MENU
fancy women bike ride 2019

Torino, ciclisti in presidio per dire #bastamortinstrada

News • di 28 Gennaio 2016

TORINO_BASTAMORTINSTRADA_SAGOMA
Una manifestazione corale, un presidio per chiedere azioni immediate e concrete per la sicurezza delle strade di Torino: la parola d’ordine #bastamortinstrada lanciata sui social network dall’Associazione Bike Pride ha chiamato a raccolta decine di persone mercoledì 27 gennaio. Rappresentanti di associazioni e semplici cittadini in bici che, dopo gli ultimi due gravi incidenti mortali che hanno spezzato la vita di due persone in sella hanno chiesto all’Amministrazione azioni e strategie concrete per migliorare la mobilità ciclistica della città della Mole.

TORINO_BASTAMORTINSTRADA_CARTELLI“Ma come abbiamo già visto in occasione dell’emergenza inquinamento – scrivono in una nota congiunta i partecipanti al termine del presidio* – anche sulla sicurezza stradale la strategia dell’Amministrazione pare essere quella di negare l’evidenza. Tant’è che dopo questo drammatico fine settimana che ha visto la morte di due persone in bicicletta, né il Sindaco né gli assessori hanno sentito la necessità di rilasciare dichiarazioni”.

TORINO_BASTAMORTINSTRADA_PRESIDIOIn effetti soltanto il Comandante dei Vigili, minimizzando la situazione, si è appellato alla responsabilità dei soggetti più fragili proponendo la realizzazione di un vademecum per i ciclisti indisciplinati, dimenticando però gli automobilisti, che rappresentano più della metà degli spostamenti in città. Davvero un’uscita incomprensibile e stridente, specie in questo frangente.

TORINO_BASTAMORTINSTRADA_CARTELLI_2I cittadini che si sono riuniti con cartelli #bastamortinstrada in presidio non ci stanno: “Non servono vademecum e regole di comportamento per i ciclisti, esistono già, così come esiste il Codice della strada. Prima di sprecare altri soldi per inventarsi fantasiose soluzioni, si dovrebbe operare per rendere effettive le promesse e operativi i documenti programmatici esistenti, in primis Pums e BiciPlan, con cui la Città di Torino si è impegnata nel 2013 a raggiungere almeno il 15% di spostamenti in bici nel proprio territorio entro dieci anni”. 

TORINO_BASTAMORTINSTRADA_FLASH_MOBInfine un appello al sindaco Piero Fassino affinché “le tante parole e promesse diventino finalmente realtà, che gli impegni assunti con l’approvazione di documenti vincolanti vengano rispettati”. Perché nel 2016, mentre in molte altre città del mondo si sta facendo di tutto per facilitare gli spostamenti non motorizzati in città, non è pensabile che le persone a Torino muoiano perché hanno scelto di spostarsi nel modo più responsabile, economico ed efficace, cioè in sella a una bicicletta.

*I firmatari dell’appello: Associazione LAQUP; Donne per la difesa della società civile; Legambiente Metropolitan; Legambiente Molecola; FIAB Chieri – Muoviti Chieri; FIAB Torino – Bici e dintorni; FIAB Torino – Bike Pride; FIAB Nichelino – AmicinBici-bik&motion; il Coordinamento FIAB di Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta aderisce al comunicato e al presidio per chiedere azioni immediate e concrete per la sicurezza delle strade







2 Risposte a Torino, ciclisti in presidio per dire #bastamortinstrada

  1. seby piazza ha detto:

    Salve , ho avviato un progetto di sensibilizzazione sull’utilizzo del casco in bici anche in città e non solo nelle competizioni, premetto che sono un ex agonista e so quanto sia importante l’uso di questa protezione . Il mio progetto prevede le tappe di 21 comuni su 21 della provincia di Siracusa , comuni che raggiungerò in sella alla mia mtb per un totale di 1000 km circa .Chiedo se a fine anno quando realizzerò il video completo con tutti comuni raggiunti dove poter inviare il file per una visualizzazione a larga scala, grazie.

    • Alessandro Micozzi ha detto:

      Ciao Seby,
      sappiamo bene quanto sia importante l’utilizzo del casco per limitare i danni in caso di incidente ma crediamo che incentivare l’uso di strumenti di sicurezza passiva come questo, per altro non obbligatorio, non sia la priorità per tutelare la sicurezza dei ciclisti.
      Sarebbe come fare una campagna contro la violenza sulle donne invitandole a coprirsi di più.
      Per questo motivo la tua iniziativa non è di nostro interesse.
      Grazie comunque del messaggio.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *