Mobilità

Mille persone in corteo per ricordare l’insegnante investito e ucciso in bici

Mille persone in corteo per ricordare l’insegnante investito e ucciso in bici

Una manifestazione molto sentita e partecipata quella di domenica scorsa a Pavia: più di mille persone in corteo per le vie della città in memoria di Daniele Marchi, l’insegnante investito e ucciso in bici mentre stava andando al lavoro. “Basta morti sulle strade”, questa la richiesta dei manifestanti.

La manifestazione per Daniele Marchi, investito in bici

La manifestazione è stata organizzata dalle associazioni Il Sellino Spiritato e Fiab Pavia e ha portato in strada un migliaio di cittadini (numeri che in città non si vedevano in manifestazioni da quasi 15 anni). Cittadini stanchi della violenza stradale che hanno chiesto alla politica pavese di svegliarsi e di mettere in atto azioni concrete per mitigare gli effetti di comportamenti scorretti alla guida, in primis l’eccesso di velocità.

La terza vittima in tre mesi

Nella città di Pavia la morte di Daniele ha suscitato grande scalpore, anche perché si tratta della terza vittima in meno di tre mesi (altre due persone sono state uccise sulle strisce pedonali tra ottobre 2022 e gennaio 2023). Numeri impressionanti per una città di circa 70.000 abitanti, dove sarebbe naturale pensare di muoversi solo in bicicletta o a piedi.

La politica che fa?

Come sottolineano in una nota le associazioni che hanno organizzato la manifestazione: “La politica pavese non ha risposto in modo adeguato: qualcosa è stato fatto, ma è evidente che quel qualcosa non è lontanamente sufficiente ad arginare il problema, gravissimo, che abbiamo in città (attenzione, problema fuori media nazionale e regionale)”.

Poche multe

“Sul piano della deterrenza siamo fermi a quattro anni fa (se non peggio), lo dicono i dati: circa tre (tre!) sanzioni al giorno per eccesso di velocità in città e una sanzione ogni quattro giorni per uso del cellulare al volante; un numero che fa rabbrividire chi in città rischia la vita ogni giorno e sa che le auto, praticamente la quasi totalità, eccede in velocità e che tantissimi conducenti hanno gli occhi sugli schermi e non sulla strada”, prosegue la nota.

Insicurezza stradale

“Dal punto di vista della progettazione manca un piano, un piano organico della mobilità cittadina che stabilisca regole chiare su come le strade, i marciapiedi, i percorsi ciclabili debbano essere progettati ed eseguiti. Un piano che, come cittadini e come associazioni, chiediamo ormai da anni, inascoltati. La cittadinanza di Pavia – non i ciclisti, non i pedoni, ma le persone – è stanca di parole vuote e chiacchiere varie; la cittadinanza di Pavia è stanca di non avere più il diritto di passeggiare senza il pensiero fisso che da un momento all’altro si possa essere investiti e forse uccisi, persino in centro storico ed è stanca di non poter scegliere la bici per i propri spostamenti perché si è a rischio investimento.

Siamo tutti esausti ed impauriti all’idea di uscire di casa per andare al lavoro o a scuola e semplicemente non tornare più a casa. Quasi ogni settimana si rivolgono a noi persone che hanno smesso di utilizzare la bicicletta perché impaurite dal traffico in un contesto di ciclabili inesistenti e marciapiedi malridotti o inagibili”, prosegue il comunicato congiunto.

“Viviamo ogni giorno situazioni di pericolo”

“Siamo stanchi di aspettare”, dice Cosimo Lacava presidente dell’Associazione il Sellino, “sono anni che chiediamo interventi a favore dell’utenza debole della strada senza ottenere praticamente quasi mai seguito. Deve essere chiaro che gli incidenti si possono evitare lavorando sulla prevenzione, sulla progettazione oculata delle strade e sulla deterrenza. Qui invece viviamo ogni giorno situazioni di pericolo, con una città completamente invasa dalle auto che sfrecciano a folli velocità in pieno centro storico, che parcheggiano ovunque, occupando marciapiedi e spazi di socialità senza essere, quasi mai, sanzionate”.

Il Sellino Spiritato ha successivamente scritto al Prefetto della Provincia di Pavia, sollecitando interventi immediati a tutela e salvaguardia della salute dei cittadini di Pavia: “Il Prefetto ha tra le proprie funzioni quella di garantire la sicurezza pubblica. Se in tre mesi muoiono tre persone in una città di 70.000 abitanti crediamo che ci sia un problema e che questo deve essere affrontato con vigore”, conclude Lacava.

“La sicurezza non può essere affidata al caso”

“Sono stanca di leggere ogni giorno di incidenti stradali. La sicurezza non può essere affidata al caso: servono strade pensate per minimizzare le conseguenze più gravi degli incidenti. È l’ennesima bici che depongo sulle strade di questa città, non voglio posarne ancora!”, dice Maria Chiara Riccardi di Fiab Pavia.

E Paolo Culucci, presidente di Fiab Pavia, conclude: “La viabilità di Pavia è un far west, gli incidenti si susseguono e negli anni nessuno si è mosso per cambiare le cose. Chiediamo all’amministrazione di non aspettare oltre: non vogliamo più sentire tragedie del genere”.

Corsi di Meccanica

Meccanica Base 1 – In presenza

Scopri di più

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *