Imprenditoria

L’imprenditrice italiana che si è fatta strada nel mercato delle ebike

L’imprenditrice italiana che si è fatta strada nel mercato delle ebike

Alla base di un’azienda sana, che cresce, ci dev’essere un sogno. È il sogno quella parte eterea, ma non troppo, visionaria e potente che dà le ali a un progetto. Poi c’è tanto altro: concretezza, pianificazione, contatti umani, ricerca tecnica, cura, investimenti, gestione delle persone, impegno etico. E anche capacità di dare una svolta a una prima direzione, quando serve, seguendo nuove strade. E quando svolti in bici, chiunque pedala lo sa, ci sono nuovi panorami e bellezze impreviste da scoprire. Questa è la storia di Cristina Simi, una donna che ha trasformato la sua intuizione in impresa, la sua ribellione contro il traffico romano in una rivoluzione silenziosa e potente: una bicicletta elettrica alla volta.

Una ribellione gentile: il sogno che diventa impresa

Cristina Simi WD99

Era la fine degli anni Novanta quando una giovane toscana trapiantata a Roma, laureata in lettere e con un master in marketing e comunicazione, guardava le auto ferme nel traffico e pensava: “Ci dev’essere un altro modo.” Cristina non era una sportiva, non aveva un background ingegneristico. Ma aveva un sogno chiaro: costruire un’alternativa. Una mobilità che liberasse le persone, che restituisse tempo, aria, qualità della vita. “Quando nessuno ancora ci pensava, ho intuito che la bicicletta elettrica sarebbe potuto essere un mezzo utile per trasformare la vita quotidiana delle persone”, racconta oggi, mentre guida con passione e visione l’azienda che ha fondato: World Dimension, oggi WD99.

Una coppia che pedala insieme

Cristina Simi WD99 ebike aziende donne imprenditoria

In questo percorso, Cristina non è mai stata sola. Fin dall’inizio, accanto a lei c’è Andrea Mizzoni, suo marito, che ha condiviso — e abbracciato — la visione. “Andrea ha creduto nel progetto tanto quanto me”, racconta. “Ha lavorato con dedizione per costruire qualcosa che fosse davvero nostro, e insieme abbiamo scelto di riportare l’attività in Italia, investendo nel nostro territorio e nella nostra gente”. La loro è una vera impresa familiare, anche nel senso più profondo del termine: i figli sono cresciuti tra biciclette, e per loro le due ruote sono lo standard, non l’eccezione.

WD99: un’impresa che mette al centro la persona

L’impresa ha preso forma a Santarcangelo di Romagna, cuore produttivo di WD99. Qui le bici non si assemblano in catena: si costruiscono una per una, a mano, da un singolo operatore che segue ogni dettaglio valorizzando la sua professionalità e la bici che costruisce. È un processo artigianale, sì, ma anche un manifesto. “Non puoi curare il prodotto se non curi prima le persone”, dice Cristina. E non è uno slogan. In azienda si lavora con dignità, si cresce insieme, si fa squadra. Il lavoro non è solo produttività: è appartenenza, inclusione, crescita.

WD99 team

Il team, composto da 15 persone, è giovane, misto, appassionato. Le donne sono rispettate, valorizzate. I dipendenti usano le bici dell’azienda per venire al lavoro. Si fanno esperienze di condivisione e formazione incrociata che sono parte integrante della cultura aziendale.

La qualità come atto etico

World Dimension oggi produce circa 4.000 bici all’anno, in 31 modelli e 5 categorie. La scelta di riportare la produzione in Italia – dopo i dazi antidumping europei del 2019 – non è stata solo una necessità, ma un atto d’identità: puntare su qualità, controllo, responsabilità. Ogni bici viene collaudata individualmente.

Ogni bici è la testimonianza della cura e passione che tutti mettono nel proprio lavoro. Un esempio? Il modello NOA: una bici che non è solo lusso tecnico (motore 48V, cinghia al posto della catena, cambio Nexus a 8 velocità), ma una dimostrazione concreta di come la tecnologia possa incontrare lo stile e la praticità quotidiana. “È il frutto “dell’ intelligenza artigianale”, dice Simi con orgoglio. “È un mezzo che può sostituire qualsiasi auto”.

