tempo commemora le oltre 1000 vittime del sisma.

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Il tour prosegue per altri 8 km verso la SP5, ancora meno curata rispetto alla SS119. A seconda del periodo dell’anno è possibile deviare parte del tratto percorrendo una stradina sterrata parallela fino a giungere alla seconda ed ultima tappa: I ruderi di Poggioreale. Anche Poggioreale venne completamente rasa al suolo: oggi i suoi resti costituiscono una sorta di città fantasma: macerie ed abitazioni decadenti che forniscono tracce di vita spezzata e perduta per sempre. Dopo alcuni scatti ed una passeggiata tra i resti abbiamo pranzato coccolati dalla dolce brezza estiva.

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