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“Né il Parkinson né L’Alzheimer ci possono fermare”: quattro amici cicloturisti verso la Croazia

Diari, News • di 28 Maggio 2019

Un viaggio tra le isole Incoronate con due ciclisti davvero particolari. Ovvero né il Parkinson né L’Alzheimer ci possono fermare.

Il martedì da sempre giochiamo a biliardo. Siamo gli stessi amici fino dai tempi del liceo un tempo ormai lontanissimo.
Quando una sera di due anni fa Pino ci disse con agghiacciante semplicità “ragazzi mi hanno diagnosticato l’Alzheimer” per la prima volta, da 35 anni che ci frequentiamo, a nessuno è venuta voglia di essere allegro. La tristezza era acuita dal fatto che potevamo fare ben poco per aiutare Pino, tranne essergli vicino, ma dal punto di vista medico e pratico eravamo tagliati fuori.

Nei giorni seguenti cominciai a rinverdire le mie reminiscenze universitarie su questa patologia e, tra le tante informazioni di carattere scientifico e medico che in questa sede sarebbe inutile esporre, ne trovai una di particolare interesse perché consentiva anche a noi, in modo semplice, di dare una mano al nostro sfortunato amico.

Il movimento è un ottimo coadiuvante per i sofferenti di Alzheimer visto che l’attività fisica, sopratutto intensa, ossigena il sangue e aiuta le cellule nervose.

Di lì a pochi giorni regalammo a Pino una bici per dargli la possibilità di praticare una attività fisica adeguata con l’intenzione di riuscire a portarlo, prima o poi, in un viaggio con me. Purtroppo da due anni a questa parte, per una serie infinita di ragioni, a questa parte del programma non era stato ancora possibile dar seguito.

L’occasione si è presentata poche settimane fa quando venni contattato da Simone su Facebook. Simone mi chiedeva solo un aiuto per organizzare un viaggio in bici, un suo antico sogno, perché la bici per lui é una grande passione. La richiesta mi sembrava curiosa, non capivo bene cosa volesse dire organizzare un viaggio, forse perché io la trovo una faccenda semplice.

Scegli un paese, un percorso, dei luoghi interessanti e parti. Non mi sembrava una cosa dove il mio contributo potesse essere di grande aiuto. Nel prosieguo della chat Simone, un architetto di 42 anni, mi racconta che da quando ne ha 30 soffre di morbo di Parkinson, una patologia devastante, che ti cambia la vita e che, come d’altra parte l’Alzheimer, non ha ancora una possibilità di una terapia tale da conseguire quello che in campo medico viene definita la restitutio ad integrum.

Ovvero, detto in parole semplici, non c’è ancora modo di guarire. Si può solo ritardare l’avanzamento della malattia e intervenire sui sintomi. La scienza ha ancora molto da capire e da fare in questo campo. Però una delle cose che ho avuto modo di apprendere negli ultimi tempi è che una intensa attività fisica è estremamente utile se non addirittura fondamentale, anche in questo caso, nel rallentare l’avanzamento della malattia. E per intensa non mi riferisco ad una passeggiata di mezz’ora nel parco ma proprio a qualche cosa di decisamente più serio.

Tra le cose interessanti di cui sono venuto a conoscenza è che anche ad un ciclista di altissimo livello come Taylor Phinney, nel 1999 a soli 40 anni, venne diagnosticato il morbo di Parkinson. Taylor nel 2004 diede vita a una fondazione dedicata ai malati di Parkinson per promuovere l’attività ciclistica tra di loro con risultati davvero interessanti.

Sembra impossibile immaginare che una persona col Parkinson possa andare in bici, visto che è un esercizio fisico tutt’altro che elementare e che richiede coordinazione ed equilibrio. In questo senso venni colpito da un filmato trovato in rete, dove un paziente anziano e in condizioni di malattia in fase avanzata, riusciva a pedalare in modo perfetto una volta montato in bici. Ecco qui sotto il video, vale la pena buttarci un occhio per capire bene sia cosa sia il Parkinson e come inaspettatamente non influenzi la possibilità di muoversi usando una bici. Fidatevi è impressionante !

Con Ralf, ormai storico compagno di viaggi , di avventure nonché di guasconate, non ci volle molto tempo per decidere che si doveva organizzare un viaggio portando Pino e Simone con noi.

Abbiamo dovuto ragionarci un pò per trovare un percorso che fossero in primis bello divertente e costituisse una simpatica e coinvolgente avventura, ma al tempo stesso era una cosa saggia cercare di evitare tratti trafficati, per quanto possibile, e buttarci sulle strade bianche per non trovarci nelle condizioni di doverci preoccupare anche del traffico stradale. Da ultimo era importate che fosse un tragitto che i nostri amici potessero portare a termine senza un impegno esagerato perchè troppo lungo e con eccessivi dislivelli da affrontare in giornata.

Come prima esperienza abbiamo bisogno di tastare un po il polso ai nostri compagni perché ci piacerebbe, in futuro, poter continuare con questa esperienza per cui capire le loro possibilità anche fisiche diventa una nozione indispensabile per ragionare su futuri percorsi. Dopo lunghi ragionamenti e con la fattiva collaborazione di Simone siamo arrivati a definire il tracciato di questa nuova esperienza.

E quindi per il 31 Maggio è stata fissata la data di partenza per un giro di 8 giorni tra le isole Incoronate della Croazia. 400 km di percorsi tra spiagge, mare e boschi. Dei tanti viaggi che ho portato a termine in tanti anno confesso che questo è quello che mi sta più a cuore . La sola cosa che ancora non è ben chiara è quanta birra berremo ma vedremo di tenerne il conto :-)







2 Risposte a “Né il Parkinson né L’Alzheimer ci possono fermare”: quattro amici cicloturisti verso la Croazia

  1. Gian Marco ha detto:

    Che storia! Spero di incontrarli, saró in viaggio in bici verso le isole della Croazia esattamente dal 30 Maggio :)

  2. Giacomo Scognamillo ha detto:

    L’andare in bici non finisce mai di stupirmi. È bellissimo ciò che farete ; la bici è un toccasana e se molte autorità lo capissero coi paesaggi che abbiamo molti lascerebbero l’auto per la bici. Vi auguro tutto il bene del mondo. Un abbraccio.

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