Infrastrutture

La nuova ciclabile di Imperia lungo la Riviera dei Fiori

La nuova ciclabile di Imperia lungo la Riviera dei Fiori

[Articolo aggiornato il 26/03/2025]

Imperia festeggia il completamento di un ambizioso progetto infrastrutturale sul proprio territorio: una pista ciclabile di 9 chilometri che attraversa il litorale cittadino, collegando la costa con l’area urbana e connettendosi con l’esistente infrastruttura per bici della Riviera dei Fiori che prosegue fino a Ospedaletti. L’inaugurazione ufficiale è prevista per sabato 12 aprile 2025, in anticipo sulle festività pasquali e i ponti primaverili, momenti dell’anno strategici per valorizzare il turismo dei territori.

Un progetto volto al rilancio del territorio

Il percorso sul territorio di Imperia, che si estende dal confine con Diano Marina fino a San Lorenzo al Mare, è stato realizzato curando ogni dettaglio, con particolare attenzione a garantire un collegamento efficace e sicuro tra i principali nodi della città. Durante un recente sopralluogo, il sindaco di Imperia Claudio Scajola ha definito l’opera “l’elemento che più contribuirà alla crescita della città, in sinergia con il porto turistico”.

In aggiunta all’ampia ciclabile bidirezionale, affiancata da un percorso pedonale separato, sono in via di completamento gli altri interventi complementari: l’installazione di un ascensore su viale Matteotti faciliterà la connessione tra l’infrastruttura e il Comune, rendendo il sistema ciclabile e pedonale lontano dal traffico ancora più accessibile e integrato.

Il video pubblicato da lavocediimperia.it sul completamento dei lavori della ciclabile

Eventi per celebrare l’inaugurazione

La giornata inaugurale di sabato 12 aprile 2025 sarà articolata in due momenti di festa:

  • alle ore 10.30, la cerimonia ufficiale si svolgerà lungo la pista ciclabile, in prossimità della nuova area destinata agli autobus turistici, sottolineando l’importanza del progetto per il trasporto sostenibile e il turismo locale;
  • nel pomeriggio, l’evento continuerà con un concerto vicino all’ex stazione ferroviaria di Porto Maurizio, simbolo della riqualificazione urbana in atto, che comprende anche il recupero dei Giardini Winter e la creazione di un bosco urbano mediterraneo, capaci di mitigare l’effetto isola di calore e rendere gli spazi pubblici più accoglienti.

Un invito alla mobilità sostenibile

Il sindaco Scajola ha invitato tutti gli abitanti a “mettersi in sella” per scoprire il nuovo percorso, sottolineando come l’infrastruttura non solo faciliti gli spostamenti, ma rappresenti anche un’occasione per rilanciare il turismo e valorizzare il territorio imperiese. Il progetto, che collega la città all’importante infrastruttura ciclabile della Riviera dei Fiori, si configura come un modello virtuoso di mobilità sostenibile, che cambia in meglio il modo spostarsi dei residenti e che mira anche ad attrarre visitatori da ogni parte.

Con l’inaugurazione del 12 aprile, Imperia apre la bella stagione all’insegna della bicicletta, con un’infrastruttura ciclabile che recupera il tracciato dell’ex ferrovia dismessa: un’opera votata allo sviluppo urbano e al cicloturismo che unisce tradizione, innovazione e sostenibilità.

Il 26 marzo 2025 il sindaco Scajola ha postato sul proprio profilo Facebook le immagini delle prove di illuminazione notturna lungo la ciclabile commentando: “Siete pronti a pedalare nella bellezza?”

[Fonte]

L’immagine di apertura relativa alla nuova ciclabile è del Comune di Imperia

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Commenti

  1. Patrick ha detto:

    Buongiorno,

    I wonder about the pessimistic views of some fellows. Seems like there are Germans with italic names within this forum having concerns about whether or not the new route enrichs people in using the bike
    I am from Germany and I have lived a long time close to the border of the Netherlands.

    The Netherlands is (the) one nation, which can be used as reference when trying to think about rising the usage of bicycles instead of cars. However, it was and is a long process to get to the point where the Netherlands are today. It took more than 30 years to get the perfect balance between cycling, walking, city life and driving.

    I love the cycling path from Imperia to San Remo. and I am really looking forward to reach Diano by bike without going up and down the hill between Imperia and Diano with too little space for a family travelling by bike.

