Progettiamole bene: ecco come vanno realizzate le nuove corsie ciclabili

27 Maggio 2020

La novità introdotta dall’articolo 229 del Decreto Rilancio riguarda anche le “corsie ciclabili” individuate come strumento per favorire la circolazione delle biciclette. Ma come vanno realizzate “tecnicamente” queste nuove infrastrutture leggere?

Un pool di tecnici e urbanisti – formato da Andrea Colombo (avvocato), Matteo Dondé (architetto), Alfredo Drufuca (ingegnere, Polinomia srl), Paolo Gandolfi (architetto), Alberto Marescotti (architetto, Comune di Padova), Damiano Rossi (ingegnere, Polinomia srl), Giancarlo Sgubbi (ingegnere, Comune di Bologna) – ha stilato una guida alla progettazione e all’esercizio delle corsie ciclabili, un documento agile che mette nero su bianco cosa fare e come farlo bene.

Si parte dalla definizione di corsia ciclabile che, come recita il Decreto è: “…parte longitudinale della carreggiata, posta a destra, delimitata mediante striscia bianca discontinua, valicabile e ad uso promiscuo, idonea a permettere la circolazione sulle strade urbane dei velocipedi nello stesso senso di marcia degli altri veicoli e contraddistinta dal simbolo del velocipede. La Corsia Ciclabile è parte della ordinaria corsia veicolare, con destinazione alla circolazione dei velocipedi.”

Corsia ciclabile in fase di realizzazione a Padova

Dal momento che le corsie ciclabili rappresentano una novità, è utile ricordare – come fanno i tecnici e gli urbanisti nel loro documento – che:

  • essendo le corsie definite a uso promiscuo “non va prevista l’installazione della segnaletica verticale di pista ciclabile”;
  • sono espressamente destinate alla circolazione dei velocipedi ma possono essere impegnate (per manovre temporanee e occasionali) da altri veicoli che però sono tenuti a dare la precedenza alle bici;
  • i pittogrammi di segnaletica orizzontale con la bicicletta definiscono l’uso della corsia, il decreto non determina la frequenza con cui devono essere disegnati a terra, per questo si suggerisce di disegnarli “nel tratto iniziale dopo un attraversamento o, in sua assenza, ogni 100/150 metri”.
Corsia ciclabile in fase di realizzazione a Padova

Per rafforzare la percezione di sicurezza della corsia la linea tratteggiata che delimita la corsia a sinistra può essere ripetuta anche sul margine destro. Dal momento che la corsia ciclabile può essere affiancata a destra dalla sosta veicolare, quando questo avviene “è opportuno ripetere la linea tratteggiata a destra (art.141 c.3), affiancata e adeguatamente separata dalla linea di demarcazione degli stalli”.

Per quanto riguarda la colorazione, gli esperti di mobilità nel loro documento sottolineano che è possibile colorare il fondo delle corsie ciclabili, eventualmente soltanto in corrispondenza delle intersezioni (e comunque rispettando le norme UNI-EN 1436 “per quanto riguarda le caratteristiche di resistenza allo slittamento”).

A proposito delle intersezioni, le indicazioni date dai tecnici nelle loro linee guida prevedono diverse soluzioni: o la normale segnaletica di attraversamento ciclabile (integrata con pittogrammi di bici direzionati nel senso dei flussi intersecanti, per indicare la precedenza da dare ai ciclisti); o la semplice ripetizione a terra dei pittogrammi, nel senso di percorrenza della corsia.

Una nota importante interessa il divieto di sosta: essendo la corsia ciclabile “destinata alla circolazione dei velocipedi nonché parte delle ordinaria corsia veicolare” la sosta e fermata sulla corsia ciclabile sono vietate e sanzionabili ai sensi dell’art.140 c.1 CdS (divieto di arrecare intralcio alla circolazione) anche in assenza del divieto di sosta formalmente istituito e segnalato o del segnale di pista ciclabile riservata.

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