Il Bike to work in Svizzera è diventata un’azione collettiva, una sfida in senso positivo alle abitudini quotidiane degli abitanti.
L’azione dal basso dei ciclisti ha un impatto positivo sull’ambiente, oltre che sulla vita delle persone, e cambia la società e le sue abitudini. L’azione virtuosa del singolo si moltiplica e potenzia se sono in tanti a condividerla. Ma diventa molto più efficace quando anche le aziende includono nel loro modello di business e nelle strategie gestionali la bicicletta, come mezzo per le consegne, per esempio, o come sistema di trasporto per il tragitto casa lavoro.
Parliamo di andare al lavoro in bici, ovvero del Bike to work, che in Svizzera è diventata un’azione collettiva, una sfida in senso positivo alle abitudini quotidiane degli abitanti, stimolata e portata avanti da Pro Velo Svizzera. È un’associazione per la promozione degli interessi dei ciclisti, che comprende 41 associazioni regionali, nate localmente e attive con servizi sul territorio.
Oggi, Pro Velo Svizzera conta circa 42mila soci e porta avanti numerose iniziative con un obiettivo fondante: difendere e promuovere l’uso quotidiano della bicicletta per gli spostamenti pendolari casa-lavoro, casa-scuola, casa-acquisti e per il tempo libero. Il popolo su due ruote è numeroso, in Svizzera: su 8.5 milioni di abitanti residenti, ci sono più di 4 milioni di biciclette.
Cos’è e come funziona la sfida di Bike to work?

Lo sintetizziamo con l’aiuto di Sara Kohler, responsabile della comunicazione del progetto per Pro Velo Svizzera.
«L’iniziativa per la promozione della salute in azienda si svolge ogni anno in maggio e in giugno e coinvolge quasi 110.000 lavoratori. Dipendenti e collaboratori inforcano la bicicletta, la utilizzano per andare al lavoro nel maggior numero di giorni possibili e vincono premi. Con Bike to work 3845 aziende rafforzano anche nel 2024 lo spirito di gruppo e la condizione fisica del proprio personale e incoraggiano una mobilità sostenibile. Comunicheremo le cifre esatte dopo la sfida, dal 10 luglio. Dal 2005 Bike to work è diventata la maggiore iniziativa per la promozione della bicicletta e della salute in Svizzera e oggi per molte aziende è una componente importante della gestione aziendale della salute».
Le aziende si iscrivono online, sul sito dedicato, www.biketowork.ch, pagando una quota calcolata in base al numero dei dipendenti. Si parte da 120 franchi (circa 125 euro) per una forza lavoro da uno fino a 10. Più sono le persone, meno si paga, in proporzione. Per esempio, sono 320 franchi per un’azienda con 100 lavoratori, 935 per una che ne ha 1000.
Dove si vedono gli aggiornamenti sulla challenge?
Sul sito si trovano gli sponsor dell’iniziativa e l’elenco delle imprese che si sono impegnate per la sfida in corso e i dati relativi alla partecipazione, continuamente aggiornati per visualizzarne l’impatto. A luglio risultano 27.888.432 di km percorsi dalla massa dei ciclisti, suddivisi in circa 30mila squadre. I partecipanti sono 109.090 e le aziende coinvolte 3840. La footprint ringrazia: sono 4016 tonnellate di CO2 risparmiate.

Sul sito ci sono anche le modalità con cui le aziende si possono iscrivere alla sfida e i commenti positivi di chi l’ha fatto, conscio dell’effetto “team bulding” che si crea tra i partecipanti, anche supportati da eventi e iniziative interne. Gli organizzatori forniscono l’app e sito web ai partecipanti, con le informazioni necessarie. Dopo la registrazione, possono accedere all’area riservata alla loro azienda, che offre il calendario della challenge, il tracking, le pagine della squadra, dell’azienda e della community. Lo spirito di competizione e l’approccio ludico aiutano a coinvolgere anche i meno sportivi. Un coordinatore dell’azienda dispone anche di una pagina personale, per gestire la partecipazione interna, creare squadre ed esportare elenchi di squadre o partecipanti.
Cosa fanno e cosa vincono i partecipanti?

