Sicilia Barocca in bici

23 Settembre 2016

Finalmente ho deciso: dopo aver superato le rimostranze della consorte a causa della mia partenza in solitaria, dopo avere definito i dettagli dell’itinerario e preparato opportunamente il bagaglio, sono pronto per la partenza. La bici è una Verenti da Ciclocross con telaio in acciaio, gruppo sora e copertoni 700×35 da ciclocross per un totale di 11,5 kg circa, sulla quale ho montato un portapacchi posteriore, due borse laterali per il bagaglio, un borsello sotto sella con attrezzi e kit di riparazione e un catenaccio a U per un totale di circa 9Kg. In tutto mi ritroverò a trasportare sotto il mio sedere una ventina di chili.

1° Giorno 27 Agosto Catania-Siracusa (75 km)

Devo prendere il treno da Palermo per Catania alle 9.38 e sono molto emozionato. Così parto da casa troppo presto verso le 8.55. Alle 9.15 sono già in stazione. Il treno parte puntualissimo. E’ comodo, funzionale. Ci sono due rastrelliere nella parte centrale che funzionano benissimo, però riflettendoci un po’ durante il viaggio due sono un po’ pochine, considerando che se partisse un gruppo di ciclisti non basterebbero.

La bici in treno.

La bici in treno.

Arrivo puntualissimo a Catania. Utilizzo l’app dell’Iphone “Mappe” con l’opzione itinerario a piedi per immettermi nella strada giusta, ma mi accorgo subito che la velocità in bici che è più veloce della camminata a piedi, fa andare in tilt l’applicazione facendola deviare nella modalità itinerario in macchina. Allora da qui in poi comincio ad utilizzare l’applicazione google map che si rivelerà preziosissima per tutto il viaggio. Esco da Catania procedendo su Viale Kennedy e poi sulla statale 114. Questi primi chilometri sono in piano e si pedala benissimo. Si procede così bene che decido di spegnere il navigatore per risparmiare la batteria del cellulare. Ad un certo punto la SS vira verso Ovest e mi insospettisco. Accendo il navigatore e mi accorgo che dovevo prendere una strada secondaria che mi avrebbe fatto risparmiare chilometri. Decido di tornare indietro e lo scherzetto mi costa 6 km in più sulla tabella di marcia. A quel punto decido di tenere sempre acceso il navigatore, onde evitare altri brutti scherzi. Percorro strade di campagna, quindi mi immetto nella vecchia statale che collegava Catania a Siracusa oggi provinciale ma che è comunque a due corsie. Successivamente mi immetto nella statale litoranea che attraversa tutta la zona industriale di Augusta, di Priolo e che attraversa tutta la zona commerciale periferica di Siracusa dove si trovano i grandi centri commerciali. Mancano circa 8 km per Siracusa e sono abbastanza duri. Una salita con belvedere sul golfo di Augusta mi immette in città. La salita finisce poco prima del famoso parco archeologico con all’interno il teatro greco, l’orecchio di Dionisio e da lì è tutta una discesa fino all’ingresso tramite ponte nell’isola di Ortigia.

Il ponte che collega Siracusa a Ortigia

Il ponte che collega Siracusa a Ortigia

Percorro la salita che mi porta a piazza Archimede dove mi fermo e mi seggo nella splendida fontana al centro. Telefono al Bed & Breakfast e il gestore si scusa perché la mia camera non è disponibile per un guasto idraulico dirottandomi in un’altra struttura superiore e pagando lui la differenza. L’albergo è comodo, centrale e soprattutto ha il posto interno custodito per la bici. Dopo una doccia ristoratrice me ne vado in giro per le pittoresche vie di Ortigia soffermandomi a piazza Duomo. Dopo un aperitivo a base di due birrette cerco un posto dove cenare. Vengo ispirato da un locale vicino la fonte aretusa. La zuppa di cozze arriva velocissima ed è buonissima. Anche il fritto di gamberi e calamari non è da meno. Concludo con un amaro e comincio a dirigermi stanco verso l’albergo con un gelato in mano.

