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Perché la sedentarietà ci rende più stupidi e infelici

News • di 6 Marzo 2019

Una persona sedentaria è colei che, per problemi o volontariamente, sceglie di passare la maggior parte del suo tempo in condizioni di inattività fisica, cioè non muovendosi. Una scelta che, in Italia, viene effettuata quotidianamente da circa il 70% della popolazione adulta e che viene imposta a circa il 50% dei bambini e degli adolescenti.

Oltre al problema delle malattie indotte dalla sedentarietà (infarto del miocardio, diabete, tumori), passare la maggior parte del nostro tempo da svegli in condizioni di inattività fisica ci rende costantemente e inesorabilmente più stupidi. E non è una battuta.

Da sempre il movimento fa parte dell’uomo e del suo essere ma soprattutto il corpo è collegato alla mente a doppia vite, con un legame molto più intimo di quello che conosciamo (e che la cultura occidentale ha ipotizzato per secoli). Il corpo subisce l’influenza della mente ma quest’ultima è stimolata dal corpo. Il movimento, in ultima analisi, si pone come una risposta motoria a un problema. Risposta che non nasce nei muscoli (che non hanno capacità di discernimento) bensì nel cervello. Ogni volta che ci muoviamo il cervello analizza le informazioni che arrivano dall’esterno grazie alla vista, all’udito e al tatto, che arrivano dai muscoli attraverso i recettori muscolari e tendinei e che giungono dall’intestino grazie ai recettori enterocettivi. Tali informazioni vengono elaborate e il cervello prende dalla memoria cinestesica (una sorta di archivio dei movimenti imparati, definito tecnicamente “motricità”) e invia gli impulsi elettrici che fanno contrarre i muscoli, permettendoci così di effettuare il movimento.

Ogni volta che ci muoviamo stimoliamo il cervello a “ragionare” e ad applicare movimento che siano funzionali per risolvere un problema: saltare, correre, afferrare un oggetto, pedalare. Inoltre il cervello, ogni volta che ci muoviamo, crea delle nuove connessioni neurali, affinando una propria caratteristica, definita “neuroplasticità”. Chi di noi va in bici o è stato mai in palestra sa che se alziamo dei pesi ripetutamente per un lasso di tempo, i muscoli diventeranno più grossi e forti. Bene, la stessa cosa avviene nel cervello e nel sistema nervoso centrale in generale. Inoltre il movimento ripetuto fa sì che il cervello secerna delle molecole protettive contro lo stress ossidativo, che lo rendono più resistente alle malattie degenerative come Alzheimer o demenza.

Non solo, il movimento fa sì che i nostri pensieri siano più veloci e fluidi, che la nostra soglia attentiva aumenti, che la felicità di base, ovvero la sensazione di positività verso la vita, sia più alta.

Privare continuamente il corpo del movimento, restando seduti o muovendosi in auto, fa sì che il nostro cervello non venga sollecitato, con ricadute negative sull’attenzione, sulla capacità di pensiero, la velocità di reazione e sulla felicità.

Meno ci muoviamo e più siamo stupidi e infelici.

E’ un dato di fatto, che va contrastato, perché la stupidità unita all’infelicità fa danni. A noi ma soprattutto agli altri.

 







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