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Viaggio incondizionato: Ovest

Diari • di 24 Febbraio 2016

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È molto più facile prendere la bici in spalla. risalire le scale ed inforcarla, che iniziare a raccontare la seconda giornata di viaggio… Percorro la SP 302: la via Firenze di ieri che diventa Faentina e successivamente Brisighellese Ravennate. Fognano è la prima frazione che incontro, le case costringono la via con invadenza, al punto di obbligare il transito a senso unico alternato, per un breve tratto, poi l’arteria respira, si stende arginata dalla prateria, la vista spazia nella valle collinare, una divertente ondulazione serpeggiante tra i filari d’uva e le coltivazioni di cachi che fino a d’oggi non avevo mai visto, mai visto un susseguirsi così consistente di queste piante allineate in più file.

Mi allieta questo andare, respiro aria buona, pura, respiro molteplici sensazioni che sviluppano sentimenti, riscaldati dal sole penetrano il mio intimo. Due ciclisti mi raggiungono, sono Mauro e Tiziana, miei coetanei, stanno facendo il loro giretto, provengono da Castrocaro. Rallentano il passo per farmi compagnia e conversare. Li invito a una sosta per raccontare con tranquillità. Mi portano in piazza a Marradi al bar gelateria del centro da Alba e Franco, un locale con caratteristico soffitto a volta gotica affrescata. Documento l’incontro con foto… naturalmente Mauro non mi permette di offrire:
“Sei tu nostro ospite! Offrirai quando veniamo a Venezia!”
“Ben volentieri, vi aspetto”

Ci congediamo non prima di aver esaurito la curiosità di alcuni paesani. Mauro e Tiziana tornano, io procedo.
Inizio la scalata al passo della Colla, la strada si snoda tra i prati, si arrampica dolcemente, Marradi si allontana dalla mia vista, ad ogni tornata è sempre più piccola finché la suggestiva visione scompare dietro la collina.
“Prenotiamo per tre su al ristorante?” ironicamente mi chiedono due giovani ciclisti sorpassandomi con il loro passo da gazzella,
“Va bene! Ci vediamo sopra” rispondo con il fiatone, rallegrato da questo secondo incontro.

Il sole splendente, l’aria pulita, i profumi campestri contribuiscono al mio benessere procurandomi godimento che mi porta in cima agevolmente… sento il vento, caratteristica avvisaglia che il valico è prossimo.
Braccia levate al cielo per innalzare la bicicletta sopra la testa e fermare l’immagine aiutati da una splendida ragazza, innanzi al cartello che indica la località.
Questa è la scena che mi sorprende dietro l’ultima curva sul dosso del passo.
Lascio Nicola e Alessandro (i due giovani incontrati precedentemente) al loro momento di gloria dedicandomi al mio, la foto la faccio da solo.

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Li raggiungo davanti al rifugio: “Locanda la Colla” per soddisfare il reciproco desiderio di conoscenza, di condividere il piacere dell’andare in bicicletta, la voglia di raccontare le piccole avventure vissute sui pedali.
“Panino o pasta?” esprimo il dubbio a Maddalena (gestore del locale) ma senza attendere risposta decido per la pasta: “Posso accomodarmi su un tavolo fuori?”

Baciato dal sole mi godo il pranzo: crostini al lardo, gnocchi al ragù di cinghiale, insalata mista molto ricca e varia come raramente capita, birra per combattere l’acido lattico e integrare i sali. Claudio esce dalla locanda per invitarmi al tavolo, dove è in compagnia di Pierfrancesco, Andrea e Saverio, per intervistarmi. Concludo l’incontro con la foto di gruppo, approfitto anche per una foto con Maddalena. Alla fine del piacevole e divertente intermezzo mi appresto a pagare il conto, ma una bella sorpresa mi attende: “Offre il signore” mi dice la donna indicando Claudio. Stupito mi precipito al suo tavolo, emozionato ringrazio e saluto calorosamente gli amici. Che bel gesto!… non è il valore materiale, ma l’enorme valore affettivo.

