Mads Pedersen e Primoz Roglič si prendono la copertina dopo le prime tre giornate del Giro d’Italia 2025 in terra di Albania. Il danese ha vinto 2 tappe su 3 dimostrando una classe e una potenza che ormai lo installano nel gotha del ciclismo attuale. Lo sloveno, grazie a una cronometro fantastica a Tirana, ha già messo in fila tutti i rivali per la maglia rosa.
Siamo all’inizio, per carità, ma le prime indicazioni emerse dall’altra parte dell’Adriatico sono piuttosto chiare. Roglič ha esperienza da vendere ed è circondato da una squadra super compatta, la Red Bull-Bora, in cui anche la triade italiana (Moscon-Aleotti-Pellizzari) sta dando un contributo prezioso al proprio leader. Che sorride e si diverte. E porta serenità. Un’allegria e una spensieratezza che non sembra trasparire dal volto di Juan Ayuso, piuttosto taciturno, a volte nervoso e forse con mille pensieri in testa. Si vedrà.
Lidl-Trek (e Pedersen) in copertina

La copertina se la merita tutta però la Lidl-Trek. Una squadra clamorosa. Con un finalizzatore impressionante. I numeri di Pedersen, in questo 2025, sono pazzeschi. 16 volte nella top-10 in 23 giorni di corsa. 10 volte nella top-3, comprendendo i 6 successi stagionali. Con la 52esima vittoria della sua carriera a Valona è diventato il corridore danese più vincente della storia (!) e il primo del suo paese a vincere almeno due tappe nella stessa edizione del Giro. Record meritati per un corridore che, oltre a potenza e classe, è dotato di una buona dose di fantasia e coraggio. Perché le vittorie un po’ folli ha dimostrato che le sa ottenere anche lui e non solo quei due là, Pogačar e van der Poel, che finora gli hanno impedito di vincere una classica-Monumento. Se questa condizione lo sosterrà almeno fino alla fine della seconda settimana, Pedersen può serenamente vincere 4-5 tappe e portarsi a casa pure la maglia ciclamino.
Gli altri del Giro in Albania
E se Pedersen brilla, Van Aert è in un vortice negativo che pare senza fine. Il belga si saprà ridestare o siamo vicini alla fine della sua era? Che non sia più un vincente è sotto gli occhi di tutti. L’amore e l’affetto per questo corridore ci fanno comunque sperare che il suo viaggio ad alto livello non sia ancora terminato. Alla vigilia del Giro si pensava che le tre tappe in Albania avrebbero potuto portarlo in rosa, magari con annessa una tappa vinta. Invece Wout sbarca in Italia con un secondo posto nella prima tappa e per il resto poche certezze sulla sua condizione. Ancora decisamente precaria. Peccato.
Da italiani, invece, possiamo essere soddisfatti dei “nostri” ragazzi. Fortunato guida la classifica degli scalatori, Tiberi e Pellizzari sono in top 10, Ciccone e Piganzoli sono appena fuori ma con una grande condizione a supportarli. Zambanini, Affini, Fiorelli, Vendrame, Busatto e Ulissi hanno già fatto ottimi piazzamenti nei dieci. Attendiamo fiduciosi la vittoria di una tappa, ma le indicazioni sono confortanti.
Le prime tappe sul suolo italiano non sono proibitive ma decisamente stuzzicanti. I traguardi di Matera, Napoli, Tagliacozzo (primo arrivo in salita), Castelraimondo e Siena (con 38 km di sterrato) promettono scintille, con buona pace dei velocisti, che potrebbero avere dalla loro solo la frazione di Lecce. Ma questo è il Giro. Così è, se vi pare…
Promossi e bocciati delle prime 3 tappe: le pagelle

PEDERSEN 10 e lode: voto per lui e per la sua Lidl-Trek. Promettono e mantengono. Spingono e danno spettacolo. Una benedizione per queste prime tre giornate fuori confine. DOMINANTI
VAN AERT 4: il secondo posto del primo giorno mi aveva in parte illuso. Wout è in ritardo di condizione, probabilmente sfiduciato e con mille interrogativi in testa. Troppo brutto per essere vero. A PICCO
AULAR 8: due terzi posti nelle due tappe in linea, contro ogni previsione. Merito solo suo, perché la Movistar non lo aiuta per niente. Ma lui ci sa fare. Resiste in salita e sprinta. SORPRESA
ROGLIČ 9: che gli vuoi dire? Non sbaglia mai. Sarebbe stato da 10 se avesse scippato la crono a Tarling (voto 8,5). Ma intanto i rivali si accorgono che il vecchio Primoz non molla un colpo. Perché la classe non si compra al mercato all’angolo di casa. LEADER
AYUSO 6: senza infamia e senza lode. Aldilà dei 16 secondi persi da Roglič, sembra molto meno a suo agio rispetto al grande rivale. Ma magari è solo un’impressione iniziale. TIMIDO
ALBANIA 6,5: luci e ombre. Accoglienza top, ma strade così così. Pubblico poco e moscio, per un paese che non ha il ciclismo nel proprio DNA. Coraggioso l’investimento, sempre utile, ma di cose belle, onestamente, a livello naturalistico e soprattutto artistico non se ne sono viste poi così tante. Effetti anche della storia. Sufficienza di piena di fiducia per il futuro, ma da altre parti abbiamo visto spettacoli migliori. INESPERTI
![Giro 2025, Pedersen e Roglič scatenati in Albania [di Luca Gregorio]](https://www.bikeitalia.it/wp-content/uploads/2025/05/Albania-Giro-dItalia-crediti-LaPresse-Zac-Williams-MirrorMediaArt2.jpg)



















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