È ora di realizzare la città delle biciclette

20 Luglio 2018

Assessori, tecnici comunali, rappresentanti di aziende private: i partecipanti al primo corso su come “Realizzare la Città delle Biciclette” che abbiamo tenuto a luglio 2018 nella sede di Monza di Bikeitalia.it provenivano da background differenti. Questo ha garantito una vivace discussione nella parte finale del corso.

corso città delle biciclette

E di temi da discutere ce n’erano molti, data la densità del programma. In mattinata l’architetto Matteo Dondé ha spiegato come realizzare una città che sia prima di tutto sicura per tutti: dai bambini agli anziani, dai pedoni ai disabili; raggiunto questo obiettivo, l’uso della bici verrà da sé, in quanto scelta più ovvia per la sua velocità e convenienza.

Nel pomeriggio il suo collega Valerio Montieri si è concentrato invece su un aspetto troppo spesso trascurato da chi progetta percorsi ciclabili in Italia: la comodità. Una corsia o una pista ciclabile devono rispettare alcuni standard, se vogliamo che vengano effettivamente usati da tutti i tipi di ciclisti che ci sono in circolazione: dagli anziani che vanno a fare la spesa, ai professionisti che vanno al lavoro in ebike a velocità medie più alte.

Ha chiuso Paolo Pinzuti, con una breve lezione sul tema della comunicazione: dopo decenni di cultura dell’automobile, cambiare le strade è un’operazione che può confondere i cittadini, i commercianti, i decisori politici, che non riescono a immaginare una città diversa; è necessario quindi raccontare il cambiamento in modo efficace, con il messaggio più appropriato per ogni destinatario.

La discussione finale è stata l’occasione per scambiarsi esperienze, consigli, commenti, grazie ai vari punti di vista di chi era presente. È stato anche possibile esaminare un caso specifico portato da alcuni partecipanti per il quale il concetto di moderazione del traffico è sembrato poter essere più vincente rispetto al concetto della separazione dei flussi.

Per scoprire le date dei prossimi corsi clicca qui.

Trasformiamo l’Italia in un paese ciclabile: è ora di iniziare.

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