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L’Assessora all’Inutilità

L’Assessora all’Inutilità

Ieri a Milano c’è stata un’ulteriore vittima della strada in bicicletta, una donna, Alfina D’Amato, schiacciata da un mezzo pesante come avviene ormai ogni mese e mezzo, con una macabra cadenza, nel capoluogo lombardo.

La notizia è rimasta pochi minuti sulle testate giornalistiche per diventare subito una statistica.

Personalmente, pedalo quotidianamente a Milano dove vivo da sette anni e ogni sera, quando saluto i colleghi di lavoro, rispondo al loro “ci vediamo domani” con un fatalistico “speriamo”. Perché ogni volta che inforco la bici per spostarmi non so se sarà l’ultima volta.

Probabilmente “speriamo” sono le stesse parole che rivolgevano gli operai delle fabbriche dell’Ottocento ai propri familiari prima di uscire di casa per andare al lavoro, quando le condizioni in fabbrica erano più che precarie e ogni vittima sul lavoro era un effetto collaterale della corsa verso il progresso.

Condizioni simili nelle fabbriche di oggi non sarebbero più accettabili e se in uno stabilimento produttivo nel 2023 si dovesse verificare un decesso ogni mese e mezzo con le stesse modalità, quella sarebbe etichettata come fabbrica della morte e i sindacati insorgerebbero per chiedere che qualcuno si prenda la responsabilità dell’accaduto e, soprattutto, prenda le dovute misure per evitare che si verifichi di nuovo.

E se noi non saremmo disposti a perdonare le inadempienze e superficialità di un manager di un’azienda preposto a garantire la sicurezza dei propri lavoratori, perché mai dovremmo essere più indulgenti nei confronti di un amministratore (o amministratrice) che non riesce a garantire la sicurezza dei propri cittadini?

Arianna Censi
Arianna Censi, Assessora alla Mobilità del Comune di Milano

La persona preposta a garantire la sicurezza di chi usa le strade a Milano risponde al nome di Arianna Censi che, sicuramente competentissima in altri ambiti, si è dimostrata non in grado di assolvere al proprio ruolo di Assessora alla Mobilità.

Da quando si è insediata (e sono passati ormai quasi due anni), abbiamo assistito a dichiarazioni di ogni sorta, promesse non mantenute, ma a nessuna azione specifica in grado di risolvere i problemi della città, ovvero la sicurezza, il traffico e l’inquinamento.

Attenzione, qui non si sta dicendo che gli investimenti che sono costati la vita alla povera signora D’Amato e ad altre tre persone nel solo 2023 siano colpa della Censi. Si sta dicendo che sono responsabilità della Censi e che, per questo, dovrebbe dimettersi dal proprio incarico per poter perseguire con maggiore disinvoltura e impegno la propria vera ambizione: quella di un seggio al Parlamento Europeo.

Allo stato attuale la Sig.ra Censi non solo non è utile alla città di Milano, ma è perfino dannosa e il sindaco Sala dovrebbe prenderne atto e se questo, nel pieno delle proprie funzioni, anche non volesse chiederne le dimissioni, potrebbe offrirle un nuovo incarico, magari in un appositamente creato Assessorato all’Inutilità.

La cittadinanza tutta ringrazierebbe per una scelta tanto saggia.

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