Una volta formata una squadra, devono pedalare più possibile. Chi utilizza la bici per almeno il 50% dei propri giorni lavorativi, partecipa automaticamente all’estrazione dei premi individuali. Se tutti i membri di una squadra lo fanno, possono partecipare anche all’estrazione dei premi di squadra. I vincitori, resi pubblici dopo il 9 luglio 2024 sui social media, sul sito web biketowork.ch e via email, riceveranno i premi via posta entro la metà di agosto.
Chi sono i vostri sponsor e come vi sostengono?
«Abbiamo 81 sponsor, di cui 4 sponsor principali, l’elenco è sul nostro sito. Gli sponsor dei premi devono sponsorizzare ciascuno un premio del valore di almeno 2000 franchi svizzeri. È la contropartita che chiediamo loro per la visibilità. Anche gli sponsor principali devono fornire un contributo finanziario».
VIDEO Bike to Work Svizzera
Quando è partito il progetto?
«La prima sfida è stata organizzata nel 2005, all’epoca solo con l’associazione cooperativa Migros, una delle più grandi aziende di vendita al dettaglio in Svizzera. Per Pro Velo Schweiz, questo è il progetto più importante di promozione della bicicletta, insieme a Bike2school, Cyclomania e altri».
Bike2school incoraggia gli alunni di tutta la Svizzera, dalla quarta elementare in su, a servirsi della bicicletta come mezzo di trasporto. L’azione si svolge durante quattro settimane a scelta, nell’arco dell’anno scolastico. L’uso frequente della bici permette di collezionare punti e chilometri utili per il concorso, che mette in palio premi individuali e collettivi. Il tutto supportato da attività didattiche e consigli su i temi bici, movimento e alimentazione sana.
Un’altra sfida, DefìVelo, è riservata ai 15-20enni. L’associazione ha creato anche servizi: corsi di bici, compravendita di usato, un negozio on line di gadget e attrezzature, sconti e opportunità.
Cosa si prepara dopo l’estate?
Per tutto settembre si svolgerà una nuova campagna di promozione della bicicletta in ambito urbano, Cyclomania. Coinvolgerà Comuni, città e regioni nella promozione della bicicletta, perché la popolazione sia motivata in modo divertente e giocoso a un uso più frequente. Anche in questo caso l’incentivo prevede una raccolta punti e si vincono premi. Le diverse città o regioni competono tra loro. Vince chi totalizza il maggior numero di partecipanti e di sfide concluse, in proporzione al bacino di popolazione.
Anche un cittadino, se il proprio comune non organizza una sfida, può partecipare da singolo, grazie alla sfida “Ride Today, Save Tomorrow”.
Come vi siete fatti conoscere?
«Nel corso degli anni il progetto è cresciuto e ora siamo un programma di promozione della salute consolidato in molte aziende. È un modo semplice per promuovere la salute dei dipendenti e lo spirito di squadra. Tutte le aziende possono iscriversi alla sfida, che si svolge nei mesi di maggio e giugno. I partecipanti pedalano con le loro aziende e raccolgono giorni e chilometri in bicicletta.
Il nostro obiettivo è motivare il maggior numero possibile di persone ad andare in bicicletta il più spesso possibile nella loro vita quotidiana. Vogliamo dimostrare che andare in bicicletta è possibile e divertente. In questo modo, riduciamo il traffico automobilistico e rendiamo la bicicletta più visibile sulle strade».
Cosa è cambiato in Svizzera, anche grazie a bike to work?
«Secondo il nostro sondaggio, l’anno scorso il tasso di conversione è stato del 16,23%. Significa che oltre il 16% dei partecipanti che prima della campagna utilizzavano mezzi di trasporto motorizzati o pubblici per recarsi al lavoro, dopo la sfida utilizzano la bicicletta. La crescente popolarità delle biciclette, il boom delle e-bike e la consapevolezza in aumento di una mobilità rispettosa del clima hanno contribuito al successo del bike to work. Sempre più persone riconoscono i benefici per la salute e il divertimento che la bicicletta comporta».
Potete esportare questo modello di challenge in altri Paesi?
«Non ancora. Ci stiamo concentrando sulla Svizzera, poiché Pro Velo Switzerland opera solo all’interno del Paese.»





















E nel frattempo noi in Italia incentiviamo l’uso delle auto ibride ed elettriche, e sviluppiamo il sistema viario con le rotonde e le carreggiate a quattro corsie.
e noi in Italia nn possiamo costituire un ns Velo Pro Ita e realizzare un progetto simile?
Bike Italia, potreste crearlo voi?