Infrastrutture

Pista ciclabile pagata con fondi europei, ma è sul marciapiede

Pista ciclabile pagata con fondi europei, ma è sul marciapiede

Il “Comitato per una mobilità davvero sostenibile anche a Palermo” ha sollevato forti dubbi sulla qualità di un tratto della nuova pista ciclabile di via Oreto, che fa parte di un progetto finanziato con fondi PNRR per un totale di oltre 7,4 milioni di euro. Dall’immagine diffusa dal Comitato su Instagram sotto forma di lettera aperta all’attenzione dell’Amministrazione, emergono criticità che mettono in discussione l’effettivo beneficio dell’opera per la mobilità ciclistica.

Palermo e la pista ciclabile sul marciapiede

Secondo il Comitato, il progetto non risponde all’obiettivo dichiarato di incentivare l’uso della bicicletta: “Per quale motivo la ciclabile è stata ‘dipinta’ sul marciapiede e non è stata realizzata su sede propria a livello della sede stradale?”. E, ancora: “Ammesso e non concesso che sia corretto solo pensare una siffatta ciclovia, per quale motivo, a fronte di un finanziamento di tale portata, non è stato precedentemente sistemato il basamento che presenta numerose crepe e dislivelli che causano stagnazione dell’acqua piovana?”.

Il tratto tra via La Colla e il ponte di via Oreto in effetti è un’opera davvero singolare: chi pedala dovrebbe passare a pochi metri dai pedoni, a loro volta costretti a camminare su un percorso accidentato, con mattoni sollevati dalle radici degli alberi. In pratica, la pista ciclabile finisce per creare un conflitto tra ciclisti e pedoni invece di migliorare la sicurezza di entrambi. Inoltre, il fondo sconnesso e le buche aumentano il rischio di cadute per chi utilizza la bicicletta.

Un progetto dal costo complessivo di oltre 7,4 milioni

I lavori fanno parte di un primo lotto, del valore di circa 1,5 milioni di euro, per la realizzazione di un percorso ciclabile di una decina di chilometri che dovrebbe collegare campus universitari e poli ospedalieri. Tuttavia, il primo tratto realizzato sembra lontano dall’idea di una vera infrastruttura ciclabile sicura e funzionale.

L’intervento si inserisce nel progetto più ampio “Costa Sud, stazione centrale, lungofiume Oreto, poli Universitari”, finanziato con fondi PNRR e presentato dal Comune come un’iniziativa volta a “implementare la rete ciclabile in ambito urbano e promuovere l’utilizzo della bicicletta, come mezzo alternativo all’uso dei veicoli a motore privato negli spostamenti sistematici (casa-studio, casa-lavoro)”. Tuttavia, la realizzazione concreta – come sottolinea il Comitato nella suo messaggio sui social – sembra smentire le intenzioni dichiarate.

Il progetto prevede il collegamento della stazione centrale di Palermo con il Policlinico e la cittadella universitaria, attraversando diverse strade tra cui via Tommaso Fazello, via Vincenzo Errante, via F. Paolo Perez, via Carlo Pisacane e Corso Tukory, fino a via Ernesto Basile, dove la nuova ciclabile si connetterà con quella prevista nell’ambito della progettazione della linea tramviaria.

Un elemento positivo è l’installazione di due semafori a chiamata nei punti più critici per l’attraversamento pedonale: l’intersezione Oreto-Fazello e quella tra via Ernesto Basile e via Brasa, entrambe note per la loro pericolosità. Tuttavia, questo intervento non risolve i problemi strutturali della pista stessa.

Soldi pubblici spesi male?

L’aspetto più critico, scrive il Comitato, riguarda la destinazione dei fondi: “Le somme finanziate sono realmente destinate alla mobilità ciclabile o vengono utilizzate per asfaltare strade e limitarsi a dipingere piste ciclabili sui marciapiedi per salvaguardare posti auto e traffico veicolare?”.

Se l’obiettivo è favorire la mobilità sostenibile, progetti di questo tipo risultano controproducenti: una vera rete ciclabile dovrebbe garantire continuità, sicurezza e un’infrastruttura adeguata. Dipingere segnaletica orizzontale su un marciapiede sconnesso non è una soluzione efficace, tanto più se realizzata con fondi destinati al miglioramento della ciclabilità urbana.

Una questione da chiarire

Il Comitato ha chiesto spiegazioni all’Amministrazione comunale e ha annunciato che, in assenza di risposte concrete, si rivolgerà all’Ispettorato Generale per il PNRR presso il MEF il prossimo 5 marzo. Un’iniziativa che evidenzia la necessità di maggiore trasparenza nella gestione dei fondi pubblici e una pianificazione più attenta per le infrastrutture dedicata alla mobilità sostenibile. E perché spendere fondi europei per realizzare una pista ciclabile disegnata sul marciapiede.

[Fonte]

L’immagine di anteprima della pista ciclabile sul marciapiede è estrapolata dal post su Instagram presente nell’articolo

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