Auto a guida autonoma e biciclette: una coesistenza possibile?

23 Giugno 2017

Uno dei temi più dibattuti durante il recente Velo-City 2017 è stato quello delle automobili a guida autonoma. Fra scettici, entusiasti, e ostili, le opinioni si sono succedute sia nelle sessioni dedicate espressamente a questo tema, sia in molte altre.

bus a guida autonoma

Un minibus a guida autonoma a Lione, Francia

Come tutto ciò che ha a che fare con la tecnologia, le automobili a guida autonoma affascinano, incuriosiscono, spaventano, ma non lasciano nessuno indifferente. In un mondo sempre più urbanizzato la qualità della vita nelle città dipende in gran parte dalla qualità degli spazi condivisi, e dalla possibilità di muoversi in modo semplice, rapido, poco costoso. Le auto a guida autonoma avranno un impatto enorme su tutto questo. Ma quale sarà il futuro della bici in una città dominata dalle auto-robot? Senza pretendere di avere la sfera di cristallo, e dopo aver ascoltato autorevoli opinioni a Velo-City, proviamo a dire la nostra, esaminando i pro e i contro. Il tema è complesso e in continua evoluzione, per questo vi invitiamo a commentare, partecipando al dibattito con le vostre idee.

Una premessa

In questo articolo partiremo dal presupposto che un futuro in cui le auto a guida autonoma siano diffuse nelle nostre città sia ormai prossimo. È utile ricordare che Google, tanto per fare l’esempio più famoso, ha fatto percorrere alle proprie auto senza autista già 3 milioni di miglia negli Stati Uniti. Non bisogna però dimenticare le ragioni degli scettici, che fanno notare come le auto-robot hanno bisogno di ambienti urbani altamente strutturati, con una chiara segnaletica orizzontale e verticale; le bici in particolare mettono in crisi i sistemi di rilevamento; inoltre, è possibile che i sistemi su cui si basano siano ancora messi in difficoltà da condizioni metereologiche avverse.

Waymo car

L’auto a guida autonoma di Waymo (Google)

Ad ogni modo, come detto, non ci addentriamo troppo in questi problemi strettamente tecnologici: o prima o dopo saranno risolti. Affrontiamo la questione da un punto di vista più ampio.

Auto private e car sharing

Molti ipotizzano, in seguito alla diffusione di questi mezzi, la fine del modello di mobilità basato sull’auto privata. Possedere una propria automobile è molto costoso: bollo, assicurazione, manutenzione, ammortamento… D’altra parte la sempre maggiore diffusione di modelli di car sharing, car pooling, e il successo di servizi come Uber sembrano puntare fin da adesso in questa direzione. La generazione dei millennials preferisce spendere i propri soldi in esperienze di vita, più che in oggetti, ed è molto più disponibile alla condivisione rispetto alle generazioni precedenti. Se posso in ogni momento farmi venire a prendere sotto casa e farmi portare fino a destinazione, che senso ha possedere un’automobile, con tutti gli svantaggi che ne derivano?

Parcheggi e spazi pubblici

Come sappiamo per esperienza personale, un’automobile passa gran parte del suo tempo ad arrugginirsi in qualche parcheggio, occupando enormi quantità di spazi pubblici. Addirittura, gran parte del tempo passato in automobile è speso cercando un posto per parcheggiarla: siamo arrivati al paradosso.

Una flotta di auto a guida autonoma può invece essere usata in modo molto più efficiente, trasportando persone per gran parte della giornata; di conseguenza, in una data città sarà necessario avere molte meno automobili rispetto ad ora, liberando enormi spazi oggi dedicati ai parcheggi. Spazi che potranno essere riassegnati a pedoni o ciclisti, sotto forma di marciapiedi o piste ciclabili.

La sicurezza

Un’auto a guida autonoma non è mai stanca; non è mai ubriaca; non è mai distratta. Con i suoi sensori di vario tipo può avere una “consapevolezza” di ciò che le accade intorno molto maggiore rispetto a quella di un umano. Ed essere quindi molto più sicura per i propri passeggeri e per chi le sta attorno.

auto a guida autonoma

Una rappresentazione di ciò che “vede” un’auto a guida autonoma

Sostituire i fallibili esseri umani con gli infallibili robot potrebbe, in un solo colpo, aumentare enormemente la sicurezza delle nostre strade, e quindi rimuovere uno dei principali ostacoli alla diffusione della bicicletta. Ma continuate a leggere…

La pigrizia e la comodità

Finora abbiamo parlato della auto a guida autonoma in termini positivi. Quelli elencati finora sono tutti argomenti validi. Ma forse poco fantasiosi. Proviamo ad immedesimarci più a fondo in una situazione futura in cui questi mezzi saranno diffusi, e non è difficile trovare alcuni argomenti negativi, che potrebbero portare a una ridotta pratica della bici, o addirittura a una maggiore segregazione forzata di pedoni e ciclisti nelle nostre città.

