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La soluzione dei cicloturisti francesi per pedalare in sicurezza è geniale

La soluzione dei cicloturisti francesi per pedalare in sicurezza è geniale
Cicloturisti francesi per la sicurezza stradale (frame dal video pubblicato su FB da Mariateresa Caiafa)

Un’idea semplice, geniale e colorata: due girasoli per proteggersi dal traffico. È la trovata di due cicloturisti francesi immortalati a Vico Equense, in Italia, mentre pedalano sulle strette strade costiere con un messaggio chiaro: “Lasciateci spazio”.

Nel video condiviso sui social da Mariateresa Caiafa con la didascalia “i francesi conquistano le nostre strade con i girasoli” – e subito diventato virale su numerosi gruppi di bici – si vedono due ciclisti vestiti con indumenti ad alta visibilità, bandiere francesi sulla bici e soprattutto un’installazione inaspettata quanto efficace, a giudicare dalle auto che li sorpassano: due grandi girasoli fissati al portapacchi posteriore. Un messaggio visivo che non si può ignorare e che funge da “barra laterale” fai-da-te per segnalare la distanza minima di sicurezza (per legge 1,5 metri, anche in Italia) che un’auto dovrebbe rispettare durante in fase di sorpasso.

Un gesto tanto semplice quanto potente, che ha riacceso il dibattito sulla sicurezza dei ciclisti sulle strade italiane, in particolare su quelle della Costiera Amalfitana e Sorrentina, dove il traffico turistico, le curve strette e la mancanza di infrastrutture ciclabili le rendono particolarmente pericolose e ostiche da fare in bici.

Cicloturisti e sicurezza: ditelo con i fiori

I due cicloturisti francesi non stanno solo viaggiando, ma stanno lanciando un messaggio per la loro sicurezza. Lo fanno in modo pacifico, creativo e visibile, senza cartelli né slogan: solo con fiori utilizzati come distanziatori, con un drappo fluo sul gambo. Un gesto che, nella sua originalità, mette anche a nudo la drammatica realtà della viabilità, soprattutto in Italia dove gli investimenti di ciclisti e pedoni sono tristemente all’ordine del giorno.

La zona di Vico Equense – come molte altre località della Penisola Sorrentina e della Costiera Amalfitana – è purtroppo spesso teatro di incidenti provocati da chi guida mezzi a motore e dovuti principalmente all’alta velocità e al mancato rispetto delle regole.

In questi giorni – proprio lungo la Strada Statale 163 Amalfitana tra Meta di Sorrento e Vietri sul Mare – in un summit interprovinciale sulla sicurezza è spuntata l’ipotesi dell’installazione di “sorpassometri”dispositivi elettronici capaci di rilevare la distanza tra veicoli e bici in fase di sorpasso. Una misura che potrebbe diventare realtà se le istituzioni locali decidessero di affrontare con serietà il problema.

Il grande potenziale (inespresso) del cicloturismo in Italia

L’episodio dei girasoli dei cicloturisti francesi è la cartina al tornasole del potenziale culturale ed economico del cicloturismo in Italia: sempre più persone scelgono di scoprire il nostro Paese in sella a una bicicletta, attratte dalla bellezza dei paesaggi e dalla lentezza del viaggio. Ma senza sicurezza per chi pedala, questo tipo di turismo rischia non riuscire ad esprimere tutto il proprio potenziale, limitando la diffusione di questa forma del cicloturismo: sostenibile, rispettoso dei territori, destagionalizzato e che contrasta l’overtourism.

Investire in sicurezza stradale non è solo una questione di civiltà, ma anche di economia: ogni cicloturista che si sente sicuro è un potenziale ambasciatore del territorio che attraversa, pronto a raccontarne le bellezze… e, come dimostrato, riesce a farlo anche l’originalità di due girasoli appesi alle bici come messaggio per la sicurezza stradale.

Un piccolo gesto che fa la differenza

Che si tratti di un’iniziativa simbolica o di una provocazione creativa, i due cicloturisti francesi hanno colpito nel segno. I loro girasoli utilizzati a mo’ di distanziatori sono un invito a riflettere, un’esortazione gentile a cambiare prospettiva.

Perché sulle strade, come nella vita, bastano a volte piccoli gesti per fare la differenza. E forse è proprio il momento di prendere esempio dai fiori, e far sbocciare una nuova cultura del rispetto e della sicurezza stradale di cui, soprattutto in Italia, abbiamo davvero tanto bisogno.

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