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2.000 km in sella per l’Emilia e il Nepal

News • di 29 Aprile 2016

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Duemila chilometri in bicicletta, attraversando 9 Regioni d’Italia, 50 tappe, 20mila metri di dislivello per portare il grazie dell’Emilia colpita dal sisma alle tante associazioni che l’hanno sostenuta. Obiettivo del viaggio: sensibilizzare sulla situazione del Nepal, colpito a sua volta da un violento terremoto il 25 aprile 2015 e raccogliere fondi per un progetto a sostegno dell’infanzia colpita dal sisma di un anno fa. L’avventura di Davide Gaddi parte oggi – sabato 30 aprile, alle ore 10.30 – in occasione dell’importante inaugurazione della nuova sede della Croce Blu di Mirandola in Via Posta vecchia 55, ricostruita dopo il sisma 2012.

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In quell’occasione oltre 4mila volontari provenienti dalle pubbliche assistenze Anpas di tutta Italia hanno preso parte al soccorso e all’assistenza  per le comunità colpite dal terremoto in Emilia nel 2012. Per questo Davide Gaddi, insieme all’amministrazione comunale di Mirandola, ha deciso di portare il ringraziamento ai volontari delle pubbliche assistenze che sono intervenuti. Contemporaneamente la scelta di continuare la catena della solidarietà con una raccolta fondi fatta sempre da Anpas per l’infanzia in Nepal.

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Davide Gaddi raccoglierà fondi per l’ampliamento dell’orfanotrofio “Motherhood Care Nepal” a Lalitpur, vicino a Kathmandu, e per la formazione di tecnici locali per la ricostruzione. La struttura per i bambini rimasti senza genitori è purtroppo divenuta insufficiente, per effetto del sisma del 2015 e Anpas, insieme a Reluis e all’Istituto Nazionale di Oceanografia e Geofisica Sperimentale (Ogs), sta raccogliendo fondi per renderla più capiente ed accogliente.

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Davide, con la sua mountain bike, partirà sabato 30 aprile 2016 da Mirandola in coincidenza con la cerimonia di riapertura della sede della pubblica assistenza Croce Blu di Mirandola crollata in seguito al sisma. Successivamente si dirigerà a Trieste (per incontrare i tecnici di OGS). Farà quindi tappa in Friuli Venezia Giulia, in Piemonte e in Valle d’Aosta, per dirigersi in Toscana e ritornare a casa, dopo tre settimane. Nel suo viaggio toccherà tutti i centri dai quali, nell’emergenza del 2012, sono partiti uomini e mezzi di Anpas e della Protezione civile per aiutare Mirandola a risollevarsi dalle devastazioni del sisma. Lungo il percorso i volontari di Anpas forniranno sostegno ed accoglienza, in quella che si annuncia come un’impresa coinvolgente ed emozionante. Arrivo previsto a Mirandola il 28 maggio in occasione dell’anniversario della seconda scossa che colpì l’Emilia nel 2012.

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Il 25 aprile di un anno fa una scossa di magnitudo 7,9 ha colpito il Nepal, provocando la morte di più di cinquemila persone e più di ottomila feriti. I bambini più piccoli sono i più vulnerabili, soprattutto nei villaggi intorno a Kathmandu, quelli più vicini all’epicentro del terremoto e ad alta densità di popolazione. Anpas, ReLUIS (Rete dei Laboratori Universitari di Ingegneria Sismica) e OGS (Istituto di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale) hanno perciò promosso una raccolta fondi per l’ampliamento dell’orfanotrofio Motherhood Care Nepal a Lalitpur, vicino a Kathmandu, e la formazione di tecnici locali per la ricostruzione. Anpas sostiene l’istituto Motherhood Care Nepal dal 2007. OGS e ReLUIS si impegnano a garantire che la scelta del sito e la progettazione antisismica dell’ampliamento dell’istituto saranno conformi ai migliori standard, e saranno usati come esempio pratico al termine di attività di formazione e sostegno dei geologi ed ingegneri locali

Per donazioni: conto corrente bancario Codice IBAN IT64Q0335901600100000134996 intestato a: Anpas-Associazione Nazionale Pubbliche Assistenze con casuale “Namaste – Davide per il Nepal”.

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