L’Italia tutta ha seguito le gesta di Fleximan, lo scalcinato supereroe ‘de noartri’ che si arrogava il diritto di abbattere gli autovelox in nome e per conto del popolo tartassato dalle multe, riscuotendo con questa deprecabile azione anche il plauso di alcuni politici mentecatti.
Non è però stato dato analogo risalto all’altrettanto deprecabile azione di un vendicatore al contrario che, sempre nel profondo Nordest, ha incendiato l’auto di un consulente della procura di Cosenza che, grazie a stucchevoli cavilli normativi, ha fatto spegnere decine di autovelox in tutta Italia, senza evidentemente curarsi delle conseguenze.
Sia chiaro, noi siamo fermamente contrari a qualunque atto violento o di sabotaggio, per cui non cadremo nella trappola di difendere il secondo e condannare il primo, o viceversa.
Vogliamo tuttavia far notare la colossale truffa, ben gonfiata da alcuni media, che è consistita nel presentare Fleximan come un Braveheart, un coraggioso ‘figlio del popolo’ vendicatore di chissà quali soprusi e non come un normalissimo mascalzone.
Se infatti esiste qualcun altro che per motivi diametralmente opposti, si è sentito autorizzato a compiere analoghi atti vendicativi, il popolo non può più essere invocato e il signor Fleximan dovrà più propriamente essere additato come portavoce di che se ne fotte delle regole e della sicurezza altrui: un mascalzone, appunto.










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