Melbourne dice addio al bike sharing, colpa del casco obbligatorio?

4 Settembre 2019

Melbourne, capitale da circa 5 milioni di abitanti dello stato federale del Victoria, in Australia, ha deciso di rinunciare al proprio servizio di bike sharing a stazioni fisse. Nei giorni scorsi, il responsabile governativo Jaala Pulford ha annunciato la chiusura del servizio a causa dello scarso utilizzo da parte dei cittadini.

bike sharing melbourne

Il bike sharing di Melbourne era attivo ormai dal 2010, con più di 50 stazioni e 600 bici sparse per le strade del centro città. Secondo i dati del gestore, le biciclette in condivisione erano utilizzate soprattutto dai turisti e più scarsamente dai cittadini di Melbourne. Il costo di funzionamento del servizio toccava i 2 milioni di dollari all’anno, a fronte di un uso delle biciclette pari a circa 1 prelievo medio al giorno per ciascuna bici, un utilizzo davvero irrisorio per un buon schema di sharing.

La scelta di chiusura del servizio non è stata presa bene da diverse realtà locali che affermano come la municipalità non abbia mai creduto a fondo nel progetto, il quale necessitava di ulteriori finanziamenti per una diffusione più capillare su tutto il territorio, senza limitarsi esclusivamente alle aree del centro cittadino.

bike sharing melbourne

Oltre al numero ridotto di bici e stazioni, ad aggravare il funzionamento dello schema di bike sharing ha indubbiamente pesato molto la norma valida nell’intero stato del Victoria sull‘utilizzo obbligatorio del casco. Infatti, secondo una normativa entrata in vigore a partire dal 1990, tutti coloro vogliano muoversi utilizzando la bicicletta devono obbligatoriamente indossare un casco di protezione. Questa legge di fatto limita la diffusione del bike sharing perché anche in questo caso l’utilizzatore del servizio dovrebbe indossare il casco, il che vuol dire girare per la città con un casco di proprietà anche mentre la bici non viene usata, oppure dover fornire ogni bici del bike sharing di un casco condiviso, con relativi problemi di taglie, igiene ecc.

Per sanare questa situazione l’amministrazione era arrivata addirittura a finanziare un programma ad hoc per la vendita dei caschi da bici nei piccoli negozi di vicinato e ai distributori automatici facendoli pagare solo 5$.

bike sharing melbourne

A colpire ulteriormente il servizio di bike sharing di Melbourne ci ha pensato direttamente l‘amministrazione della città che ha pensato di realizzare una “Free Tram Zone“, ovvero un‘area del centro cittadino servita da tram in cui i passeggeri non pagano il biglietto. La commistione della Free Tram Zone con l’area di servizio del bike sharing evidentemente ha portato molte persone a scegliere il tram rispetto alla bici.

L’addio al servizio di bike sharing più classico arriva dopo circa 15 mesi dal ritiro delle biciclette di Obike, l’azienda di bike sharing a flusso libero che ha resistito in città solo un anno prima di chiudere definitivamente i battenti.

Il futuro delle oltre 600 bici è poco chiaro, se finiranno in discarica o verranno riutilizzate per altre realtà ancora non è dato saperlo, ciò che è certo è che la più grande città dell’Australia dopo Sydney perde un servizio di trasporto importante come il bike sharing.

 

Corso correlato

Masterclass in Meccanica Ciclistica
1.899
Acquista
Meccanica per bici da corsa e gravel
Lascia un commento

Iscriviti alla nostra newsletter

Ricevi il meglio della settimana via mail.

Iscriviti