Il ritorno del Re. Dopo un mese e mezzo di “vacanza”, Tadej Pogačar si è rimesso il numero addosso e ha ripreso esattamente da dove ci aveva lasciato a fine aprile a Liegi. Vincendo. Lo sloveno ha fatto sua la prima tappa del Giro del Delfinato (seconda partecipazione qui dopo quella del 2020 dove chiuse quarto in classifica senza vincere nemmeno una tappa), dimostrandosi un cecchino infallibile. Anche quando, in teoria, aveva in testa solo di chiudere la prima frazione senza patemi, magari andando a farsi la doccia il prima possibile.
E invece il campione del mondo si è trovato costretto a rispondere all’attacco di Vingegaard, rimanendo poi là davanti anche con Van der Poel, Evenepoel e Buitrago. I cinque hanno difeso con le unghie e con i denti una manciata di secondi sul gruppo che da dietro voleva provare a chiudere il buco, grazie anche a un VdP che ha tirato come un matto e lanciato la volata per primo pur di non farsi ringhiottire dal gruppo.
Esito? Pogačar primo, Vingegaard secondo, Van der Poel terzo, Evenepoel quarto. Per la gioia dei fotografi all’arrivo, capaci così di immortalare un momento più unico che raro. Per Pogi il conto sale a 8 vittorie stagionali (5 negli ultimi 8 giorni di corsa!) e 96 in carriera, con l’arrivo in tripla cifra previsto quasi sicuramente sulle strade del Tour de France (e dove altrimenti?) di cui il Delfinato è solo un antipasto, ma talmente gustoso e succoso da lasciare tutti a bocca aperta.
Tutti eravamo curiosi di rivedere in azione, uno contro l’altro, i big three. Tadej, Jonas e Remco ci hanno sorpreso sin dall’alba di questo Delfinato, ricordandoci tendenzialmente che loro, come Van der Poel, fanno un altro sport.
Una giornata che ha lasciato ovviamente l’amaro in bocca al nostro Jonathan Milan, grande favorito di giornata ma estromesso dai giochi sulla Cote de Buffon a 7 km dal traguardo e sorpreso pure lui dalla sana follia di quei fuoriclasse là davanti.
Manco ce ne fosse bisogno, Pogačar ha ricordato che quando c’è lui c’è spettacolo. E, appena si crea la possibilità, lui è lì per vincere. La Uae, arrivata a 42 successi stagionali, con lui è un’altra cosa. Senza crepe e senza macchie. In questa settimana sulle strade di Francia i grandi esami saranno la crono individuale di mercoledì e poi il trittico in montagna da venerdi a domenica. Allacciamo le cinture. Ci sarà da divertirsi.
Le pagelle del Greg
POGACAR 10: torna, vince, mette tutti in riga. Che sia montagna, volata o crono, Tadej resta sempre di un altro pianeta. INGIOCABILE
VINGEGAARD 9: fa secondo in una volata quasi di gruppo e quasi non ci crede. Propositivo, coraggioso, in palla. È pronto alla sfida stellare. VOLITIVO
VAN DER POEL 8,5: fa gran parte del lavoro sporco per far sì che i quattro davanti se la possano giocare fino in fondo. Lancia per primo la volata e gli manca un po’ di esplosività, ma merita una statua. CAMPIONE
EVENEPOEL 8: è un po’ troppo dietro sull’attacco finale, ma rientra con una facilità disarmante. In volata molla la presa, ma l’importante era essere lì. PRESENTE
MILAN s.v.: la Lidl-Trek fa il suo fino all’aggancio della Cote conclusiva, poi quando quei fenomeni là sparano il colpo, cosa può fare il povero Johnny? Speriamo di rivederlo a stretto giro. AFFONDATO
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