Il Ministero della Salute invita a muoverci, ma la RAI continua a trasmettere immondizia da divano

27 Marzo 2020

Per la prima volta nella storia ieri il Ministero della Salute italiano ha esortato i cittadini italiani a fare attività fisica per migliorare il tono muscolare e combattere l’insorgenza di ulteriori patologie derivanti dalla sedentarietà.

👉L'attività fisica fa bene al corpo e alla mente. Durante l'emergenza #COVID19 fare attività anche in casa può aiutare a…

Pubblicato da Ministero della Salute su Giovedì 26 marzo 2020

Noi non possiamo che plaudire all’iniziativa che rappresenta un primo riconoscimento di quanto l’attività fisica sia una parte fondamentale di uno stile di vita sano, ma c’è qualcosa che tuttavia fa storcere il naso.

Il post del Ministero dice di ballare, di saltare la corda, di utilizzare videogiochi interattivi e di seguire corsi online. Così, in generale, senza specificare che un’attività fisica non opportunamente dosata può essere più dannosa che utile, lasciando ancora una volta al singolo cittadino l’adozione di comportamenti che fino all’altro ieri non facevano neppure parte del vocabolario.

E se non fosse per la debolezza del messaggio veicolato, sarebbe facile immaginarsi orde di cinquantenni, campioni di sollevamento del gomito nel fine settimana, che all’improvviso si mettono a seguire lezioni di crossfit offerte dall’ultimo maestro di fitness che promette di trasformarti in un marine in sole due settimane, nonnine che seguono lezioni di zumba che metterebbero a repentaglio il cuore di un’adolescente, o passeggiatori della domenica che, in preda alla noia decidono di fare tutto quello che trovano in rete con conseguente abbassamento delle difese immunitarie.

Come amiamo dire qui su Bikeitalia, “l’attività fisica è una medicina” ma, come tutte le medicine, può essere estremamente pericolosa se assunta in dosi eccessive o nei modi sbagliati. E il rischio qui è di avere bradipi che, credendosi delle gazzelle, si possano ritrovare ad affrontare attacchi cardiaci, contratture o fratture, per poi andare al pronto soccorso, eccetera, eccetera.

Ma mentre il Ministero della Salute si affida a encomiabili seppure deboli infografiche su Facebook per esortare i cittadini a ricorrere al farmaco più potente che tutti noi abbiamo a disposizione, la RAI continua a propinarci programmi immondizia che dispensano panico, noia e paura in dosi massicce, da assumersi rigorosamente dal divano per uccidere ogni possibile speranza e renderci consapevole che l’apocalisse è sempre più vicina.

Perché, vedete, se mamma RAI è riuscita a mettere in piedi trasmissioni come “la prova del cuoco” che riesce a insegnarci a coniugare il sapore del tarassaco con quello del sedanorapa, come è mai possibile che non riesca a mostrare al popolo come fare correttamente una sequenza di piegamenti per rinforzare l’addome?

La risposta probabilmente risiede nel vecchio adagio: “quando hai tra le mani un martello, tutti i problemi hanno la forma di un chiodo” e i manager di Viale Mazzini quello che sanno fare è intrattenimento, non educazione. Sanno fare appassionare il popolo grazie alle più amate dagli Italiani, sanno farci indignare, scandalizzare e inorridire. Ma adesso non c’è più niente da ridere e l’orrore lo conosciamo perfettamente anche senza che ci venga sbattuto in faccia ogni minuto.

Abbiamo bisogno di staccare la spina e accendere i nostri meccanismi di difesa per restare sani e superare l’emergenza. La RAI, che tutti noi paghiamo profumatamente (e anche un po’ controvoglia) deve diventare parte della soluzione e non del problema mettendosi al servizio del proprio azionista di maggioranza: il popolo italiano.

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