Grab, la Commissione Mobilità fa il punto sull’anello ciclabile di Roma

22 Luglio 2020

La Commissione Capitolina Mobilità si è riunita lunedì 20 luglio per fare il punto della situazione sul Grab (Grande Raccordo Anulare delle Biciclette), l’anello ciclabile di 44,5 chilometri che rappresenta un’opera molto attesa non solo per la sua vocazione cicloturistica ma anche perché i luoghi che attraversa sono strategici per la mobilità cittadina e connette quartieri e quadranti della città attualmente non ben collegati-a-pedali.

Il presidente della Commissione Capitolina Mobilità Enrico Stefàno ha fatto un breve resoconto su Facebook di quanto emerso nel corso della seduta: “L’opera sarà connessa alla rete ciclabile realizzata e in corso di realizzazione, intersecherà metropolitane e ferrovie dello stato e avrà una sua identità visiva precipua. In alcuni tratti, come sulla Casilina e sulla Prenestina avrà anche una vocazione più di quartiere, più locale, per i brevi spostamenti quotidiani”.

Il percorso del Grab postato su Facebook da Enrico Stefàno

Quanto alle tempistiche, i tecnici di Roma Servizi per la Mobilità hanno ipotizzato l’apertura delle conferenze dei servizi per l’inizio del 2021, quindi “successivamente si potrà pensare ad avviare i cantieri dei lotti di progetto che saranno identificati come prioritari”, riporta ancora Stefàno. L’avvio dei cantieri, realisticamente, avverrà verso la fine del 2021, quindi tra almeno un anno.

Scrive Stefàno, a proposito del Grab: “Un progetto, come direbbero gli studiosi di progettazione, ‘bottom-up’, che parte cioè dal basso, dalle idee delle persone e delle associazioni: un tracciato, una ciclovia ad anello accessibile a tutti che si sviluppa per 44,5 chilometri all’interno della Capitale. Un’opera pubblica studiata per valorizzare, riqualificare e rigenerare i luoghi che attraversa”.

Il progetto, nato nel 2015 e consegnato al Ministero dei Trasporti nel 2017, grazie ai fondi per le ciclovie turistiche è stato finanziato per intero: al momento, come ricorda Stefàno, è il risultato collettivo di “tanti i contributi di cittadini e associazioni, oltre che degli uffici di Roma Capitale e di Roma servizi per la Mobilità”.

Intanto per domenica 11 ottobre 2020 è previsto il Grab Day un’iniziativa delle associazioni in cui verrà realizzato un intervento leggero di segnaletica – il Grab Pop-up – per realizzare l’anello ciclabile capitolino in modalità transitoria, come le centinaia di ciclabili d’emergenza che si stanno realizzando in questo periodo nelle città italiane. Un’idea per comunicare il valore dell’opera alla cittadinanza.

Come spiegano gli organizzatori: “Non si tratta di costruire un’infrastruttura, ma di realizzare un intervento leggero di segnaletica per definire immediatamente lo spazio urbano che il Grab sottrae alle automobili per restituirlo alle persone. Il Grab Pop-up offrirà comunque un tracciato di qualità a chi pedala e spazi di qualità a chi non va in bici. Sarà un valore aggiunto per Roma. Obiettivo del Grab Pop-up sarà quello di segnare lo spazio su cui il Grab definitivo verrà realizzato segnalando le esigenze connesse e mettendo in evidenza la relazione tra il Grab e le sue radiali: la futura rete ciclabile capitolina, estesa, sicura, attrattiva, connessa“.

Nel corso di quella giornata dimostrativa il GRAB sarà percorribile grazie alla segnaletica realizzata e sistemata lungo i 45 chilometri del percorso: inoltre vari gazebo lungo il percorso ospiteranno le associazioni che hanno contribuito al progetto del GRAB.

In conclusione Stefàno, sottolinea l’importanza di quest’opera per Roma: “La nostra visione di Città, a misura d’uomo, si fa sempre più concreta e aggiunge anche questo altro tassello importantissimo del GRAB, che unirà non solo simbolicamente il centro alla periferia, passando anche per aree verdi importanti come l’Appia Antica e la Caffarella”.

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