    Of course it would be better if there are more cycling lanes connecting the wonderful new path to the surrounding villages. However, the more people use the new path the more villages will be connected. You did start with a so called Bike Autobahn (fast lane). I image there will be more.

    The new train station in Imperia is not as close to the center as the old one. However, there will be public AV devices within a couple of years. It just needs a bot of time.

    Comparing street with pista cicadibile. At day time I am faster in San Remo at any spot with my bike than with a car. Especially, when a parking lot needs to be found. The traffic in Imperia is also often very crowded and it takes a long time to get to a parking spot.

  2. Giovanni Paoli ha detto:

    L’apertura di questa ciclabile urbana è un evento eccezionale per l’Italia. Servirà sicuramente a incentivare la progettazione di nuove ciclabili soprattutto in zone turistiche. Mi auguro che serva anche a convincere una parte della popolazione a comprendere la bellezza e l’utilità degli spostamenti in bicicletta. Direi che l’amministrazione di Imperia meriti un plauso per questa sua iniziativa.

  3. Vittorio ha detto:

    @Attilio Pavone; Da giornalista che si è occupato di ferrovie per tutta la carriera, anch’io considero abbastanza sciagurati alcuni interventi di raddoppio con spostamento a monte, come quello del Ponente ligure, che hanno privato del servizio ferroviario numerosi centri minori (e anche non minori, perché anche se non si è persa la stazione, averla lontana dal centro è comunque un disservizio) magari senza portare sostanziali miglioramenti all’esercizio ferroviario. Nel caso specifico della Liguria, la ferrovia “dava fastidio” a parte della politica e della società locale (a me è capitato di ricevere in redazione la telefonata di una persona che prima di acquistare una casa a Sanremo voleva verificare se fosse attendibile la promessa dell’agenzia immobiliare che la ferrovia stava per essere eliminata); per contro gli imponenti lavori per il raddoppio a monte avevano il loro fascino… per chi li avrebbe realizzati.
    Tuttavia non è che si è deciso di spostare la ferrovia per fare la ciclabile; a lavori fatti ci si è ritrovata quasi gratis la sede ferroviaria dismessa e per fortuna si è scelto di farne una ciclabile e non tanti parcheggi o un’altra strada, o anche solo lasciarla ai rovi e alle erbacce. Le grandi opere d’arte (ponti e gallerie) che permettono di mantenere le pendenze moderate tipiche della ferrovia sono un bonus per il cicloturista, quindi tanto di guadagnato.
    Sul fatto che la ciclabile ex ferroviaria possa servire solo al cicloturista e non agli spostamenti della vita quotidiana, dipende: se la ferrovia passava in zone completamente avulse dagli abitati (sul versante opposto di una valle, decine di metri più in basso…) sono d’accordo, ma quando i binari passavano letteralmente in mezzo alle case, come in Liguria, ritengo che la ciclabile sia sufficientemente “permeabile” per poter essere utilizzata anche per passeggiate (non dimentichiamo che è una ciclopedonale) o piccoli spostamenti locali; molto dipende dall’abitudine e molto da altri fattori esterni: se una volta usciti dalla ciclabile si deve proseguire su una strada pericolosamente trafficata, o se una volta parcheggiata la bici si rischia di non ritrovarla più, allora è chiaro che la fruibilità quotidiana della ciclabile ne risente…

  4. Sergio Franchi ha detto:

    Bellissima ciclabile,aspettavo da tempo questo collegamento con Santo Stefano adesso non resta che installare un bagno pubblico cosi da agevolare chi ha problemi di prostata e mantenere il decoro lungo il percorso.

  5. Ivanno Martini ha detto:

    cosa buona…continuiamo anche l Aurelia bis e raddoppio ferroviario da mettere la Liguria a livelli europei

  6. Bressi Dino (Alba) ha detto:

    Andrò senz’altro a farlo. Siccome devo percorrere più di 100km in macchina, spero di non “beccare” qualche velox in punti impensabili a 55kmh e potermi godere il paesaggio che non ha niente da invidiare a quello ligure.

