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La cargo bike realizzata dagli operai senza stipendio in autogestione

La cargo bike realizzata dagli operai senza stipendio in autogestione

La necessità aguzza l’ingegno e gli operai della Gkn di Campi Bisenzio, senza stipendio e in autogestione da diversi mesi, da esperti lavoratori nel settore dell’automotive hanno puntato sulla meccanica di un mezzo a pedali legato alla ciclologistica, realizzando il prototipo della loro prima cargo bike. D’altra parte proprio il settore delle bici da carico, come scrivevamo su Bikeitalia, è uno di quelli che sta continuando a crescere a livello mondiale. E che per questo potrebbe rappresentare un buon modello di riconversione industriale, insieme a quello dei pannelli solari per la produzione di energia.

La cargo bike realizzata dagli operai della Gkn

Come riporta la testata online quinewsfirenze.it, il Collettivo di Fabbrica e la Aps Soms Insorgiamo hanno presentato il primo prototipo di cargo bike del Collettivo: “Come tutti i prototipi, è tutto da migliorare e studiare. Ma che è sicuramente un prodotto unico: non nelle caratteristiche tecniche forse, ma in quelle sociali. Una cargo bike frutto dell’autogestione operaia, delle competenze solidali, di un territorio insorto. Firenze, rivoluzioniamo insieme il delivery urbano, diamo pedali alla solidarietà. Che questa cargo sia il simbolo di una città ribelle e mai doma”.

Il telaio della cargo bike di Gkn è stato realizzato usando il kit BRONTE XL DIY di Officine Recycle.

Al lavoro senza stipendio e in autogestione

L’attività della Rsu, del Collettivo e della sua struttura associativa non si è mai fermata, anche senza stipendi: piani industriali presentati dalla Rsu, dal Collettivo e dal suo Comitato Tecnico e Scientifico, una consultazione popolare autogestita, attività associativa in sinergia con i bisogni sociali del territorio.

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In una lunga lettera aperta di metà febbraio 2023 gli operai scrivono di “stipendi e tredicesima non pagati da quattro mesi”. Addirittura a dicembre e gennaio non solo non è stato pagato neanche un euro, ma non sono state nemmeno consegnate le buste paga. Per questo gli operai in autogestione sottolineano che: “L’azienda invece di pagare, ha smesso appunto di consegnare i cedolini busta paga che permettono di richiedere i soldi! 280 lavoratori che hanno firmato la messa in mora e a fortissimo rischio di danno professionale e psicologico. Questo è nei fatti un procedimento di licenziamento silenzioso”.

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