Il Giro d’Italia è entrato nel vivo. Ormai a metà del viaggio (alle spalle 10 tappe su 21), la corsa rosa ha vissuto fra domenica e martedì due giornate cruciali. Dopo le emozioni scoppiettanti e intense sugli sterrati senesi, è toccato all’attesissima crono Lucca-Pisa ridefinire gli equilibri della classifica generale. Con il ristabilirsi delle gerarchie in casa UAE e l’immediata risalita di Roglič.
Isaac Del Toro ha conservato la maglia rosa, ma il messicano ha visto ritornargli sotto il suo capitano designato Juan Ayuso, ora secondo ad appena 25 secondi. Roglič invece ha guadagnato in un battito di ciglia cinque posizioni, riportandosi in quinta posizione a 1’18″ da Del Toro e soprattutto a 53″ da Ayuso. I due grandi favoriti, insomma, si sono ripresi prepotentemente la scena in attesa delle montagne della terza settimana.
Quindi? La sfida tra chi è?
Ma la sfida è solo a due? Assolutamente no. Certificato il dominio della UAE, che ha 4 corridori nelle prime 7 posizioni della generale (oltre a Del Toro e Ayuso ci sono pure McNulty e Adam Yates), in terza e quarta piazza stanno facendo la loro bella figura Antonio Tiberi e il poco considerato Simon Yates. Il romano, finora, senza strafare ma anche senza mai dare adito a sbavature, si è dimostrato di una solidità impressionante ed è appena a 61 secondi dalla maglia rosa. Il britannico invece, sornione, ha capito che è meglio farsi vedere il meno possibile e intanto non mollare un colpo, pronto a piazzare qualche stoccata quando la strada comincerà ad andare all’insù. Insomma, due corridori pronti ad approfittare delle zone d’ombra mentre i riflettori sono puntati su Ayuso e Roglič.

La prima crono del Giro: Lucca – Pisa
La cronometro ha spaccato la Top 10. Perché se i primi 5 sono tutti ancora in gioco per vittoria o podio finale, dietro chi vuole tentare l’impresa dovrà armarsi di coraggio e fantasia. Il riferimento chiaro è a gente come Ciccone, Carapaz o Bernal, corridori fantasiosi, forti e con attorno, specie Cicco e Bernal, due squadre molto forti come Lidl-Trek (4 successi in 10 tappe!) e Ineos.
Le prossime tappe
Il percorso di questa seconda settimana, sulla carta, non offre un granché agli uomini di classifica, fra tappe di pianura o perfette per attaccanti e finisseur. La frazione più stuzzicante dovrebbe essere quella di domenica 25 maggio, col passaggio sul Muro di Ca’ del Poggio (dove ci sarà la Grande Festa Rosa con attese migliaia di persone) e sul Monte Grappa, che però sembra troppo lontano dal traguardo per fare differenze significative. Insomma, potrebbe essere una settimana interlocutoria in attesa delle 4 tappe di montagna dell’ultima settimana.
Di sicuro abbiamo per le mani un bel Giro, con tanti protagonisti e una buona dose di incertezza. Del resto questo è un viaggio di 21 giorni. Coi suoi imprevisti, i suoi cambi repentini, le sue speranze e le sue sorprese. Che dire? Godiamocelo.
Le pagelle del Greg

- HOOLE 10: vince una crono per specialisti, battendo lo specialista vero, Josh Tarling (voto 5). È un premio meritato, per uno che viene da anni di instancabile gregariato. Più che Hool…COOL!
- ROGLIC 9: la sfortuna gli aveva fatto perdere più tempo del previsto a Siena. La fortuna gli volge a favore nella crono, che lui riesce a correre con strade più asciutte rispetto ai rivali. Non si lascia sfuggire l’occasione e ritorna al centro del villaggio. DELFINO
- AYUSO 8,5: è vero concede un po’ di rimonta a Roglič, ma la sua è una crono solida e di talento, in cui si riprende di fatto la leadership in casa UAE, facendo a capire a Del Toro (voto 7) che le sue chance, magari, se le giocherà più avanti. UOMO IN MISSIONE
- TIBERI E SIMON YATES 8,5: i “fantasmi” di questo Giro. Si fanno notare poco, ma fanno paura perché non sbagliano nulla e insidiano i due fari della corsa. SORNIONI
- CICCONE, CARAPAZ E BERNAL 5,5: potevano mettere in conto di prendere qualche sberlone a crono. Speravamo di sbagliarci però, perché ora in salita servirà qualche numero a effetto. ALLEATI
- GEE 8: il vero vincitore fra gli uomini di classifica. Guadagna 8 posizioni in un amen e si ritrova ad appena 37 secondi dal sesto posto. Il canadese non sappiamo bene cosa si potrà inventare, ma di certo non farà la comparsa. RINATO




















I commenti che non rispettano queste linee guida potranno non essere pubblicati