[Articolo aggiornato il 19/03/2025 con la risposta del Comune di Jesi]
Sta facendo discutere la nuova pista ciclopedonale “tutta gialla” realizzata a ridosso delle mura storiche di Jesi. Il colore acceso della pavimentazione ha scatenato polemiche sia sui social che in ambito politico, con le opposizioni e diversi cittadini che parlano di “scempio” e “sfregio” a uno dei tratti più suggestivi della città.
Una scelta contestata
Il progetto rientra in un intervento più ampio, finanziato con fondi PNRR per 370mila euro, che prevede la riqualificazione dell’area tra Porta Valle e parco Granita, con la creazione di un nuovo percorso ciclopedonale e la sistemazione di tre zone di sosta e due parchi. Tuttavia, l’impatto visivo della pista ciclabile non è stato accolto positivamente.
L’associazione civica Jesiamo è molto critica: “Ma si può realizzare così una pista ciclabile? Sotto le mura antiche della città, una lingua d’asfalto colorata in modo improbabile, di assoluta bruttezza. La Soprintendenza nulla dice al riguardo?”. Anche l’architetto Mario Talacchia ha bocciato il progetto, suggerendo di riesaminare un piano urbanistico precedente per valutare eventuali alternative più armoniche.

La posizione del Comune
L’Amministrazione Comunale ha chiarito che il colore della pista, denominato “sabbia”, è stato condiviso con la Soprintendenza. Tuttavia, a seguito delle polemiche, il cordolo – attualmente anch’esso giallo – potrebbe tornare al grigio, pur essendo conforme alle normative del Codice della Strada.
L’Associazione Per Jesi ha criticato la gestione della comunicazione da parte della Giunta, accusata di non aver coinvolto adeguatamente i cittadini nelle scelte progettuali: “Indubbiamente regna una grande confusione, assicurata dalla pessima comunicazione della Giunta, che non esita nel farsi riprendere continuamente in video per i social, salvo poi sparire nel nulla quando si tratta di entrare nel merito dei lavori in corso e fornire informazioni dettagliate ai cittadini”.
Il Comune di Jesi mercoledì 19 marzo 2025 ha pubblicato un comunicato stampa in cui chiarisce alcuni aspetti e risponde punto per punto alle critiche ricevute: “La pista ciclabile al Torrione, che non è terminata, è parte di uno ‘step’ che ha come obiettivo quello di avere a disposizione finalmente una rete che colleghi tutta la città – superando i segmenti di strisce colorate ottenute in passato per stralci – in funzione di risorse economiche disponibili. Sarà unita da un lato a Piazzale dei Partigiani, Piazzale San Savino e campo Boario e dall’altra con Via Castelfidardo e Parco del Vallato, collegate in entrambe le direttrici con la pista ciclabile dell’Asse Sud”, si legge nella nota.
Che prosegue così: “Abbiamo in questa zona anticipato la riapertura del parcheggio per limitare i disagi agli utenti, ma sono ancora da terminare gli interventi di segnaletica verticale, di istallazione dei paletti dissuasori per limitare l’uso improprio dello spazio da parte degli automobilisti per quanto riguarda la sosta, punti di illuminazione, fontanella, passaggio pedonale all’interno delle mura, insomma tutti quegli elementi accessori che determinano un intervento completo” (scarica il comunicato in versione integrale).
La polemica continua
Se da un lato l’intervento punta a migliorare la mobilità sostenibile e la connessione tra il centro storico e il quartiere San Giuseppe, dall’altro resta aperto il dibattito sull’impatto estetico e storico di una pista ciclabile dai colori così accesi in un contesto medievale. Il progetto definitivo risolverà le criticità o il contrasto visivo rimarrà un punto di scontro tra amministrazione e cittadini?
L’associazione Fiab Vallesina, presente da anni sul territorio cittadino, ha voluto esprimere il proprio punto di vista attraverso un dettagliato comunicato stampa in cui si sottolinea l’importanza delle piste ciclabili e in difesa di questo intervento per la mobilità sostenibile (scarica il comunicato in versione integrale).
E allora i parcheggi?
La polemica non si placa: resta da vedere se il Comune apporterà modifiche o se il giallo della pista diventerà un tratto distintivo della nuova viabilità di Jesi. Piccola nota a margine: come mai i parcheggi per le auto realizzati in adiacenza alla contestatissima pista ciclopedonale gialla – sempre a ridosso delle mura medievali della città – non destano la stessa indignazione? Solitamente riqualificazione fa rima con pedonalizzazione, o almeno (auspicabilmente) dovrebbe essere così.
[Fonte]
Leggi anche: 10 motivi per cui in Italia le ciclabili fanno schifo
In apertura l’immagine pubblicata da Capocronaca.it


















Io abito a qualche chilometri da Jesi e molti si scaldano per la ciclabile, ma nessuno si lamenta per le strade cittadine che sono pericolose pure con le auto alcuni tratti che portano al centro storico, sembrano quelle di campagna solcate dai trattori.
[Questo commento non è stato pubblicato > https://www.bikeitalia.it/linea-guida-moderazione-commenti-su-bikeitalia-it/ – Bikeitalia.it]