  7. Attilio Pavone ha detto:

    Da ciclista e cicloattivista mi trovo continuamente a dissociarmi dall’entusiasmo che vorrebbe cancellare con una spruzzata “green” il carattere quanto meno controverso di certe grandi opere spesso inessesenziali, quando non controproducenti o deleterie: nella fattispecie si tratta del “raddoppio” della ferrovia sul ponente ligure con lo spostamento a monte del tracciato, ma potrei elencare innumerevoli casi analoghi, alcuni recentissimi e tutt’ora in corso, dalla Circumetnea alla Sangritana.
    Scrivono Assoutenti Savona, WWF Savona e Comitati locali, a riguardo della diabolica reiterazione del medesimo errore che si prospetta anche sul levante:

    «L’esempio disastroso nella provincia di Imperia dimostra che la soppressione delle stazioni e il decentramento di quelle rimaste hanno provocato un danno ai comuni che sono rimasti isolati, un danno alle falde idriche e ai pendolari; esempio tra tutti, quello dei giovani alle scuole superiori […]»

    E lo stesso sta avvenendo, seppure nel completo silenzio, in Sicilia, ad esempio col “raddoppio” della CT-ME: un caso praticamente identico a quello ligure recentemente appaltato, oltre 20 anni dopo: qui alcuni Comuni, oltre la ferrovia, hanno appena perso anche la potabilità dell’acqua per la contaminazione delle falde acquifere, mentre già si decantano i fasti turistici della futuribile ciclabile litoranea.

    Ma da quello ferroviario, passiamo all’aspetto della ciclabilità, che più qui attiene, nello specifico di quella urbana: non viene mai adeguatamente considerato come questo tipo di opere, pur risultando gradevolissime per il cicloturista (categoria alle quale parimenti appartengo) o l’avventore occasionale, non hanno sufficiente valenza funzionale come “infrastruttura” di mobilità: la penetrazione di una ferrovia in città infatti è governata da principi diametralmente opposti a quelli di una ciclabile; quando la ferrovia deve penetrare in un centro abitato deve farlo con “circospezione”, dall’ “ingresso di servizio” sul retro, mantenendosi alla larga ed evitando il più possibile conflitti, interferenze e contatti troppo ravvicinati col tessuto urbano; per una ciclabile invece vale l’esatto contrario, essendo tanto più funzionale quanto meglio si insinua nelle pieghe più piccole del suddetto tessuto, davanti al portone di casa, all’ingresso della scuola, dell’ufficio o del negozio.

    Sul piano economico, in ultimo, non si può non tener conto che un’infrastruttura come la ferrovia nasce per essere percorsa da mezzi con tali dimensioni, peso, ed inerzia, da avere restrizioni pesantissime sulle pendenze, i raggi di curvatura, le fascie di rispetto, etc, che vengono risolte con “opere d’arte” (sic) quali ponti, gallerie, sottopassi, viadotti, terrapieni e trincee i cui oneri di realizzazione e manutenzione sono di ordini di grandezza superiori a quelli ammissibili per una ciclabile; è per questo che in Italia, con poche sopravvalutate eccezioni (tra cui quella ligure, o quella dei trabocchi), ormai siamo pieni di simili cattedrali nel deserto inaugurate coi migliori auspici, e rovinosamente abbandonate. Forse non se ne dovrebbe più parlare ancora in termini di “mobilità sostenibile”.

    Se osserviamo la questione allo specchio, in definitiva, togliere i binari per fare una ciclabile sulla ferrovia, è come togliere il motore e mettere i pedali ad una locomotiva: non otterrai una bicicletta.

  8. Vittorio Demichelis ha detto:

    Anche la galleria di Imperia Prino è stata collegata alla pista proveniente da San Lorenzo?
    grazie buongiorno

  9. Giovanni Peirone ha detto:

    Si tratta di una risorsa eccellente sia per la cittadinanza che per i turisti, gli scorci sono splendidi, e Imperia da sempre è difficile e scomoda da attraversare in bici: ora si potrà usarla sia per gradevoli passeggiate che per pedalare per il piacere di farlo o per spostarsi senza fare ricorso ad automezzi.
    Spero che la cittadinanza se ne avvalga anche per spesa e altro, di certo i turisti e i residenti in cerca di svago lo faranno come hanno fatto finora nei tratti aperti a scopo ludico.
    Questo tratto unisce finalmente i centri fino a Ospedaletti a partire da Oneglia, speriamo che non passi molto per unirlo a Diano Marina passando sotto il celebre Capo Berta (noto per la Milano Sanremo) su un altro magnifico percorso noto come ‘Incompiuta’ perché da molti decenni fermo per mancanza di sistemazione del rischio frane.
    Infine formerà una parte della ciclabile tirrenica che arriverà da Roma alla Francia.

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