Discesa a Borgo San Lorenzo per imboccare la SR 65, saliscendi con strappo micidiale all’ultimo chilometro prima di Pratolino dove scollino in vista della cupola di Santa Maria Novella. Vertiginosa discesa a 60 km/h per entrare in Firenze, un’ora per districarmi dal centro e raggiungere Scandicci.
Montelupo: basta! Mi fermo all’Hotel Bacci dove faccio il bucato. Ceno alla “Osteria del Sole” nelle vicinanze, ottimo pasto: crostini misti, paccheri alla nonna, insalata mista e un buon calice di rosso, di sera posso bere il vino, non ho da pedalare. Ancora due passi per raggiungere il desiderato giaciglio e dissipare la stanchezza nel sonno, cullato dal ricordo della giornata e dai tre piacevoli incontri inaspettati.

Km 126, media 17,7 km/h, tempo 7h 12′, impiegato 9h 11′

Ho dimenticato il carica batteria del cellulare a Brisighella… devo provvedere!
Ponte a Elsa: negozio Expert, dominato da una fiorente signora in elegante vestito giallo con scollatura stimolante, che delude la mia richiesta indicandomi un luogo oltre, lungo il mio cammino. Infatti l’uomo del negozio di elettricità mi fornisce il congegno atto a sopperire alla dimenticanza…”Ho l’alimentatore!” un dialogo vivace e divertente fa da contorno all’acquisto, che mi solleva dalla piccola preoccupazione. Sarei stato più contento se fosse stata la signora a risolvere il caso.

Empoli mi confonde e distrae dalla retta via, seguendo la bussola per strade minori… tanto minori, bene o male riesco a recuperare la strada (SS 67) che, come consuetudine, si disperde nelle vie cittadine. Una infinità di indicazioni, ma del contrassegno della statale nemmeno l’ombra, forse sono cieco io? Gran pubblicità di questa o quella via: Francigena, Cammino di Sant’Antonio, Cammino di Santiago e altre, ma quando un disgraziato di ciclista entra in città il nulla, indicazioni per autostrada, tangenziale, città, ad un incrocio una direzione al successivo direzione opposta, mi basterebbe un piccolo segnale per individuare la via benedetta, come si usa per i sentieri del CAI, o meglio ancora la ciclovia della seta.

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Cascina, il centro mi ricorda Chioggia, percorro una decina di chilometri attraverso una quantità di piccole frazioni che si susseguono lungo la Tosco-Romagnola prima di trovare il cartello fine Cascina e immediatamente quello di Pisa. Attraverso quest’ultima agevolmente, mi immetto sull’Aurelia: traffico e radici emergenti sul bordo carreggiata rendono difficoltoso procedere. Supero il disagio aiutato dal pensiero che a Marina di Pietrasanta Giovanni è ad attendermi per pranzo e anche per il relax pomeridiano in spiaggia. Sì! mi prendo una pausa, oggi pomeriggio non viaggio.

Appena posso, dopo il fiume Serchio, calo verso il mare, a Torre Lago Puccini. Mi tolgo dal traffico per inserirmi sul passeggio balneare della ciclopedonale lungomare, nemmeno qui è agevole procedere, ma è bello rallentare ed immergersi nell’atmosfera vacanziera.
Giovanni e Nilde mi accolgono nella loro dimora estiva e pranziamo in compagnia, tutti assieme, il pranzo è ottimo. L’ospitalità dell’amico si estende al posto in spiaggia, alla cena, all’intrattenimento dopo cena e al pernottamento.

A Forte dei Marmi c’è la fiera di San Ermete che si conclude con lo spettacolo pirotecnico, è impressionante la quantità di persone presente, è difficile parcheggiare anche le biciclette, per non parlare dei veicoli a motore, non c’è un metro libero persone ovunque ogni spazio calpestabile è occupato, pure sopra i tetti dei chioschi. Finiti i fuochi d’artificio, durati quasi un ora, facciamo un giro tra le numerosissime bancherelle, resto colpito dalla enorme quantità di immondizia e imballaggi abbandonati.
La festa è finita ci ritiriamo per la notte.

Km 105, media 24 Km/h, tempo 4h 30′, impiegato 5h







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