2°Giorno 28 Agosto Siracusa-Valle dell’Anapo-Sortino-Giarratana-Ragusa (99 km)

La tappa regina!! Bellissima e durissima!! Dopo una notte ristoratrice in albergo e un’abbondante colazione parto per la seconda tappa. Passo per qualche foto di rito a Piazza duomo e mi dirigo verso la Valle dell’Anapo entrata Sortino. Inbocco una bella strada interna chiamata traversa Capo Corso.

A sinistra il duomo di Siracusa a destra l’ingresso della Riserva Naturale di Pantalica-Valle dell’Anapo

A sinistra il duomo di Siracusa a destra l’ingresso della Riserva Naturale di Pantalica-Valle dell’Anapo

Uno strappone che supero con il rapporto più agile possibile mi immette su strada Serra, successivamente sulla SP 36 e poi sulle bellissime dal punto di vista naturalistico SP28 e SP 54. Piccola deviazione sulla sinistra per arrivare all’ingresso lato Sortino della Riserva Naturale Orientata Valle dell’Anapo-Necropoli di Pantalica. Qui una piccola delusione. Non si può entrare in bici all’interno della riserva. O meglio si può entrare in bici con un permesso che rilasciano all’ufficio turistico di Siracusa e/o di Sortino. A saperlo prima…… A quel punto parcheggio la bici e entro a piedi per godere del paesaggio della Riserva. Riprendo la bici e purtroppo mi accorgo di non avere connessione internet per utilizzare google map. Sono indeciso se tornare indietro per Ragusa o proseguire verso Sortino con una bella salita. Un signore in motorino mi dice che mi conviene proseguire verso Sortino , poi proseguire verso Buccheri, Giarratana e poi Ragusa. Dopo un po’ mi affianca un ciclista (Nuccio di Sortino) che gentilmente mi scorta lungo tutta la salita per Sortino, indicandomi una fontana per riempire la borraccia e mostrandomi dove si trova l’ufficio turistico nel caso la prossima volta decida di ottenere il permesso per attraversare la riserva a piedi. Mi lascia al bivio per Buccheri. La SP 29 è stupenda, dura ma stupenda con panorami del centro della Sicilia mozza fiato.

Panorama dalla SP29

Panorama dalla SP29

Rimango senza acqua e fa caldo. Non ci sono bar e fontane e sono costretto a chiedere dell’acqua presso un abitazione vicino a Buccheri. Da li inizia una discesa mozza fiato per Giarratana: la SP 12. A Giarratana mi fermo per prendere un caffè, comperare altra acqua e grazie al mio fido google map imbocco la SS 194 per Ragusa che è in pianura, molto bella anche con questa strada che regala delle belle vedute in viadotto tra cui un invaso artificiale.

Invaso artificiale visto dal viadotto della SS 194

Invaso artificiale visto dal viadotto della SS 194

Ai piedi di Ragusa iniziano i guai……Gli ultimi 5 km sono terribili con una salita durissima che arriva fino a Ragusa alta dove finalmente posso raggiungere il B&B che si rivela molto confortevole, comodo e pulito. Dopo un paio d’ore di relax al B&B con birrette e libro, consigliato dalla signora Vanessa del B&B vado a cenare all’osteria “Giro di Vite”. Ceno in un giardino delizioso con in sottofondo la musica di Ray Charles. L’antipasto di verdure grigliate e cacio cavallo ragusano fritto merita il bis. Così come le costolette di agnello anche se la porzione mi sembra un po’ ridotta per la fame atavica di un ciclista che ha percorso con bagaglio cento chilometri durissimi. La passeggiata per digerire post prandiale è molto suggestiva anche perché a Ragusa c’è la festa di San Giovanni. La piazza con il duomo del santo è tutto un tripudio di luminarie e di gente che passeggia. Interessante nel ponte “nuovo” la mostra allestita sui terremoti storici d’Italia.

Luminarie a Ragusa per la festa di San Giovanni

Luminarie a Ragusa per la festa di San Giovanni

3°Giorno 29 Agosto Ragusa-Modica-Porto Palo di Capo Passero-Marzamemi-Vendicari (95 km)
Dopo un’ottima colazione al B&B di Ragusa mi avvio in discesa verso Ragusa Ibla, capolavoro del barocco siciliano con la piazza del duomo di San Giorgio che tante volte abbiamo visto in TV nella serie del Commissario Montalbano.