La pigrizia, e la ricerca di comodità, sono fra i principali fattori dell’evoluzione umana. Nel momento in cui potremo farci venire a prendere sotto casa, viaggiare seduti comodamente guardando un film su Netflix o lavorando dal nostro iPad, e arrivare a pochi passi dalla destinazione finale… quanti vorranno ancora usare la bici, o i propri piedi? E che conseguenza potrà avere questa riduzione dell’attività fisica sulle casse degli stati, in un periodo di espansione della spesa sanitaria? Noi abbiamo fiducia nella bici e nella sua enorme capacità di attrarre le persone, ma la domanda va posta.

Dal film “Wall-E”: un (triste) futuro di umani obesi su veicoli a guida autonoma

I mezzi pubblici

Una questione simile si pone per quanto riguarda i mezzi pubblici. Riusciranno treni, autobus e tram a reggere la concorrenza delle auto a guida autonoma? O anche loro verranno smantellati? Con quali costi in termini sociali ed economici, ad esempio per le zone nei dintorni delle stazioni?

La socialità

Spostarsi in città non vuol dire solamente andare da A a B. Vuol dire anche incontrare persone, interagire ad un incrocio, rendersi conto di non essere soli nella città, che esistono anche altre persone. Riusciremo a mantenere tutto questo, o saremo ancora più chiusi in scatole di ferro, senza neanche la necessità di guardarci intorno per guidare?

Il sistema dei prezzi

senza mani

È chiaro che la risposta alle domande precedenti dipenderà in gran parte dai prezzi relativi di auto a guida autonoma e altri mezzi di trasporto. Quanto costerà un viaggio su una auto-robot? È probabile che il prezzo sarà molto basso rispetto agli standard odierni: auto standardizzate prodotte in massa; senza autisti a cui versare stipendi; sempre in uso, quindi in grado di far rientrare velocemente dall’investimento iniziale; molto probabilmente elettriche, quindi con costi di gestione (inclusa la manutenzione, molto più semplice su un’auto elettrica) incomparabilmente più bassi rispetto alle automobili odierne…

Le amministrazioni pubbliche dovranno probabilmente regolamentare il settore, e così facendo scegliere quali altre forme di trasporto pubblico sopravviveranno, e quali no.

È probabile che si svilupperanno servizi differenziati in base anche al numero di persone presenti a bordo: se si accetta di condividere parte del viaggio con estranei (come su un autobus) il prezzo potrà essere minore rispetto a chi sceglie di viaggiare da solo. Anzi, quest’ultimo comportamento dovrebbe essere attivamente scoraggiato con un prezzo decisamente più alto.

Una segregazione rafforzata?

Tesla Model 3

Una Tesla Model 3. Queste auto, anche se non completamente autonome, sono dotate di una lunga serie di sensori e imparano a guidare dagli umani

Abbiamo detto che le auto a guida autonoma sono più sicure. Questo porterà pedoni e ciclisti ad avere un atteggiamento più rischioso lungo le strade? Ci abitueremo ad attraversare la strada anche con un’automobile in arrivo, sapendo che l’intelligenza artificiale che la guida frenerà istantaneamente? Sfrecceremo in bici lungo gli incroci, consci del fatto che le auto-robot regoleranno la loro velocità sulla base della nostra? È probabile che lo faremo, e non ci sarebbe nulla di cui stupirsi.

Questo vorrà dire però che le auto a guida autonoma saranno molto spesso ostacolate nel loro percorso; immaginate una strada molto frequentata nella vostra città, con i pedoni che attraversano in ogni luogo e in ogni istante: torneremo alle accuse di jaywalking di inizio Novecento; e qual era stata la conseguenza allora? La segregazione dei pedoni in spazi confinati. La storia si ripeterà? Verranno installate delle barriere fisiche per impedire ai pedoni di attraversare dove “non devono”? E cosa significherà questo per i ciclisti?

L’etica e le assicurazioni

Non ci addentriamo troppo in queste considerazioni, ma un’auto a guida autonoma sarà chiamata anche a fare scelte di tipo etico. Un bambino attraversa la strada: è troppo tardi per frenare ed evitarlo; l’automobile lo investirà, oppure sterzerà bruscamente mettendo a rischio la vita dei passeggeri, o di altri pedoni? E, anche in caso di incidenti meno gravi, come cambierà l’attuale modello basato sull’assicurazione?

Influenzare il dibattito

Il video di presentazione di Waymo: l’industria dell’auto a guida autonoma è molto efficace nella comunicazione

Tutti gli esperti di mobilità intervenuti nel dibattito a Velo-City si sono trovati d’accordo su un punto: è necessario riflettere fin da ora su tutti questi problemi, e non lasciare che siano le aziende del mondo della tecnologia a impostare la discussione in modo a loro favorevole. Quello della mobilità è un tema che riguarda tutti, ed è strettamente legato alla democrazia: spostarsi vuol dire partecipare alla vita della polis. Tutti siamo chiamati a partecipare alla discussione, e ad influenzare le scelte di mobilità che verranno fatte nelle nostre città, anche con il nostro comportamento quotidiano.

Vi invitiamo a commentare questo articolo, qui o sulla nostra pagina Facebook, e a farci sapere cosa ne pensate: le auto a guida autonoma saranno un bene o un male per il futuro delle nostre città?

Per approfondire:
il sito di Waymo, la divisione di Google impegnata nello sviluppo delle auto a guida autonoma.
• uno dei più recenti report sui veicoli a guida autonoma.

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