WD99 Noa Lux

Non solo biciclette: una rete, un’idea, un movimento

La forza di WD99 è anche la sua rete: oltre 250 concessionari, considerati partner e ambasciatori, non semplici rivenditori. L’azienda non ha sviluppato un e-commerce per scelta strategica, per proteggere e valorizzare proprio questi rapporti umani, territoriali, costruiti nel tempo. “L’evoluzione digitale ci sarà, ma includerà la nostra rete. I nostri partner sono essenziali per consigliare, assistere, far provare i mezzi alle persone”.

Cicloturismo, territorio, futuro

Le bici WD99 sono progettate per accompagnare ogni tipo di utente, dalla città alla montagna, dal tempo libero alla mobilità quotidiana. La vocazione cicloturistica è chiara, e l’azienda è presente nelle fiere e nei festival del settore, promuovendo un nuovo modo di vivere il territorio: più lento, più accessibile, più umano.

Cristina sogna un futuro in cui la sua azienda continuerà a crescere senza mai perdere la sua anima. “Voglio un’azienda dove il numero dei dipendenti possa aumentare, ma restino la passione, l’armonia, il rispetto. Dove si costruiscono bici belle, sicure, certificate. Dove ogni persona che lavora con noi possa sentirsi parte di un progetto più grande.”

Una visione che pedala lontano

Cristina Simi non ha semplicemente fondato un’azienda: ha creato un’idea diversa di mobilità, di impresa, di futuro. WD99 non è solo un marchio: è un manifesto su due ruote. E mentre il mondo corre, lei continua a pedalare. Controcorrente, a volte. Con la testa alta, e con lo sguardo fisso su un orizzonte fatto di sostenibilità, innovazione e umanità. Perché il futuro, per lei, si costruisce anche oggi un colpo di pedale alla volta.

[Contenuto realizzato in collaborazione con WD99]

Leggi anche: Bici e imprenditoria

Commenti

  1. Carlo Banchini ha detto:

    Bici muscolari o e-bike, anche tandem sì, ma anche tricicli, elettrici e non, con il cesto posteriore, per una maggiore stabilità e sicurezza delle persone più anziane;
    magari con la possibilità di una copertura invernale integrale!
    E poi tutta l’Italia piena di ciclabili, grazie ad due leggi:
    una che permette di fare strade nuove solo se c’è la larghezza per fare anche la pista ciclabile;
    l’altra che permette a Comuni e Province di rinnovare l’asfaltatura delle strade con il 50% a carico dello Stato se negli stessi interventi ricavano anche le piste ciclabili.
    Il sogno di un’Italia più intelligente, civile, sana e sicura.

  2. Francesco Magri ha detto:

    Si! Bici, Bicicletta e perché no… Tandem

  3. Andrea ha detto:

    Ciao sono Andrea Armani ex imprenditore del settore Bike
    Un progetto, direi ambizioso, noto in voi tante idee e tanta passione… con il Cuore vi dico .. Bravi

  4. GIORGIO ha detto:

    buon lavoro
    sono un architetto designer
    come i tanti italiani conosciuti nel mondo per il loro senso pratico
    devo dire come designer viva un’altra
    idea di designer utile al futuro delle
    famiglie e a tutte le generazioni.
    molte grazie gio designer politecnico mi

  5. Gianni rubini ha detto:

    Niente da aggiungere solo da complimentarsi

  6. sandro tonini ha detto:

    però i prezzi …..

  7. davide mazzotti ha detto:

    Che bel idea, un progetto con tanto cuore e un anima tutta made in Italia bravissima.

  8. Cristian ha detto:

    complimenti

  9. Antonio Cerbone ha detto:

    la WD 99 è bellissima dove la si può vedere.

  10. Antonio Lenti ha detto:

    Bella idea Nicola
    E poi “tappa” a Siena e via andare….
    Vi aspettiamo
    Tony

  11. Nicola ha detto:

    Una bella cosa: io direi a WD99 di esporre le bici in piazza plebiscito a Napoli: sono sicuro che avrebbe un grande successo e visibilità. Ciao, bellissime bici.

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