Ragusa Ibla, duomo di San Giorgio

Ragusa Ibla, duomo di San Giorgio

Esco da Ibla e mi dirigo verso Modica prendendo la SS 115. Strada molto bella in discesa per la prima parte e poi in salita nella seconda parte fino a Modica Bassa. Decido di salire verso Modica Alta per visitare il duomo di San Giorgio e mi sciroppo un salitone che lascia tracce nei garretti massacrati.

Modica alta, duomo di San Giorgio

Modica alta, duomo di San Giorgio

Quindi scendo nella più bella Modica bassa ricca di capolavori barocchi. Riguadagno la SS 115 verso Pachino, città del pomodorino ciliegino. La strada è molto scorrevole e quasi tutta in discesa, anche se le macchine ti sorpassano minacciose velocemente. Quindi prendo la SP50 e poi la SP49. Qui il traffico diminuisce molto, ma l’odore dei concimi chimici e dei disserbanti utilizzati nelle serre di ciliegino è fastidioso. Finalmente arrivo a Porto Palo dirigendomi nella splendida piazza/terrazza a mare dove mi ristoro con una birretta, due banane e lo splendido panorama marino.

Porto Palo di Capo Passero

Porto Palo di Capo Passero

Prendo la SP che costeggia il mare per raggiungere Marzamemi. Il paesino è una vecchia tonnara, ultimamente esploso dal punto di vista turistico grazie all’attenzione che ha ricevuto da parecchi registi quali Tornatore, Salvatores e i fratelli Taviani che lo hanno scelto come set dei loro film. Il caldo è torrido e al bar dove prendo un caffe mi dicono che i market alimentari a quell’ora sono tutti chiusi. Quindi mi fermo nello storico capannone “Campisi” dove vendono specialità di pesce in scatola e in vasetti di vetro e faccio scorta di prelibatezze per la cena, visto che sarò in camping che è sprovvisto di ristorante. Grazie alle indicazioni di una signora del luogo, prendo una stradina interna che mi porta verso al SP per Noto. Anche qui la strada è scorrevole ma trafficata. Arrivo alla RNO di Vendicari dove entro per fare qualche foto, compro dell’acqua in un bar di fortuna e mi dirigo verso il camping che dista circa un chilometro dalla riserva. Al Camping mi accolgono gentilmente e mi mostrano la roulotte dove dormirò che è un po’ spartana, ma va bene per una notte. Da li fino alla nanna è puro relax….lettura, birrette e cena a base dei vasetti di pesce acquistati a Marzamemi.

Ingresso Riserva Naturale di Vendicari

Ingresso Riserva Naturale di Vendicari

Un cuore e una roulotte...

Un cuore e una roulotte…

4°Giorno 30 Agosto Vendicari-Catania (118 km)

Tappa di trasferimento quest’ultima che mi permette di raggiungere la stazione di Catania per prendere il treno per Palermo. Parto presto, svegliandomi all’alba, splendida. E mi dirigo verso nord percorrendo la SP per Noto, sostituita poi dalla SS115. Nelle vicinanze di Siracusa i primi problemi perché google map mi fa imboccare una stradina interna che poi si trasforma in una trazzera sterrata di campagna. Continuo a piedi spingendo la bici per circa un chilometro e poi per fortuna ricomincia la strada asfaltata. A quel punto decido di non seguire le indicazioni di google map e raggiungere il motel agip a Siracusa, allungando un po’ la strada, ma almeno da li so come arrivare a Catania. Sosto al bar per un po’ e riprendo la marcia. Prima la litoranea del distretto industriale siracusano poi la SP 114 e poi la SS114. Faccio un altro paio di soste ma all’ingresso di Catania la fame e la fatica della lunga tappa si fanno sentire. Saggiamente continuo fino alla stazione dove arrivo pochi minuti prima della partenza del treno per Palermo delle 13.38. Si torna a casa!

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Commenti

3 Commenti su "Sicilia Barocca in bici"

    1. Avatar dario nicchitta ha detto:

      Grazie!!!

  1. Avatar Francesco ha detto:

    Le rastrelliere di quel treno sono pericolose per una bici carica (e non), i sobbalzi del treno in movimento possono piegare raggi e ruota.
    Bella la Sicilia
    Ciao

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