Se la Borsa Internazionale del Turismo non valorizza la bicicletta

21 Maggio 2021

Quest’anno la Borsa Internazionale del Turismo (BIT), a causa della pandemia in corso, si è tenuta per la prima volta in versione digitale: l’accesso attraverso la piattaforma mi ha permesso di seguire alcuni webinar gratuitamente e comodamente da casa.

Seguire la BIT collegata dal computer è stata un’esperienza nuova e dal sapore amaro, che mi ha permesso di riflettere su quanto sia fondamentale partecipare dal vivo alla fiera. Girare tra i caotici stand, incontrare, costruire reti e contatti, scoprire nuove offerte e nuovi itinerari, raccogliere preziosi materiali, mappe e dépliant utilissimi per la pianificazione, è una ricchezza.

Credit: BIT Milano

La vetrina dell’offerta turistica lasciata unicamente al virtuale, pur ottimamente organizzata, rimane statica se non viene connessa con la socializzazione, essenza della dimensione fieristica.

Tra gli argomenti affrontati in fiera è stato dato spazio al delicato tema del rilancio del sistema turistico e alle prospettive di ripresa per il futuro del settore, tra incertezza e riscatto in tempo di pandemia. In più di un incontro si è parlato di turismo all’aria aperta, di turismo lento ed esperienziale e di riscoperta della natura e della bellezza dei territori attraverso la valorizzazione dell’autenticità. Musica per le mie orecchie, anche se sono rimasta sorpresa di come queste “nuove” attenzioni e attrazioni non siano state fortemente e coraggiosamente coniugate con la mobilità ciclistica. O meglio, lo siano state solo in parte.

La bicicletta, ad esempio, è stata al centro di un interessante webinar che ho avuto modo di apprezzare: il progetto realizzato dalla Regione Abruzzo per la promozione del Turismo Attivo e Sostenibile. Per costruire offerte di prodotti e servizi turistici adeguati è necessario conoscere i bisogni dei cicloturisti e creare attrattività mettendo a sistema, nella loro complessità, le differenti reti che costruiscono la ricezione turistica di un territorio. Un valido esempio di sviluppo e di promozione anche per altri territori.

L’esperienza della pandemia ha fatto emergere con chiarezza alcune criticità anche nel turismo, che mi portano a farmi domande sul modo in cui ci spostiamo e ci muoviamo nello spazio, come desideriamo miglioralo, renderlo più salubre e sicuro e come ci impegniamo per rispettarlo e tutelarlo. Al Green New Deal richiesto dall’Europa, il PNRR proposto dal Governo italiano risponde stanziando 400 milioni per le ciclovie turistiche e 200 milioni per le ciclabili urbane. Approfondimenti, progettazione e formazione dedicati a questo settore sarebbero stati significativi all’interno della fiera.

Gli operatori del turismo e le destinazioni turistiche hanno un ruolo importante nel costruire il panorama del prossimo futuro. Guardare alla mobilità ciclistica e all’intermodalità con più decisione, per stare al passo con l’urgenza di un cambio culturale fatto di scelte più ecologiche e meno impattanti su nostri splendidi territori, porta a ricchi premi e cotillon. L”investimento nel cicloturismo muove l’economia dei territori in modo sorprendente: ci si rende veramente conto di questo in Italia?

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